Franco Casavola

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Franco Casavola o Francesco (Modugno, 13 luglio 1891Bari, 7 luglio 1955) è stato un compositore, direttore d'orchestra, critico d'arte e scrittore italiano.

Studi e adesione al futurismo[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio di Donato Casavola (magistrato di Martina Franca) e della modugnese Giovanna Russo. Donato si trasferì a Modugno, in corso Vittorio Emanuele al numero civico 37[1], dopo il suo matrimonio con Giovanna. Quest'ultima, rimasta prematuramente vedova, si sposò in seconde nozze con Francesco Suglia, fratello del pioniere del volo Cesare Suglia, spostandosi a Bari, in via Garruba, e successivamente in Corso Sonnino. Da quel matrimonio Giovanna Russo ebbe cinque figli.

Sin da giovanissimo, Francesco dimostra una spiccata inclinazione alla musica. Il suo primo maestro fu il bitontino Pasquale La Rotella, direttore della Schola Cantorum di Bari. Ma non fu sostenuto dalla sua famiglia che prefigurava per Francesco un futuro da magistrato.

Alla conclusione dei suoi studi classici, andò a Milano per un breve periodo con lo scopo di studiare da Luigi Mapelli. Al suo ritorno a Bari, continuò i suoi studi con La Rotella ricoprendo il ruolo di suo vice nella direzione teatrale. Tuttavia, il carattere particolarmente irrequieto di Francesco, gli rendeva insopportabile la vita da apprendista e lo spinse a trasferirsi a Roma dove erano molto forti le influenze innovative che caratterizzavano il panorama culturale europeo degli inizi del Novecento. Nel 1913 si trasferisce nella capitale dove conclude i propri studi sotto la guida del grande Ottorino Respighi.

Sin dall'inizio della sua carriera musicale manifesta uno spirito ribelle che lo fece accostare, con Giuseppe Mulè, alla musica futurista, che si sviluppò dopo la Prima guerra mondiale. Divenne uno dei più grandi protagonisti del Futurismo pugliese. Crea il "Manifesto sul Futurismo musicale in Puglia" che presenta, con Marinetti, nel Teatro Petruzzelli di Bari.

Partecipò ad entrambi i conflitti mondiali che hanno caratterizzato il XX secolo. Durante il Primo conflitto mondiale, fu promosso a Capitano e combatté sul Carso.

Nel 1927 si reca a Parigi dove riscuote un discreto successo con la composizione di Balletti nel Teatro la Madeleine.

Le opere comiche[modifica | modifica wikitesto]

Ben presto, la produzione di Casavola si orienta verso le forme di musica classica e lirica, conservando inalterato lo spirito moderno che caratterizza le sue composizioni. Francesco Casavola riesce ad esprimere al meglio il suo genio artistico nell'opera comica, come Il Gobbo del califfo che, nel 1929, fu rappresentata a Roma nel Teatro Reale dell'Opera. Quest'opera, considerata fra i suoi capolavori, gli valse il riconoscimento del grande pubblico e la vittoria del concorso nazionale indetto dal Governatore di Roma. L'opera venne rappresentata in diverse città italiane ed anche in svariati teatri europei e americani.

La sua seconda opera comica fu Le astuzie d'amore, composta nel 1936. La prima rappresentazione fu eseguita nel Teatro Petruzzelli di Bari. Di ispirazione boccaccesca, è un'opera comico-sentimentale che coniuga gli elementi melodrammatici della tradizione italiana con spunti moderni.

Stringe rapporti di amicizia con alcuni illustri esponenti del panorama musicale dell'epoca, come Pietro Mascagni, Amilcare Zanella, Alfredo Casella e molti altri. Anche a causa del suo lavoro nel mondo del cinema, dove era impegnato nella scrittura di colonne sonore per film e documentari, strinse una forte amicizia con il concittadino Franco Di Ciaula.

Opera drammatica e morte per malattia[modifica | modifica wikitesto]

Mentre era a Roma, durante la Seconda guerra mondiale, decise di dedicarsi al più impegnativo genere drammatico, completando la sua svolta anti-futurista. Scrive l'opera in quattro atti "Salammbô", su libretto di Emidio Mucci, rappresentata nel 1948 nel Teatro dell'Opera di Roma e successivamente nel Teatro Petruzzelli.

Nel 1955, a causa di una malattia, si ritira a Bari in compagnia della moglie Irma, dove muore il 7 luglio di quell'anno.

Il 9 febbraio 1956, il Consiglio Comunale di Modugno stabilisce di apporre una targa in memoria di Francesco Casavola sulla facciata della sua casa natale.

Al musicista, è stata intitolata una scuola media inferiore nel suo comune natio.

Opere più famose[modifica | modifica wikitesto]

  • "Il Gobbo del califfo" (1929)
  • "Le astuzie d'amore" (1936)
  • "Salambò" (1948)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse la colonna sonora per oltre 70 film e documentari. Fra questi film si ricordano:

Articoli e scritti di Franco Casavola[modifica | modifica wikitesto]

Si riporta l'elenco degli scritti di Franco Casavola[2].

  • Avviamento alla Pazzia, Milano, Edizioni Futuriste di Poesia, 1924
  • Punti da chiarire circa l'arte futurista, in "Humanitas", Bari 1924
  • La musica dell'avvenire, in "L'Ambrosiano", III, n.10, 11 gennaio 1924
  • La musica illustrata, in "L'Ambrosiano", III, n.11, 15 aprile 1924
  • Le atmosfere cromatiche della musica, in "Il Futurismo", 10 dicembre 1924
  • Le versioni scenico-plastiche della musica, in "Il Futurismo, 11 dicembre 1924
  • La musica futurista, in "Il Futurismo", nn.10-11, dicembre 1924
  • I Rumorarmoni, in "Mediterraneo", 2 giugno 1925
  • Nuovi orizzonti della musica, in "Antenna", 25 aprile 1926
  • Difesa del jazz, in "L'Impero", 14 agosto 1926
  • Luigi Russolo, in "Il Teatro", V, 1927
  • Le sintesi visive della musica, in "Noi", I, II serie, nn.6-9. (con A.G. Bragaglia e Luciani)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Milano, Curiosando per Modugno, Bari, Ristampa a cura di Levante, 1997, p. 78.
  2. ^ Daniele Lombardi e James Nice, Franco Casavola biography, su ltmrecordings.com, febbraio 2006. URL consultato il 29 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe De Liso, Franco Casavola e il futurismo pugliese cinquant'anni dopo, Firenze, Atheneum, 2008.
  • Grazia Sebastiani, Franco Casavola e la sua musica tra futurismo e tradizione, Modugno, Edizioni dal Sud, 1996.
  • Grazia Sebastiani, Il fondo musicale Franco Casavola, Modugno, Edizioni dal Sud, 1996.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Strinati, Franco Casavola, su Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 21, Treccani.it, 1978. URL consultato il 29 luglio 2012.
  • Daniele Lombardi e James Nice, Franco Casavola biography, su ltmrecordings.com, febbraio 2006. URL consultato il 29 luglio 2012.
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