Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli

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Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli è una celebre frase scritta da Vittorio Alfieri il 6 settembre 1783 a Siena e contenuta nella Lettera responsiva a Ranieri de' Calzabigi. Il motto riassume la sua richiesta di farsi legare alla sedia dal suo domestico per assumere l'impegno di diventare un autore tragico.[1]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Si è sempre pensato che questa stravagante decisione fosse dovuta alla sua fortissima volontà di studiare, ma in un recente convegno ad Asti è emersa un'altra verità. Alfieri, infatti, tornato a Torino dopo i suoi viaggi in Europa, si era innamorato di Gabriella Falletti di Villafalletto, di dieci anni più vecchia e, soprattutto, moglie di Giovanni Antonio Turinetti, marchese di Priero: la sua passione era tale che il poeta non riusciva a trattenersi dal correre da lei e per questa ragione si sarebbe fatto legare alla sedia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marta Sambugar, "Visibile parlare", Pioltello, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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