Vaccino del colera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Il vaccino del colera descritto è una sospensione omogenea sterile di uno o più ceppi di Vibrio cholerae inattivati per somministrazione di calore (56 °C per un'ora) o per trattamento con formaldeide o fenolo. Esso è costituito da una miscela in parti uguali di vaccini preparati da ceppi lisci dei due principali tipi sierologici del biotipo classico, Inaba e Ogawa, con o senza il biotipo El-Tor. Il vaccino può contenere uno o più ceppi di ciascun tipo. Oltre ai loro antigeni di tipo 0, tutti i ceppi devono comprendere l'antigene 0 termostabile comune ai tipi Inaba e Ogawa. Ogni dose di vaccino del colera deve contenere non meno di 8 miliardi di Vibrio cholerae in un volume di sospensione che non deve superare 1 ml.

I microorganismi sono identificati mediante il metodo dell'agglutinazione specifica.

Sia il vaccino in sospensione che il vaccino liofilizzato devono essere conservati a temperatura compresa tra 2 e 8 °C, al riparo dalla luce, evitandone il congelamento. Se conservati rispettando tali condizioni, il vaccino in sospensione conserva la sua attività per almeno 18 mesi e il vaccino liofilizzato per 5 anni.

Il vaccino anticolera viene impiegato per indurre immunità attiva contro il colera nei viaggiatori che si recano in Paesi dove la malattia è endemica o epidemica, negli individui che vivono o lavorano in aree endemiche con inadeguate condizioni sanitarie, nel personale medico esposto a un eventuale contagio. La vaccinazione contro il colera non è considerata molto efficace poiché l'immunità conferita risulta molto breve (3-6 mesi) e incompleta. Infatti, risulta immune solo il 25-50% dei soggetti immunizzati e, inoltre, il vaccino non è in grado di prevenire il contagio e la diffusione della malattia.

Per la profilassi primaria del colera si somministrano in genere due dosi di vaccino per iniezione i.m. o s.c. a distanza di 1-4 settimane l'una dall'altra. Le dosi di richiamo vanno somministrate ogni 6 mesi sempre per via i.m. o s.c. Sia le prime due dosi che le dosi di richiamo sono di 0,5 ml (4 miliardi di microorganismi inattivati) nell'adulto e nel bambino con età superiore a 10 anni, e di 0,25 ml nel bambino con età inferiore a 10 anni. Nei diversi Paesi possono essere seguiti protocolli terapeutici lievemente differenti e può essere utilizzata anche la via intradermica.

Al sito di iniezione si possono occasionalmente manifestare lieve gonfiore, eritema, dolorabilità. Sono stati riportati febbre, malessere, reazioni di ipersensibilità, anafilassi. Raramente possono comparire reazioni neurologiche e psichiatriche.

È stato riportato che la somministrazione concomitante del vaccino del colera potrebbe interferire con la risposta immunitaria al vaccino della febbre gialla e viceversa. Infatti, quando i due vaccini vengono somministrati con un intervallo inferiore alle 3 settimane si osserva nel siero una diminuzione iniziale dei livelli anticorpali di ciascun vaccino. Tale interferenza non sembra tuttavia avere rilevanza clinica e porterebbe soltanto a un ritardo nella risposta anticorpale.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

T. Mall, K. Gyr, Trans. R. Soc. Trop. Med. Hyg. 78, 106, 1984; M.M. Levine, Lancet 335, 958, 1990; J.D. Clemens et al., ibid. 335, 270, 1990; Suharyono et al., ibid. 340, 689, 1992; B.D. Forrest et al., J. Infect. Dis. 159, 145, 1989.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]