Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato

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Coordinate: 40°50′52″N 14°15′57″E / 40.847690°N 14.265725°E / 40.847690; 14.265725

La chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato è un caratteristico luogo di culto di Napoli, ubicato al centro dell'esedra di piazza del Mercato.

L'edificio religioso trae le proprie origini nel XIII secolo; nel 1786 fu rimaneggiato ad opera di Francesco Sicuro, mentre, nel 1781 venne quasi interamente ricostruito a causa dell'incendio che distrusse la piazza e, di conseguenza, anche la chiesa.

Una cappella sorge sul luogo dove fu decapitato Corradino di Svevia per ordine di Carlo I d'Angiò, il 29 ottobre 1268.

Il tempio è stato fortemente danneggiato durante il terremoto dell'Irpinia del 1980, eppure rappresenta ancor oggi un'importante testimonianza medioevale della città, sia per la piazza in cui sorge, sia perché all'interno conserva un ceppo con lo Stemma dei cuoiai, che si pensa essere quello sul quale il conciatore di pelli Domenico Punzo decapitò Corradino (anche se è più probabile che si tratti della chiave di volta della cappella di quest'ultimo): la colonna con la croce rappresenterebbe il luogo dell'esecuzione.

La colonna commemorativa in porfido reca incisa questa frase: Asturis ungue leo pullum rapiens aquilinum hic deplumavit acephalumque dedit, così traducibile: il leone artigliò l'aquilotto ad Astura, gli strappò le piume e lo decapitò. La morte del sovrano in piazza sancì la fine della dinastia sveva e del suo sogno imperiale, favorendo l'ascesa degli angioini di Napoli.

Le opere di Luca Giordano e di altri artisti sono state trasferite al Museo civico di Castel Nuovo.

La chiesa è chiusa al pubblico.

Bibliografia [modifica]

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.

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