Valvassore

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Un valvassore (oppure vassallo minore), (etimologicamente, dal latino: vassus vassorum), nel sistema feudale, si indicava un alleato del sovrano scelto dal vassallo, anche se è per lo più sinonimo del normale vassus.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I valvassori erano appartenenti all'aristocrazia militare, dipendenti da protettori (seniores) ma distaccati però dai gradi più bassi che erano composti da artigiani, piccoli proprietari e servi. Dal vassallo, i valvassori avevano protezione e la gestione finanziaria dei loro possedimenti, giurando in cambio fedeltà ed obbedienza.

Pur denotando un'origine giuridica, il termine esisteva anche nel linguaggio corrente ma con differenze di significato sociale tra un Paese e l'altro dell'Europa:

  • In Italia si denominavano valvassori unicamente i dipendenti dei baroni o dei capitanei
  • In Francia erano i vassalli di modesta condizione economica
  • In Normandia ed Inghilterra erano dei semplici dipendenti rurali, non infeudati e che conservavano solo alcuni obblighi militari.

Il valvassino[modifica | modifica wikitesto]

Nel sistema politico e sociale feudale, il vassallo del valvassore, ultima classe di titolari di feudi, era detto valvassino. Se, come la medievistica dell'ultimo mezzo secolo ha dimostrato, la piramide feudale non esisteva, mentre vassus, vassallus e valvassor possono essere semplici sinonimi - in uso in diverse regioni - i valvassini o secundi milites sono davvero diversi per ricchezza e condizione sociale: non hanno terre in piena proprietà e i loro possedimenti sono soltanto feudi, che rischiano di perdere se si rompe il legame con coloro che li hanno investiti.

In origine, il possesso feudale dei valvassini fu precario, in quanto poteva essere tolto ad libitum dal signore, non si estendeva agli eredi, era privo di ogni garanzia da parte del superiore, e non conferiva quindi alcun grado di nobiltà; più tardi riuscì a stabilizzarsi e a diventare perfino ereditario, e con l’editto "Edictum de Beneficiis" di Corrado II "Il Salico" del 28 maggio 1037 poté conferire il grado nobiliare[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Barbero, Chiara Frugoni, Dizionario del Medioevo, 6ª ed., Roma-Bari, Laterza, 2011, ISBN 978-88-420-6374-2.
  • Giovanni Tabacco, Egemonie sociali e strutture del potere nel medioevo italiano, Torino, Einaudi, 1979.
  • Giuseppe Sergi, L'idea di medioevo. Fra storia e senso comune, Roma, Donzelli, 2005, ISBN 88-7989-936-8

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