Utente:Gippigippi2/Sandbox

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Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanissimo, si appassiona alla musica, in particolare alla canzone. Fa studi musicali irregolari, ma si distingue ben presto come autore di canzoni e come direttore di piccoli gruppi orchestrali nei Caffè Concerto, molto in voga agli inizi del XX secolo. Nel 1906 pubblica Piedigrotta Cangiullo.[1]

Nel 1910 incontra a Napoli Filippo Tommaso Marinetti.[2]

Questo incontro è per lui decisivo, tanto che decide di aderire subito al Futurismo, anche se ufficialmente il suo ingresso nel movimento è registrato nel 1913.[3] Diviene collaboratore delle riviste Lacerba, Vela Latina e L'Italia futurista.

Nel 1914 partecipa alla Libera Esposizione Internazionale Futurista presso la Galleria Sprovieri di Roma, con dipinti e sculture realizzati in collaborazione con Marinetti e Balla.

Nel 1916 pubblica Piedigrotta, poema parolibero ispirato alla omonima festa popolare napoletana, che due anni prima era stato oggetto di due serate nelle Gallerie Sprovieri di Roma (il 29 marzo 1914) e di Napoli (14 maggio 1914),[4] alle quali partecipano, tra gli altri, Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Luciano Folgore e Mario Sironi oltre al gallerista Giuseppe Sprovieri.[5] L'evento inaugura la dissacrante stagione dell'avanguardia performativa.[6] Sempre nel 1916 raccoglie in un taccuino una serie di poesie in vernacolo dal titolo Verde nuovo (il documento è conservato nell'Archivio della Fondazione Primo Conti). Nel 1919 pubblica Caffeconcerto: Alfabeto a sorpresa, un'opera tipicamente futurista, dove la scrittura assume anche una valenza pittorica, attraverso suggestioni tipografiche che animano le lettere dell'alfabeto facendole diventare personaggi di uno spettacolo. Simile per ispirazione è il manifesto Il mobilio futurista, che Cangiullo pubblica il 22 febbraio 1920, e in cui auspica la creazione di mobili parlanti fatti di "intrecci, scontri e corpo-a-corpo di lettere di svariati caratteri".

Cangiullo si interessa molto al teatro. Nel 1917 collabora con Ettore Petrolini, che mette in scena Il Donnaiuolo e le quattro stagioni al Teatro Adriano di Roma.[7]

Petrolini, nell'arco della sua carriera, porterà in scena, ben «dodici sintesi» di Cangiullo. Nel 1918 scrive con lui[8] Radioscopia, atto unico pubblicato sul "Corriere di Napoli"[9] e rappresentato per la prima volta al Teatro Politeama.[10] Nel 1919 Mario Bonnard ne trae il film Mentre il pubblico ride, interpretato da Petrolini e Niny Dinelli. Questo atto unico, creduto perduto, è stato recuperato e ripubblicato nel 1981.[11]

Partecipa attivamente alle iniziative teatrali futuriste, sia a livello teorico che organizzativo.[12]. Nel 1921 cura la direzione artistica della "Compagnia del Teatro della Sorpresa" diretta da Rodolfo De Angelis,[13] alla quale aderiscono, in qualità di scenografi e scenotecnici, artisti come Fortunato Depero e Enrico Prampolini e musicisti come Franco Casavola e Silvio Mix.[14]. Il Teatro della Sorpresa è tenuto a battesimo il 30 settembre di quell'anno al Real Teatro Mercadante di Napoli. L'11 ottobre scrive il relativo manifesto con Marinetti, che verrà pubblicato nel mese di gennaio dell'anno seguente con un'appendice di sintesi teatrali.[15] Nel 1923 pubblica Poesia pentagrammata, dove i testi poetici sono scritti direttamente su carta da musica "per dare il tempo ai suoni onomatopeici e al rumorismo" futurista.[16]

Nel 1924 si distacca dal Futurismo, anche se rimane amico di Marinetti. Nel 1930 pubblica le Serate futuriste in cui raccoglie i suoi ricordi dell'esperienza futurista. Nel 1931 decide di rientrare nel movimento,[17] ma senza più l'entusiasmo e l'energia di un tempo.

La voce di Francesco Cangiullo, che declama "il Sifone d'oro", può essere ascoltata nell'antologia storico-critica della poesia sonora Futura, curata da Arrigo Lora Totino nel 1978.[18]

Francesco Cangiullo era il primogenito di undici fratelli, tra i quali Pasqualino e Giuseppe. Pasqualino collaborò attivamente al movimento futurista, mentre il fratello Giuseppe fu un pioniere del calcio partenopeo.[19].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (IT) Elio Tramontano, Da Sallustro a Maradona, Napoli, Edizioni Meridionali, 1984.
  • (IT) Renato Marchioni, I nostri autori. M° Francesco Cangiullo, in Piedigrotta Cangiullo, Napoli, Tipo-litografia Luigi Elia, 1906.
  • (IT) Miriam Polli, Francesco Cangiullo. Arti-Giano del Futurismo, 2015.
  • (IT) Filippo Tommaso Marinetti, Lettere ruggenti a F. Balilla Pratella, a cura di G. Lugaresi, Milano, in “Quaderni dell’Osservatore”, II, dicembre, 1969.


F.T. Marinetti, Lettere ruggenti a F. Balilla Pratella, a cura di G. Lugaresi,in “Quaderni dell’Osservatore”, II, Milano, dicembre 1969

  1. ^ Marchioni, 1906, ora in Matteo D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, Origini e primi sviluppi del Futurismo a Napoli, Alfredo Guida Editore, Napoli, 1990
  2. ^ Marinetti gli concede un'intervista al Grand Hotel de Londres in occasione dei preparativi della serata futurista del 20 aprile 1910 al Real Teatro Mercadante di Napoli. Si veda: Template:Polli
  3. ^ Marinetti, 1969
  4. ^ G. Lista, Francesco Cangiullo e la teatralità futurista, in M. D’Ambrosio (a cura di), Marinetti e il Futurismo a Napoli, Roma, Edizioni De Luca, 1996
  5. ^ F. Cangiullo, Le novelle del Varietà. Con 37 fotografie di “Stelle” e “Divi”, S. A. Richter & C., Napoli, 1938
  6. ^ Pietro Sgabelloni, Come le signorine Tofa, Putipù, Triccaballacche e Scetavajasse si produssero nel putiferio del Putiputipu, in Il Giornale d'Italia, Roma, 31 marzo 1914.
  7. ^ Anonimo, Futurismo all’Adriano, in “L’idea Nazionale”, a. VII, n. 201, 22 luglio 1917
  8. ^ Giovanni Lista, Petrolini e i futuristi, Salerno, Taide, 1981
  9. ^ Anonimo, Radioscopia. Un atto di Cangiullo e Petrolini, in “Corriere di Napoli” a. XL, n. 2/3, 12-13 febbraio 1918
  10. ^ Di quest'opera e dei rapporti con Petrolini, Cangiullo scrive in L'amante che non morrà (Napoli 1919).
  11. ^ Ugo Piscopo (a cura di), Futurismo a Napoli: Corriere di Napoli e futurismo, 1915-1928, Pironti, Napoli 1981
  12. ^ Francesco Cangiullo e la teatralità futurista, in M. D’Ambrosio (a cura di), Marinetti e il Futurismo a Napoli. Indagini e documenti, Liguori editore, Napoli, 1995
  13. ^ R. De Angelis, Storia del Café-Chantant, Milano, Il Balcone, 1946
  14. ^ Francesco Cangiullo, Le serate futuriste. Romanzo storico vissuto, Milano, Ceschina, 1961
  15. ^ F.T. Marinetti e Francesco Cangiullo, Il Teatro della Sorpresa, in "Il Futurismo", n° 1, 11 gennaio 1922
  16. ^ Francesco Cangiullo, Introduzione a Poesia pentagrammata, Gaspare Casella Editore, Napoli, 1923
  17. ^ Giovanni Tucci, La “rentrée” di Cangiullo, “La rivista di Napoli”, IV, n. 1/3, aprile 1931
  18. ^ Arrigo Lora Totino (a cura di), Futura, Cramps Records, Milano, 1978 (cofanetto contenente 7 LP 33 giri, poi ristampato in 5 CD nel 1989)
  19. ^ Tramontano, 1984