Vidor

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Vidor
comune
Vidor – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Albino Cordiali (Lega Nord) dal 30-3-2010 e 2º mandato dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate 45°52′N 12°02′E / 45.866667°N 12.033333°E45.866667; 12.033333 (Vidor)Coordinate: 45°52′N 12°02′E / 45.866667°N 12.033333°E45.866667; 12.033333 (Vidor)
Altitudine 152 m s.l.m.
Superficie 13,43 km²
Abitanti 3 766[2] (31-12-2015)
Densità 280,42 ab./km²
Frazioni Bosco, Colbertaldo[1]

Località: Alnè di Sopra, Alnè di Sotto, Soprapiana

Comuni confinanti Crocetta del Montello, Farra di Soligo, Moriago della Battaglia, Pederobba, Valdobbiadene
Altre informazioni
Cod. postale 31020
Prefisso 0423
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026090
Cod. catastale L856
Targa TV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vidoresi
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vidor
Vidor
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Vidor (toponimo invariato in veneto) è un comune italiano di 3 766 abitanti della provincia di Treviso in Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il nome del paese sarebbe da ricondurre al latino vitis "vite"[3].

Nel 1986 è stata rinvenuta una piccola necropoli sotto piazza Maggiore, risalente al IV secolo. La zona era dunque frequentata in età romana, visto anche il passaggio della via Claudia Augusta Altinate. Nella zona orientale del comune, inoltre, la regolarità della sistemazione agraria proverebbe l'antica centuriazione del territorio.

Nel medioevo, l'importanza strategica di Vidor come nodo stradale e porto fluviale sul Piave (sfruttato sino al 1871), portò alla costruzione del castello, oggi scomparso, e dell'abbazia, che contribuì alla bonifica della zona. Nel XIII secolo fu fondato inoltre il Pio Ospedale di Santa Maria dei Battuti, gestito dall'omonima confraternita, con lo scopo di accogliere i numerosi viandanti che transitavano per la località.

Vidor fu colpita duramente dalla Prima guerra mondiale: trovandosi proprio in corrispondenza del fronte del Piave fu occupata dagli Imperi Centrali sino alla fine del conflitto. Durante gli aspri combattimenti, venne tra l'altro danneggiato il patrimonio artistico del paese, come la chiesa e l'abbazia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'arcipretale[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa arcipretale risale probabilmente a prima del 1000, quando fu costruito il castello, e serviva sia la scarsa popolazione locale, sia i feudatari. Già cappella dipendente dalla pieve di Col San Martino, divenne parrocchia verso la fine del XV secolo. Tra il 1729 e il 1748 fu ricostruita ai piedi delle pendici del colle del castello, dove si trovava la vecchia chiesa, ormai in rovina e isolata; il campanile fu innalzato tra il 1857 e il 1885. Subì gravi danni durante la prima guerra mondiale, l'unico edificio rimasto quasi intatto dell'intero complesso fu proprio il campanile, probabilmente utile agli schieramenti nemici come punto di repere[4].

Conserva due pale di Francesco Zugno e alcuni affreschi di Guido Cadorin, oltre a due statue lignee del padre Vincenzo. Il fonte battesimale, in marmo bianco, risale al 1967 e la copertura in bronzo è opera di Carlo Balljana di Sernaglia della Battaglia. La parrocchia di Vidor appartiene alla diocesi di Vittorio Veneto.

L'abbazia[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1107 e il 1110 un tal Giovanni Gravone da Vidor fondò un'abbazia benedettina per custodirvi le reliquie di una santa Bona da lui traslate dalla Terra Santa durante la prima crociata. Rappresentò un'istituzione potente, ma finì per decadere rapidamente: nel XV secolo fu definitivamente data in commenda ai Cornaro e nel 1773 la Serenissima ne decretava la soppressione.

Quasi completamente distrutta durante la Grande Guerra. Negli anni venti fu restaurata, presenta attualmente pesanti segni di rifacimento. La chiesa ha mantenuto l'impianto semplice, tipico del romanico locale, e alcuni elementi decorativi del tardo gotico, ravvisabili sulla facciata della chiesa (portale e trifora superiore). Nell'oratorio è conservato un affresco duecentesco di San Cristoforo. Nel chiostro (dove sono presenti soprattutto elementi gotici) si trova invece un altro affresco più tardo (seconda metà del XV secolo) attribuito a Dario da Treviso e raffigurante una Madonna con Bambino e Santi. Del campanile, solo la base è originale, essendo stato il resto completamente ricostruito[5].

L'area del castello[modifica | modifica wikitesto]

Presso il sito in cui sorgeva il Castello di Vidor (distrutto nel 1510), si trova un monumento-ossario che ricorda i soldati caduti durante le guerre mondiali. L'intero monumento è sovrastato da un piccolo tempio dedicato alla Beata Vergine Addolorata, opera dell'architetto veneziano Brenno Del Giudice. Questo luogo è raggiungibile tramite un sentiero costeggiato da una via crucis. La località, ancora oggi denominata Castello, ospita ogni anno il Palio di Vidor, manifestazione che rievoca i numerosi assalti che subì la fortezza in epoca medievale e non solo.

Villa Vergerio[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso è costituito da alcune costruzioni, tra cui la villa vera e propria (ricostruita dopo la Grande Guerra) e dalle vaste adiacenze. Nei pressi sorge l'oratorio di San Giuseppe, a cui si votavano i viandanti che dovevano attraversare il Piave.

Chiesa parrocchiale di Colbertaldo[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio attuale fu costruito tra il 1732 e il 1740 e venne consacrato dal vescovo Lorenzo Da Ponte nel 1742. Più tardo il campanile, opera dell'ingegner Schiratti, iniziato nel 1926 e inaugurato il 30 novembre 1937[2].

La chiesa è posta sulla sommità di una piccola collinetta ed è raggiungibile attraverso una lunga scalinata che porta al portale maggiore sito al centro della facciata. Ai lati della porta principale si trovano due nicchie, dove al loro interno trovano posto le statue in pietra di San Giovanni Battista e Sant'Andrea. Tutto l'interno è dominato dal grande Altare Maggiore sovrastato dal Tabernacolo, entrambi in marmo bianco venato rosso e grigio datati 1790. Al centro di questo Altare spicca un fiore trilobato stilizzato dipinto di marrone, sopra il quale è presente una conchiglia scolpita in marmo bianco. Dietro al Tabernacolo domina l'interno la grande pala raffigurante il martirio di sant'Andrea Apostolo, datata 1926 e opera di Valentino Canever. Questa grande pala è inserita in una cornice barocca, caratterizzata da un grande manto scolpito in pietra e dipinto di rosso, sostenuto da numerosi angeli e putti.

Santuario della Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Sorge nella frazione di Colbertaldo, edificato tra il 1346 e il 1353 dai Servi di Maria giunti a Colbertaldo dal convento di Santa Caterina di Treviso per sfuggire alla peste nera.

Al suo interno, al centro della parete dietro l'altare, racchiuso dentro una nicchia con cornice settecentesca, si conserva un affresco che riproduce la Madonna col Bambino e l'Annunciazione, opera di un ignoto maestro della metà del XV secolo. Un'altra opera è la grande pala raffigurante la Madonna in Gloria del XIX secolo che domina l'interno della chiesa.

Oggi il santuario è utilizzato dalla parrocchia per svolgervi celebrazioni e altre attività spirituali. L'annesso convento è stato in parte restaurato e ospita le varie manifestazioni del paese, in particolare i Festeggiamenti della Madonna delle Grazie (primi due week-end di luglio), il Pan e Vin (sera del 5 gennaio) e la mostra del vino prosecco (metà aprile).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il palio di Vidor (seconda domenica di settembre) si svolge dal 1996 ed oppone le cinque squadre di Vidor: Centro, Colbertaldo, Alnè di sotto, Alnè di sopra e Bosco, il Petritoli, cittadina marchigiana gemellata con il comune e, dal 2009, il Moriago della Battaglia, in quanto un tempo il suo territorio era sotto la dominazione vidorese. La competizione rievoca l'assalto ungaro al castello di Vidor (X secolo): ciascuna squadra deve trasportare nel minor tempo possibile una scala in legno (affidata a due ragazze) dall'abbazia sino alle pendici del colle del castello, e da qui alla cima un pesante ariete di legno, con il cambio dei 4 atleti maschi a metà della salita. Alla sfida sono legati vari altri eventi di ispirazione medievale.

Il palio non è che una delle tante manifestazioni del settembre Vidorese, che comprende, tra l'altro, la fiera di Santa Bona, la marcia del Ciclamino (corsa non competitiva di 5 e 10 km lungo le vie del paese) e la serata marchigiana con specialità Marchigiane e Petritolesi.

Degna di nota è inoltre la secolare sagra di San Giuseppe a marzo, dove per due fine settimana il centro del paese ospita numerose bancarelle e un grande luna park. Inoltre presso il centro polifunzionale si possono gustare i piatti tipici della zona preparati dalla Pro Loco "La Vidorese".

Un'alta manifestazione molto importante e conosciuta, è la Mostra del vino Prosecco di Valdobbiadene che di svolge ad aprile presso gli spazi circostanti al santuario della Madonna delle Grazie a Colbertaldo. Qui è possibile degustare diversi tipi di Prosecco abbinati ai più gustosi piatti tradizionali trevigiani.

Nella frazione di Colbertaldo sono da segnalare i festeggiamenti di inizio luglio presso il Santuario della Madonna delle Grazie, e la sagra del patrono Sant'Andrea apostolo a fine novembre, negli spazi della sede degli Alpini del paese.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Vidor, compresa nel Quartier del Piave, è nota per la produzione vinicola, specialmente per la coltivazione del Prosecco di Valdobbiadene. Ancora di un certo rilievo è la coltivazione del mais e delle patate. Numerose piccole-medie imprese hanno dato luogo alla formazione di aree industriali e artigianali, con un primato che spetta alla produzione di mobili d'arredamento. Fu sede della Cassa Rurale ed Artigiana di Vidor che dopo varie vicissitudini è confluita nella Banca della Marca. Durante il secolo scorso la produzione industriale del paese era praticamente monopolio del Setificio Zadra di non piccole dimensioni, ora ristrutturato e divenuto salumificio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Posta nelle immediate adiacenze del ponte sul Piave costruito dalla società Odorico & C e inaugurato inaugurato l'11 giugno 1870[7] in sostituzione di un precedente antico manufatto che sorgeva poco più a valle, l'abitato di Vidor fra il 1913 e il 1931 da dalla stazione Covolo-Vidor e dalla fermata Vidor, poste rispettivamente a sud e a nord del ponte stesso, lungo la Tranvia Montebelluna-Valdobbiadene, che rappresentò al tempo un importante strumento di sviluppo per l'economia della zona. Oggi la mobilità pubblica è gestita dall'azienda Mobilità di Marca S.p.A. MOM, che gestisce il trasporto pubblico in tutta la Provincia di Treviso, in particolare passano per Vidor le linee verso Valdobbiadene, Montebelluna, Pieve di Soligo e Conegliano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 luglio 1975 15 agosto 1990 Giuseppe Spagnol DC Sindaco
15 agosto 1990 24 novembre 1990 Angelo Sabatini - Commissario prefettizio
24 novembre 1990 20 novembre 1995 Alberto Barp indipendente Sindaco
20 novembre 1995 17 aprile 2000 Giuseppe Rossi Liga Veneta-Lega Nord Sindaco
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Marino Fuson lista civica Sindaco
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Marino Fuson Lega Nord Sindaco
30 marzo 2010 in carica Albino Cordiali Lega Nord - civiche Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Vidor - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10.000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, Hoepli, 1990, pp. 357-358.
  4. ^ Scheda della parrocchia dal sito della diocesi.
  5. ^ Informazioni tratte da Magico Veneto e rete civica La Piave.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Giorgio Chiericato, In vettura signori si parte, op. cit.,p. 25.
Controllo di autorità VIAF: (EN237854537