Vulpes et uva

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La locuzione latina Vulpes et uva si riferisce al titolo latino della favola "La volpe e l'uva" attribuita al greco Esopo e tradotta in latino da Fedro, che si pose anche come obiettivo quello di abbellire stilisticamente le favole in oggetto. La lingua greca classica, infatti, a differenza di quella latina, non subì grandi mutamenti, ma rimase praticamente immota, a differenza del latino, caratterizzato da una evoluzione sia linguistica che sintattica. In quest'ottica, il lavoro di Fedro appare più che comprensibile. Il significato della locuzione, che si trova esposto con molta chiarezza all'interno della pagina La volpe e l'uva, è "è facile disprezzare ciò che non si può ottenere". Nel linguaggio comune si può trovare la locuzione in oggetto o, in alternativa, la frase pronunciata dalla Volpe, la celeberrima "Nondum matura est" o anche, ma più di rado, la frase intera "Nondum matura est, nolo acerbam sumere".

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