Assurdo universo

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Assurdo universo
Titolo originale What Mad Universe
Autore Fredric Brown
1ª ed. originale 1949
Genere Romanzo
Sottogenere Fantascienza
Lingua originale inglese

Assurdo universo è un romanzo di fantascienza scritto da Fredric Brown, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1949 con il titolo originale What Mad Universe.

Indice

[modifica] Trama

Keith Winton, il responsabile di una rivista di fantascienza, ospite del suo principale in una villa di campagna a Catskill, viene improvvisamente investito da una fortissima scarica elettrica, provocata da un razzo sperimentale che sarebbe dovuto cadere sulla Luna. Di punto in bianco, si trova sbalzato in un universo parallelo, dove i Terrestri sono in guerra contro gli Arturiani. Viene subito scambiato per una spia nemica e inizia un'epopea durante la quale la sua vita sarà continuamente in pericolo.

Allo scoppio del razzo, il protagonista è stato messo in comunicazione con tutti gli universi possibili e, in qualche modo, il suo subconscio ha scelto quello più attinente alla sua personalità e ai suoi pensieri al momento del contatto.

Alla fine, Keith Winton dovrà ricreare analoghe condizioni per poter tornare a casa.

[modifica] Commento

Assurdo Universo è chiaramente un romanzo di fantascienza classica, e in questa luce va valutato. Ambientato nel 1954, ma scritto nel 1949, presenta alcuni elementi tipici della produzione fantascientifica dell'epoca, che potrebbero apparire goffi o ridicoli, se decontestualizzati.

Ad esempio: le ragazze fidanzate con eroi spaziali indossano soltanto tute di plastica trasparente; gli Arturiani sono insetti enormi (la questione dell'esoscheletro, che rende impossibile l'evoluzione di insetti troppo grandi, non viene presa in considerazione). La totalnebbia artificiale scende di notte, al fine di instaurare un coprifuoco totale. Nei bar o per strada, è facile imbattersi in purpurei Lunari, dotati di enormi zanne. I personaggi, tranne lo stesso Keith Winton, risultano stereotipati.

D'altronde, questa peculiare presenza di motivi di fantascienza, nel nuovo cosmo di Winton, trova una sua giustificazione, sul piano logico, nel fatto che, quando Winton è stato sbalzato via dal suo universo di origine, stava pensando ad un lettore della sua rivista, Joe Doppelberg, e dunque il posto in cui ora egli si trova è il prodotto del modo in cui un appassionato di fantascienza vorrebbe vedere il mondo.

La tesi di Brown è che esistono infiniti universi paralleli e che, nel momento in cui, per una qualche distorsione spazio-temporale, si salta da un universo all'altro, il cosmo di destinazione è determinato dai pensieri che vengono formulati dall'individuo nel momento del passaggio, nonché dalla sua attitudine inconscia. In questo senso, qualunque universo di destinazione, per quanto differente da quello di partenza, quindi per quanto assurdo, se paragonato con l'universo precedentemente conosciuto, potrebbe anche essere per niente assurdo, dal momento che è stato proprio l'individuo che in esso sta passando a determinarlo così. Questo escamotage narrativo rende quindi necessariamente logica ogni invenzione dell'autore.

Un altro tema del romanzo - declinato da Brown in chiave umoristica - è riscontrabile nell'incomunicabilità, derivante dal background parzialmente diverso dei due universi del protagonista. Winton, infatti, fa riferimento ad episodi della storia del suo universo di origine che però non vengono compresi dai componenti del cosmo in cui è stato sbalzato. Ad esempio, in un passo, mentre una persona gli sta spiegando che, quantunque fosse illegale, molta gente non considerava veramente un crimine collezionare monete fuori corso, egli chiede:

— Come bere al tempo del proibizionismo?
— Come cosa?

gli risponde il suo interlocutore, che non può conoscere il proibizionismo.

D'altra parte, nel romanzo, serpeggia un filo rosso di ironia che alleggerisce la narrazione e, a tratti, getta una luce umoristica sulle peripezie del protagonista.

[modifica] Curiosità

Questo romanzo, molto particolare, piacque anche a Federico Fellini che firmò un contratto con Dino De Laurentiis per trarne un film mai realizzato.[1]

[modifica] Note

  1. ^ Alessandro Casanova, Scritti e immaginati

[modifica] Edizioni

[modifica] Voci correlate

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