Arbus
| Arbus comune |
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Scorcio del paese dalla collina di Conch'e Mallu |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | Medio Campidano | ||||
| Sindaco | Francesco Atzori (Progetto Arbus) dal 31-5-2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°32′0″N 8°36′0″E / 39.53333°N 8.6°ECoordinate: 39°32′0″N 8°36′0″E / 39.53333°N 8.6°E | ||||
| Altitudine | 311 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 267,16 km² | ||||
| Abitanti | 6 615[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 24,76 ab./km² | ||||
| Frazioni | Ingurtosu, Sant'Antonio di Santadi, Tunaria, Torre dei Corsari, Montevecchio | ||||
| Comuni confinanti | Fluminimaggiore (CI), Gonnosfanadiga, Guspini (VS) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 09031 | ||||
| Prefisso | 070 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 106001 | ||||
| Cod. catastale | A359 | ||||
| Targa | VS | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1 402 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | arburesi | ||||
| Patrono | san Sebastiano | ||||
| Giorno festivo | 20 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Arbus all'interno della provincia del Medio Campidano |
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| Sito istituzionale | |||||
Arbus (Àrbus in sardo) è un comune italiano di 6.615 abitanti della provincia del Medio Campidano in Sardegna.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Il territorio comunale arburese si estende per 26.716 ettari ed è il terzo della Sardegna per superficie, secondo solo a quelli del comuni di Sassari e di Olbia. Posto sulla costa sud-occidentale, costituisce con il Capo Frasca, l'estremo sud del golfo di Oristano.
Ubicato a valle del passo Genna 'e Frongia, è circondato da una splendida cornice di monti e da una rigogliosa pineta comunale de "Sa Conca 'e s'ollastu" e de "Conca 'e mallu". Fanno parte del territorio, la catena montuosa del Monte Arcuentu e i monti circostanti, i quali dividono il Medio Campidano dal mare; un settore collinare intermedio con le zone minerarie di Ingurtosu, Montevecchio e Gennamari, che degrada verso il mare; la fascia costiera che si estende per circa 47 km di lunghezza, da Capo Frasca a nord, fino a Capo Pecora a sud e comprende la Costa Verde situata fra Piscinas e Funtanazza.
A Torre dei Corsari e Pistis la costa è in prevalenza bassa e sabbiosa. A Piscinas e a Scivu si trova uno dei pochi deserti esistenti in Europa, con dune sabbiose che raggiungono un'altezza di 100 m circa, ovvero le dune più alte d'Europa. A Capo Pecora la costa è rocciosa, ricca di rocce granitiche.
L'entroterra arburese è ricco di zone minerarie, antico ricordo della principale attività economica del luogo: la zona è sempre stata conosciuta come sito di estrazione mineraria, sfruttata già dai Fenici e, diventata zona industriale, fu trasformata in area di insediamento urbano per tutti coloro che lavoravano nelle miniere.
[modifica] Storia
[modifica] Medioevo
La data di fondazione di Arbus non è nota: non risulta inserito nell'elenco delle decime pontificie del 1341 poiché al posto del comune strutturato come ora, si presentavano diversi villaggi del territorio come Santu Domini, Santa Sofia, Bidda Zei, Bidderdi, Babari, Funtana Atza, Cilirus e altre piccole località ma col tempo, a causa dei numerosi attacchi via terra e via mare di Saraceni e Aragonesi i diversi abitanti confluirono in un unico centro abitato e già nel 1320 è menzionato come facente parte della giurisdizione feudale del marchesato di Quirra[3]. A dimostrazione di questo infatti fu proprio il rione Conc'e Mallu ad essere il primo centro cittadino, poiché colle più alto e meno attaccabile, fino poi a svilupparsi verso la vallata più in basso. Il comune di Arbus viene citato ancora nell'atto di allodiazione, ovvero cessione di proprietà libera da vincoli e tributi feudali, fatto alla catalana donna Violante Carroz l'8 novembre 1504 e, successivamente, nella Storia documentata della popolazione di Sardegna, in cui Corridore riporta gli atti del parlamento con la statistica dei comuni per fuochi e popolazione dell'anno 1678.
| Le origini del nome |
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Il toponimo Arbus ha un'etimologia incerta[4]:
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Il comune conservò la dipendenza dalla baronia di Monreale, appartenente ancora al marchesato di Quirra, fino al riscatto dei feudi (1836), quando la Sardegna venne divisa in dieci province, e Arbus fu assegnata alla provincia di Iglesias.
[modifica] Dal XVII secolo all'Ottocento
Il paese, dedito inizialmente all'agricoltura e alla pastorizia, ebbe uno sviluppo molto lento, tanto che nel 1688 contava appena 989 abitanti e dieci anni dopo ancora a 1282. Nel 1728 la popolazione saliva a 2126 abitanti e nel 1821 sfiorava le 3000 unità[5]. In quegli anni fiorì nel paese, grazie anche al vasto territorio comunale, l'allevamento di ovini, caprini, bovini, suini e cavalli che, nonostante l'assenza di strade, diede vita ad un commercio intenso soprattutto con Cagliari e Oristano. Altra attività di rilievo era quella dedicata alla tessitura con la produzione di lino, cotone, tela grezza e dell'orbace di cui se ne faceva grande smercio nei paesi del Campidano, praticata dalla quasi totalità delle famiglie: su 670 case censite, 600 erano fornite di telaio.[6]
[modifica] L'era mineraria
In seguito all'ampliamento delle vicine miniere di Montevecchio e Ingurtosu e alla manodopera richiamata da diverse parti della Sardegna, nel 1901 Arbus con 6450 abitanti era uno dei paesi più grandi della diocesi di Ales. L'ulteriore sviluppo delle attività estrattive avvenuto nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale portò la popolazione negli anni a metà del novecento a superare i 10.000 abitanti, ridottisi poi drasticamente in seguito alla crisi delle miniere e alla definitiva chiusura degli impianti.
[modifica] Il lento declino e il tentativo di rinnovamento
Il XX secolo si è chiuso con un lento declino del numero di abitanti, vista la chiusura degli impianti minerari nella costa, passando dai 10.000 ai poco più di 6.000 abitanti. Ma nuove prospettive vengono offerte all'economia del paese dalla valorizzazione delle coste che lambiscono ad ovest il territorio comunale. Si pensa che possa costituire la risorsa primaria per la nascita di una solida industria turistica in grado di risolvere i gravi problemi occupazionali.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
- Chiesa di San Sebastiano martire, situata al centro del paese. Le prime notizie della sua edificazione risalgono alla fine del XVI secolo, ma il luogo di culto ha origini più antiche. La struttura dell’edificio è molto modesta, e le sue linee non rientrano nei canoni di nessuno stile architettonico poiché fu costruita, ampliata e restaurata in periodi diversi.[7]
- La chiesa della Beata Vergine d'Itria. Edificata intorno alla prima metà del 1600, la chiesetta della Beata Vergine d'Itria ha mantenuto fino ad oggi la sia originaria struttura con un loggiato e due stanze. Ha potuto essere conservata nel tempo grazie alle cure di una antica Confraternita, la quale possedeva immobili e bestiame che venivano ceduti in affitto. Dai registri amministrativi parrocchiali e della confraternita si apprende che la chiesa ha subito più volte lavori di restauro e manutenzione, segno tangibile dell'attenzione prestata per garantirne l'efficienza.
- La chiesa di Santa Barbara, che sorge nel borgo minerario di Ingurtosu. Per la sua edificazione, il Papa San Pio X offrì 20.000 lire all'ingegner Pavan, allora direttore della miniera. I lavori furono iniziati nel 1914 e la chiesa, nonostante il rallentamento dovuto alla Prima Guerra Mondiale, fu inaugurata il 21 maggio 1916. Si articola in tre navate, con volta centrale, sorretta da imponenti colonne di granito. Una Via Crucis realizzata dal 1958, parte dalla chiesa e si snoda lungo un sentiero immerso nella vegetazione fino ad un complesso roccioso naturale dove sono state erette le tre croci del Calvario.
[modifica] Architetture civili
- Montegranatico. Edificio che in passato era adibito a "banca del grano", ovvero si accantonava il grano e si prestava ai contadini con la garanzia della restituzione a fine raccolto. Questo edificio è nato nel XVII secolo circa per mano dei viceré spagnoli presenti a quel tempo in Sardegna, in modo da favorire l'economia e ostacolare l'usura. L'edificio, dopo una ristrutturazione nel 1989, ora viene utilizzato come sede di incontri, congressi e occasionali mostre, prevalentemente riguardanti il passato minerario del paese.
- Vecchio municipio. Situato nella Piazza di Chiesa, fulcro della vita sociale del paese. Ora adibito a biblioteca comunale. Sulla facciata si trovano i bassorilievi dei due principali cittadini arburesi, Raimondo Garau e Pietro Leo.
[modifica] Piazze
Tra le piazze più importanti del paese vanno segnalate sicuramente:
- Piazza di Chiesa (Prazz'e Cresia in lingua sarda), situata nel centro del paese intorno alla metà di via Repubblica (ovvero il tratto cittadino della SS 126). Su di essa si affacciano appunto la chiesa di San Sebastiano, il Montegranatico e il Vecchio Municipio. Si tratta di una piazza circolare con al centro la statua Madonna della Beata Vergine Maria della metà del Novecento.
- Piazza San Lussorio (o Piazza di Scuola), situata intorno alla metà di via Repubblica. Chiamata così per la presenza in passato di una vecchia chiesa dedicata al Santo martirizzato a Fordongianus. Vecchio centro religioso, era infatti presente il vecchio cimitero prima della realizzazione del nuovo dedicato a San Paolo, nel XX secolo è diventato il centro della vita sociale di Arbus. Al posto dei ruderi della chiesa fu costruita la Scuola elementare, da cui deriva appunto il secondo nome della piazza. Dagli inizi degli anni 2000 però la piazza sta subendo un profondo restauro ed è tuttora chiusa al pubblico, restauro che è stato prolungato nel tempo anche a causa del ritrovamento di alcuni teschi e ossa umane, molto probabilmente risalenti al vecchio cimitero, ma osservati per precauzione dalla Soprintendenza per i beni culturali.
[modifica] Archeologia
Nel 2011, nella caletta di Su Pistoccu, nella Costa Verde, è stato ritrovato un resto umano risalente a circa 9000 anni fa, nel periodo di transizione tra il Neolitico e il Mesolitico. Si tratta del più antico ritrovamento umano in Sardegna, e per l'occasione il resto dell'ominide è stato battezzato Amsicora.[8]
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate ad Arbus
Il paese ha dato i natali a:
- Raimondo Garau (1767 - Genova, 1824), giurista e senatore del Regno di Sardegna;
- Pietro Leo (1766 - Parigi, 1805), medico, viaggiò per l'Europa.
- Sandro Usai (1972 - Monterosso, 2011), volontario di protezione civile, morto per salvare dei cittadini dall'alluvione di Monterosso.
[modifica] Eventi
[modifica] Festa di Sant'Antonio
Tra le numerose feste sacre l'evento più importante è la festa di Sant'Antonio da Padova che si svolge ogni anno nel mese di giugno e dura quattro giorni consecutivi (dal primo sabato dopo il 13 giugno al martedì successivo). Durante la festa di Sant'Antonio da Padova si svolge una processione che percorre circa 38 km, accompagnata da gruppi in costume sardo dei paesi vicini, cavalieri bardati a festa, dalle tradizionali traccas. La processione ha inizio ad Arbus il sabato mattina, attraversa il centro abitato di Guspini e giunge fino alla frazione di Sant'Antonio di Santadi, a 3 km dalla spiaggia di Pistis, dove i festeggiamenti proseguono la domenica e il lunedì. Il martedì il simulacro effettua il percorso inverso e i festeggiamenti terminano la notte ad Arbus, con l'arrivo del simulacro del santo, salutato con uno spettacolo pirotecnico.
[modifica] Altri riti religiosi
Altre feste sacre sono quella di Sant'Antonio Abate con l'accensione del falo'rionale il 17 gennaio, mentre il 20 gennaio avvengono le sobrie celebrazioni del santo Patrono San Sebastiano e quella di San Lussorio in agosto che per modalità si avvicina a quella di Sant'Antonio,
[modifica] Sagra della Vitella
All'inizio di agosto, oltre a varie attività e spettacoli musicali, viene allestita la sagra alimentare a base di carne di pecora e di vitella, prodotto tipico della zona, cucinata intera allo spiedo in occasione del rientro per le vacanze degli emigrati (da cui anche il nome di Sagra dell'Emigrato) che gradiscono l'iniziativa promossa, giungendo da ogni dove per trascorrere le vacanze estive.
[modifica] Musei
- Museo del Coltello: il primo museo sul coltello sardo, in particolare sul tipico Coltello arburesa, prodotto artigianale tipico locale.
Il coltello arburesa più grande del mondo, oggi conservato nel museo del coltello sardo di Arbus, ha una lunghezza di 4,85 m ed un peso 295 kg. È entrato nel Guinness dei primati nel 1986, all'inizio come il Coltello a serramanico piu' grande del Mondo, record battuto poi da una scuola di artigiani galluresi, è tuttavia ancora nel libro dei Guinness come Coltello a serramanico piu' pesante del Mondo. L'impresa è stata compiuta dall'artigiano Paolo Pusceddu, fondatore del museo.
[modifica] Musica
La Banda musicale "Ennio Porrino" ricopre un'importante ruolo nella cultura arburese. Nata nel 1978 all'interno dell'oratorio "San Giovanni Bosco" con il medesimo nome della struttura ecclesiastica, accompagna da sempre i riti religiosi e non solo, vantando comunque un repertorio vasto, che va dalle classiche sonorità sacre fino alle colonne sonore di numerosi film internazionali, che gli ha consentito di ottenere diversi premi e riconoscimenti in tutta Italia nelle diverse manifestazioni concertistiche per banda.
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Frazioni
Del comune di Arbus fanno parte anche le frazioni di:
- Ingurtosu (9,71 km);
- Sant'Antonio di Santadi (24,21 km);
altre località del Comune di Arbus:
- Piscinas
- Bau (Is Arenas) (13,35 km);
- Funtanazza (17,57 km);
- Gennamari (11,99 km);
- Gutturu 'e Flumini ( nota anche come Marina di Arbus) (16,23 km);
- Montevecchio (4,58 km);
- Pistis (25,05 km);
- Pitzinurri (9,36 km);
- Porto Palma (22,31 km);
- Portu Maga (15,68 km);
- Sa'Tanca (5,06 km);
- Torre dei Corsari (23,31 km);
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Francesco Atzori (Progetto Arbus) dal 31-5-2010
[modifica] Amministrazioni precedenti
- 1946: Alberto Cadeddu
- 1952: Sebastiano Zanda
- 1956: Francesco Zurrida
- 1960: Antonio Mario Lampis (dal 7 novembre 1960 al 30 giugno 1963)
- Antonio Collu (dal 1º luglio 1963 al 22 novembre 1964)
- 1964: Francesco Zurrida
- 1970: Francesco Zurrida
- 1975: Giovanni Atzeni
- 1980: Giovanni Atzeni
- 1985: Bachisio Virdis
- 1990: Giancarlo Pusceddu
- 1995: Giancarlo Pusceddu
- 2000: Antonio Dessì
- (Commissariamento nel 2004: Andreina Farris)
- 2005: Raimondo Angius
- 2010: Francesco Atzori
[modifica] Trasporti
Il paese viene attraversato dalla Strada Statale 126 che lo collega a Guspini e Fluminimaggiore. Il tratto della statale compreso nell'abitato è lungo 3 km, suddiviso in 3 vie (via Costituzione, via Repubblica e via Libertà).
Il trasporto pubblico cittadino e i collegamenti con le varie zone del sud Sardegna sono assicurati dall'ARST con le seguenti linee:
- Q205: Sanluri - Guspini - Arbus - Fluminimaggiore
- Q209: Villacidro - Arbus - Guspini - Arborea - Oristano
- Q211: Pabillonis - Arbus - Guspini - Villacidro - Decimomannu - Cagliari
- Q215: Guspini - Arbus - Villacidro - Serramanna - Villasor - Macchiareddu
Inoltre stagionalmente sono previste linee estive di collegamento con la Costa Verde:
- Q208: Villacidro - Guspini - Arbus - Montevecchio - Costa Verde
[modifica] Distanze stradali
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[modifica] Sport
Nel panorama sportivo arburese la fa da padrona il calcio con la squadra Unione Sportiva Arbus, fondata nel 1953 e da sempre presente nei campionati regionali con inoltre una parentesi nel campionato nazionale di Serie D tra la fine degli anni novanta e il nuovo Millennio. È presente anche una seconda società, l'Olimpia Arbus, che però ha sempre militato nelle ultime divisioni del calcio italiano, anche se, nei periodi di crisi della prima squadra cittadina, si sono disputati numerosi derby e non di rado è capitato che l'Olimpia fosse in una serie superiore rispetto all'Arbus.
Il secondo sport cittadino può essere considerato la pallacanestro, dato che negli anni '70 e anni '80 la squadra del paese militava nelle divisioni regionali, fino poi a cadere in una profonda crisi che l'ha portata al fallimento.
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Giuseppe Vaquer, Arbus, 1895.
- ^ Lo stesso Vaquer (cit.), dopo inutili ricerche, si limita a riferire solo alcune ipotesi, senza supporto di documentazione certa.
- ^ Come risulta dai registri parrocchiali: F. Tuveri, Quattro secoli di storia, 1965.
- ^ « dal libro Cenni di Sardegna Angius 1841, citazione Ass. Cult. Folk. Sant'Antonio Arbus»
- ^ Arbus, chiesa di San Sebastiano Martire
- ^ Trovato ad Arbus lo scheletro sardo più antico
[modifica] Bibliografia
- Angei, Luca, Arbus tra storia e leggenda. Usanze e vita di un popolo, Cesmet, Napoli, 1995
- Caddeo, Antonello, Arbus. Immagini e ricordi dal passato, Editar, Cagliari, 1994
- Concas, Luciano, Arbus, coste incantate e fondali da sogno, Garau, Guspini 2007
- Concas, Luciano, Arbus, le sue coste e i suoi fondali, Garau, Guspini 2003
- Mostallino Murgia, Costa Verde. Da Capo Frasca a Cala Domestica. La costa e l'interno, Zonza, Cagliari, 2005
- L'Arburese - Un territorio, una costa, una cultura, pubblicazione Amministrazione Comunale Arbus anno 2003 e successivi aggiornamenti
- Sardegna Medio Campidano, Rivista Itinerari e luoghi, (n°187 febbraio 2009)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Arbus
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune
- Descrizione di Arbus, della Costa Verde, delle miniere di Ingurtosu e Montevecchio
- Pro Loco Arbus - Portale turistico dell'arburese
- Arbus su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Arbus")
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