Vardzia

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Monastero rupestre di Vardzia
Vardezia (1).jpg
La roccia scavata di Vardzia
Stato Georgia Georgia
Regione Samtskhe-Javakheti
Località Aspindza
Religione ortodossa
Fondatore Tamara di Georgia
Inizio costruzione 1185

Coordinate: 41°22′51.03″N 43°17′01.54″E / 41.380842°N 43.283761°E41.380842; 43.283761

La città rupestre di Vardzia è un monastero rupestre scavato nel fianco del monte Erusheli, nel sud della Georgia nelle vicinanze di Aspindza. È stato fatto costruire dalla regina Tamara nel 1185.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero consiste in più di seimila stanze nascoste disposte su tredici piani, all'interno delle quali era possibile proteggersi dai mongoli. La città includeva una chiesa, una sala reale e un complesso sistema di irrigazione che portava acqua alle terrazze coltivate. Unico accesso al complesso era offerto da alcuni tunnel ben nascosti le cui entrate erano situate nei pressi del fiume Mtkvari.

Il terremoto che colpì Samstkhe nel 1283 distrusse approssimativamente due terzi della città, espose le stanze alla vista esterna e fece collassare il sistema di irrigazione.

Durante il regno di Beka Jakheli nel tredicesimo secolo la chiesa fu rinforzata e fu costruito un campanile ben visibile dall'esterno.

I Persiani, sotto il comando dello Shah Tahmasp I, saccheggiarono il monastero nel 1551 privandolo di tutte le icone di valore e mettendo nei fatti fine alla vita nel monastero.

Vardzia oggi[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Vardzia è una delle principali attrazioni turistiche della regione georgiana di Samtskhe-Javakheti. Il sito è mantenuto da un ristretto gruppo di monaci ed è visitabile giornalmente a tariffe molto basse.

Sono a tutt'oggi visitabili circa tremila stanze e in alcuni corridoi le antiche condotte portano ancora acqua potabile.

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