Asino di Buridano

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Cartello del 1900, che mostra il Congresso degli Stati Uniti come l'asino di Buridano, incerto nella scelta tra il canale di Panama o quello per il Nicaragua.
« Un asino affamato e assetato è accovacciato esattamente tra due mucchi di fieno con, vicino a ognuno, un secchio d'acqua, ma non c'è niente che lo determini ad andare da una parte piuttosto che dall'altra. Perciò, resta fermo e muore. [1] »

L'asino di Buridano (o "Paradosso dell'asino") è un apologo tradizionalmente attribuito al filosofo Giovanni Buridano, ma che probabilmente non è dovuto a lui, poiché «non si trova negli scritti di Buridano, né corrisponde alle sue idee relativamente alla libertà, dato che piuttosto egli oscilla tra il volontarismo e l'identificazione (aristotelico-averroistica) di intelletto e volontà. È probabile che la storia, derivata da un problema del De coelo (Aristotele, De coelo, II, 295 b 31-34), sia nata nelle discussioni di scuola, ove è documentata.» [2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'apologo narra come un asino posto tra due cumuli di fieno perfettamente uguali [3] [4] e alla stessa distanza non sa scegliere quale iniziare a mangiare morendo di fame nell'incertezza.

Secondo Buridano l'intelletto è sempre in grado di indicare all'uomo quale sia la scelta giusta tra le varie diverse alternative tanto che se, per assurdo, la scelta fosse costituita da due elementi identici la volontà si paralizzerebbe a meno che non si scegliesse di non scegliere.

Leibniz discusse di questo paradosso nei suoi Saggi di teodicea osservando che in natura non esistono, come avviene invece in matematica, due realtà perfettamente identiche e che quindi l'azione umana è sempre determinata da una precisa causa, magari a noi sconosciuta ma esistente:

« ...È vero che, se il caso fosse possibile, bisognerebbe dire che [l'asino] si lascerebbe morir di fame;...Infatti l'Universo non potrebbe esser diviso in due parti... in maniera che tutto sia uguale e simile da una parte e dall'altra, come un'ellissi o come ogni figura piana, della categoria di quelle che io chiamo "anfidestre" [a due lati], per esser così divisa in due parti uguali da una linea retta qualsiasi passante per il suo centro... Si avranno dunque molte cose dell'asino e fuori dell'asino, sebbene non ci appaiano, che lo determinerebbero ad andare da una parte piuttosto che dall'altra; e quantunque l'uomo sia libero, mentre l'asino non lo è, non è meno vero, per la stessa ragione, che anche nell'uomo il caso d'un perfetto equilibrio tra due partiti è impossibile, e che un angelo, o almeno Dio, potrebbe sempre render ragione del partito che l'uomo ha preso, assegnando una causa o una ragione inclinante che l'ha indotto realmente a prenderlo, benché questa ragione sia spesso molto complessa ed inconcepibile a noi stessi, perché il concatenamento delle cause legate tra loro va lontano. [5] »

L'asino di Buridano ispirò anche una poesia di Voltaire [6]:

 

(FR)
« Connaissez-vous cette histoire frivole

D'un certain âne illustre dans l'école?
Dans l'écurie on vint lui présenter
Pour son diner deux mesures égales,
De même force, à pareils intervalles;
Des deux côtés l'âne se vit tenter
Également, et, dressant ses oreilles,
Juste au milieu des deux formes pareilles,
De l'équilibre accomplissant les lois,
Mourut de faim, de peur de faire un choix.[7] »

(IT)
« Conoscete quella frivola storiella

di un certo asino di cui si discute a scuola?
Nella stalla gli vennero portate
per il suo pasto due quantità di fieno uguali,
della stessa qualità, per molte volte;
dai due mucchi l'asino si vide tentato
ugualmente, e, drizzando le orecchie,
proprio in mezzo ai due mucchi uguali,
concretizzando le leggi dell'equilibrio,
morì di fame, per timore di fare una scelta. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Karl R. Popper, Il pensiero essenziale, Armando Editore, 1998, p.265
  2. ^ Enciclopedia Treccani alla voce "Giovanni Buridano")
  3. ^ Enciclopedia Garzanti di Filosofia alla voce corrispondente
  4. ^ Secondo un'altra versione dell'apologo l'asino si trova «di fronte a due secchi, uno di acqua e uno di avena, posti alla stessa distanza da sé» (In Sapere.it)
  5. ^ G. W. Leibniz, Monadologia e Saggi di Teodicea, Carabba, Lanciano, 1930, pagg. 121-124
  6. ^ in Charles Rozon, "Petites ignorances de la conversation", Paris, Lacroix-Comon, 1856.
  7. ^ Voltaire, La Pucelle d'Orléansin Œuvres complètes de Voltaire, Paris, 1784

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 2002 M. Clark, Paradoxes from A to Z

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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