Ciclo Miller

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Come il ciclo Atkinson, il ciclo Miller ideato da Ralph Miller è una evoluzione del ciclo Otto in cui si tenta di aumentare il rendimento.

Principio[modifica | modifica sorgente]

Il principio è quello d'avere un rapporto di compressione più basso rispetto al rapporto d'espansione (mentre nel ciclo Otto queste due fasi sono identiche), portando ad avere una fase di compressione più breve rispetto alla fase d'espansione, il che permette di migliorare la quantità d'energia estratta sotto forma di pressione dalla combustione.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Meccanicamente un motore Miller è identico ad un motore a ciclo Otto, o ad uno a ciclo Diesel, ma al fine di sfruttare al meglio l'energia ceduta nella fase di espansione si riduce il rapporto di compressione, ritardando o anticipando notevolmente la chiusura della valvola di aspirazione rispetto al punto ideale di chiusura per gli altri cicli (che corrisponderebbe al raggiungimento del punto morto inferiore da parte del pistone): nel secondo caso si impedisce di far entrare nel cilindro tutta la quantità di gas che potrebbe contenere, nel primo se ne fa uscire una parte. La fase di espansione resta invece invariata.

Grazie a questo accorgimento, il rapporto di espansione è maggiore del rapporto di compressione, con conseguente aumento del rendimento. Lo svantaggio rispetto ad un motore Otto o Diesel è che a parità di volume in gioco, ovvero a parità di rapporto di espansione (stessa cilindrata), il motore a ciclo Miller esprime minore potenza, in quanto ad ogni ciclo l'energia chimica disponibile è minore (entra meno combustibile nel cilindro) sebbene essa venga sfruttata meglio.

Sovralimentazione e Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

La sovralimentazione potrebbe risultare vantaggiosa per ottenere un incremento di potenza, ma se ottenuta tramite turbocompressore porta minori vantaggi rispetto ad altri cicli, visto che i gas di scarico hanno già perso buona parte della loro energia residua (che nei cicli Otto e Diesel non è sfruttata nella fase di espansione, ed andrebbe sprecata o sfruttata, appunto, dal turbo); se ottenuta invece tramite compressore volumetrico, esso dissiperebbe parte dell'energia meccanica generata dal motore andando ad intaccare il rendimento, che è proprio il punto di forza del motore a ciclo Miller. La Toyota, sia sulla Prius che sulle altre ibride a listino, usa motori a ciclo Miller coadiuvati, durante la fase di accelerazione in cui il motore MIller ha scarsa disponibilità di coppia, dal motore elettrico. Una delle poche auto attualmente presenti sul mercato invece ad utilizzare un motore a Ciclo Miller ma sovralimentato con compressore volumetrico è la Nissan "Micra" Quarta serie 1.2 DIG-S [1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]