AMAT (Taranto)

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L'AMAT (acronimo di Azienda per la Mobilità nell'Area di Taranto) è l'azienda di trasporti pubblici di Taranto. Trasformata in Società per azioni il 12 gennaio 2001, gestisce il trasporto dei passeggeri via terra mediante autobus e biciclette, e via mare mediante motonavi che permettono collegamenti veloci tra il Mar Piccolo ed il Mar Grande, nonché con le Isole Cheradi durante il periodo estivo.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Dall'omnibus all'idrovia

Nel 1885, si rese necessaria l'istituzione di un servizio di trasporto pubblico che venisse incontro alle esigenze di una forza lavorativa in continua crescita. Grazie infatti alla costruzione dell'Arsenale Militare Marittimo di Taranto, molti erano i lavoratori che si trasferivano in città dalla provincia di Lecce e dalla provincia di Brindisi, in un'epoca in cui anche le biciclette erano un lusso. Il primo servizio diurno fu effettuato dalla ditta "Michelino Cacace", utilizzando alcuni omnibus a cavalli: per poter transitare sul Ponte Girevole la ditta dovette ricevere l'autorizzazione dalla Regia Marina. Dalla fine dell'ottocento, il servizio fu effettuato da piccoli imprenditori locali, resistendo alle difficoltà che derivavano dalla mancanza di attività industriali di rilievo. Dopo la I Guerra Mondiale, con approvazione del Genio Civile e della Prefettura, si pensò di dare il via ai lavori di allargamento di corso Vittorio emanuele nel Borgo Antico: tali lavori, avviati su proposta dell'Ing. Vallecchi, dovevano servire ad istituire un servizio tranviario ed a stipulare una convenzione di concessione delle tramvie elettriche tra gli imprenditori locali ed il Comune. Nel 1918 venne costituita e registrata a Londra la "The Taranto Tramways and Elettric Supply Co. Ltd.", che in Italia assunse il nome di "Società Tramvie Elettricità Taranto", meglio conosciuta come "STET".

Un omnibus a cavalli in attesa (1905)
Tram, vettura 27, sulla linea numero 1 Stazione ferroviaria - Arsenale (1922)

Nel 1920, mediante la costruzione di pilastri a mare, cominciarono i lavori di allargamento di corso Vittorio Emanuele diretti dall'Ing. Alfieri, al termine dei quali furono posati i binari e furono acquistate nuove vetture. Il 15 febbraio 1922 avvenne l'inaugurazione ufficiale della linea numero 1, che congiungeva la Stazione ferroviaria all'Arsenale, e della linea numero 2, che proseguiva fino al quartiere Solito. Dopo qualche anno, la società fu sciolta a causa dei problemi finanziari in cui il presidente era caduto, ma non venne mai messa in liquidazione grazie alle sovvenzioni della Rappresentanza dell'Italia, dell'Ing. Vallecchi e del Barone Pantaleo.

Durante la II Guerra Mondiale, la società fu sequestrata e messa in liquidazione dal Governo, in quanto facente capo ad imprenditori inglesi, ma il servizio continuò ad essere effettuato per consentire ai lavoratori di recarsi all'Arsenale. Dopo l'armistizio, la società passò sotto il controllo degli Alleati: in quegli anni i bilanci chiusero in attivo, e si cominciò a saldare i debiti pregressi degli imprenditori inglesi. Nel 1948, i tranvieri costituirono la "Società Tramvie e Autobus Taranto S.r.l.", una cooperativa per azioni a responsabilità limitata: si decise di eliminare progressivamente tutte le linee tranviarie e di acquistare i primi autobus, che lentamente sostituirono i tram. Dall'unione dei due percorsi tranviari esistenti nacque la linea numero 1/2, ancor oggi asse portante del trasporto pubblico tarantino.

Negli anni sessanta, grazie al nuovo stabilimento siderurgico che funse da volano per tutta l'economia locale, l'Azienda poté operare in un contesto economico sostanzialmente positivo. Il parco aziendale della "STAT" contava un centinaio di autobus, tutti con la guida a destra e con la classica verniciatura esterna bicolore verde. Negli anni settanta, avvenne la municipalizzazione della società, ribattezzata "AMAT", che rilevò gran parte delle vetture senza modificarne il numero di matricola aziendale: tra questi furono acquisiti diversi minibus, due Fiat 404 Cansa e numerosi Fiat 411 Cansa e Menarini.

A causa della forte inflazione e delle crisi petrolifere del 1973 e del 1979, si decise di limitare l'uso delle automobili private, pertanto venne disposto l'uso gratuito del mezzo pubblico per tutta la cittadinanza. In quegli anni l'"AMAT" migliorò notevolmente il servizio, sia rinnovando il parco vetture con l'introduzione di nuovi autobus (Fiat 410 Menarini e Cameri, Fiat 418 AC e AL Cameri e Mercedes-Benz O305), sia costruendo pensiline alle fermate ed offrendo la possibilità di acquistare i titoli di viaggio anche a terra: iniziò così a scomparire la figura del bigliettaio a bordo dei mezzi.

Dal 2001 la municipalizzata è stata trasformata in Società per azioni, e dal 2003 è stato istituito il servizio di idrovie, grazie all'utilizzo delle due motonavi "Clodia" e "Adria", acquisite dall'Azienda Consorzio Trasporti Venezia: esse collegano Piazzale Democrate a Capo San Vito, passando dal Mar Piccolo al Mar Grande attraverso il canale navigabile. Durante il periodo estivo raggiungono le Isole Cheradi attraccando al molo dell'Isola di San Paolo. Entrambe effettuano inoltre escursioni tra i due mari per le scolaresche e le comitive di turisti [1].

[modifica] Note

  1. ^ Le motonavi del servizio idrovie

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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