Anemia megaloblastica

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Anemia megaloblastica
Hypersegmented neutrophil.png
Striscio di sangue periferico mostra i caratteristici granulociti neutrofili ipersegmentati
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 281
ICD-10 (EN) D51.1 D52.0 D53.1

Le anemie megaloblastiche sono anemie caratterizzate da eritropoiesi inefficace.

Patogenesi[modifica | modifica sorgente]

Il midollo risulta ricchissimo di eritroblasti, ma questi non riescono a raggiungere la maturazione. L'organismo, per effetto compensativo, stimola l'eritropoiesi ma il soggetto risulterà comunque anemico per aumentata emocateresi: fisiologicamente evidente risulterà essere l'ipertrofia midollare, dove il midollo osseo si espande verso le diafisi delle ossa lunghe.

L'anemia generata risulta ipercromica - macrocitica, cioè con produzione di eritrociti di forma anomala e di dimensioni maggiori. Il solo termine "anemia ipercromica", ormai caduto in disuso se utilizzato da solo, indica in realtà le anemie megaloblastiche. Il termine "anemia megaloblastica" sottolinea la caratteristica asincronia della maturazione tra nucleo e citoplasma dell'eritrocita. È intollerabile la definizione: "anemia macrocitica ipercromica".

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Possono essere dovute a:

  • Carenza di vitamina B12: la cobalamina (la cobalamina o vitamina B12) viene introdotta nell'organismo con proteine animali (carne, pesce, uova, latte).
  • Carenza di acido folico: l'acido folico è presente in grande quantità nella frutta, nei vegetali e nella carne. L'assorbimento avviene a livello digiunale.
  • Farmaci: i farmaci che possono causare anemia megaloblastica sono gli analoghi delle purine e gli analoghi delle pirimidine; oltre a farmaci citotossici e antivirali.

La carenza di vitamina B12 e di Folati determinano un'alterata sintesi di DNA che si manifesta a livello dei tessuti rapidamente proliferanti (tra cui il midollo osseo). La causa del deficit di cobalamina può essere una dieta vegetariana per insufficiente apporto; l'aumentato consumo (ad esempio nella gastrite cronica atrofica o nei malassorbimenti da patologia ileale), o l'aumentato fabbisogno in gravidanza e allattamento. Le cause di carenza di folati sono, invece: l'insufficiente introduzione (anziani e alcolisti), l'aumentato fabbisogno (gravidanza, allattamento), l'alterato metabolismo (a causa di farmaci inibitori della diidrofolatoreduttasi).

Le donne in gravidanza e con deficit di B9 possono generare un figlio affetto da spina bifida, dato che la B9 è una vitamina che serve alle cellule per rigenerarsi. È pertanto consigliabile, prima di intraprendere una gravidanza, assumere delle dosi di B9 al fine di evitare alterazioni a carico del nevrasse (S.N.C.).

Se si ha carenza di vitamina B12 dato che nella reazione di trasformazione dell'N-5 metil THF (derivato della B9) in THF ad opera della omocisteina metiltransferasi che serve a trasformare l'omocisteina in metionina l'N-5 metilTHF si serve di B12, il derivato della B9 rimarrà all'interno della cellula inattivato data la sua metilazione. In questo caso il soggetto avrà un deficit secondario di vitamina B9 (pur essendoci la B9 non potrà essere utilizzata). Il deficit secondario deve essere distinto da quello primario dato che quest'ultimo è dovuto a mancanza di B9 nella nostra dieta. Solo in quest'ultimo caso il medico procederà alla cura del paziente con dosi di folato (B9) e non nel caso del deficit secondario, il che potrebbe causare ingenti danni al soggetto affetto da carenza di B12 e non di B9.

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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