Assegnista di ricerca

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L'assegnista di ricerca è una figura professionale che riprende quella dell'assegnatario di borse post-dottorali. Essa è regolata dall'articolo 22 della legge 240/2010[1], che ha modificato la legge 449/97[2], secondo cui l'assegnista di ricerca è un dottore di ricerca o laureato in possesso di curriculum scientifico professionale idoneo per lo svolgimento di attività di ricerca.

L'assegno di ricerca viene attribuito mediante selezione pubblica, generalmente per titoli e colloquio, e la sua durata è compresa tra 1 e 3 anni, con un limite massimo stabilito dalla legge in 4 anni. Nel mondo anglosassone la figura equivalente viene identificata in quella del Research Fellow, o a volte in quella del Postdoctoral Fellow, ma solo se in possesso del titolo di dottore di ricerca. Tuttavia, secondo la legislazione italiana vigente (articolo 24 della legge 240/2010[1]), il Postdoctoral Fellow è equivalente al ricercatore a tempo determinato (tipologia a).

A decorrere dal 2011, agli assegni si applicano le leggi fiscali relative all'articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476, nonché, quelle previdenziali all'articolo 2, commi 26 e seguenti, della legge 8 agosto 1995, n. 335, quelle per la maternità il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2007, e per la malattia, l'articolo 1, comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.[1]

Da rilevazioni dell'anno 2012, effettuate dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, si stima in circa 14.000 il numero di assegnisti presso le Università pubbliche; ad essi si aggiungono gli assegnisti presso gli enti pubblici di ricerca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c L 240/2010
  2. ^ Legge n. 449 del 1997 (Artt. 1-10)