Ura-nage

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

L'Ura-Nage (letteralmente "proiezione all'indietro") è la tecnica numero 38 del Gokyo e appartiene al quinto gruppo (quinto Kyu)[1].

L'Ura-nage è una tecnica di sacrificio appartenente all'insieme dei "grandi lanci". Questa tecnica è di difficile applicazione in combattimento, ma anche in allenamento. Tale difficoltà "è data dall'inarcamento del corpo di Tori che, se non sufficiente, non genera la spinta necessaria a lanciare Uke oltre le proprie spalle con conseguente pericolo di ferirlo." [2] La tecnica ha una netta somiglianza con molte mosse di base usate nell'odierno Wrestling (fra le più famose c'è il Suplex).

L'esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

La tecnica è realizzabile con squilibrio indietro a seguito di un attacco di Uke. "Situazione ideale è quella presentata nel Nage-no-kata dalla tecnica di Seoi-nage"[3]. Tori si abbassa ponendo il piede destro davanti a quelli di Uke e il sinistro dietro al proprio arto destro. La mano destra di colui che esegue la tecnica si posiziona esattamente all'altezza del centro della cintura del compagno, mentre la mano sinistra viene posta in posizione centrale, sul dorso di Uke. La testa di Tori poggia fra il petto e il fianco destro di Uke. La fase di proiezione è composta dal difficile inarcamento della schiena dal quale dovrebbe conseguire una proiezione ad arco.[4]

Successioni e contraccolpi[modifica | modifica wikitesto]

Come quasi tutte le tecniche di sacrificio, non è possibile portare un attacco successivo in caso di fallimento, dal momento che Tori si troverebbe con le spalle a terra e Uke pronto ad immobilizzarlo. I possibili contraccolpi da parte di colui che inizialmente subisce la tecnica sono invece: O-uchi-gari e Ko-uchi-gari.

Video[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Classificazione ufficiale del Kodokan Archiviato il 15 aprile 2012 in Internet Archive.
  2. ^ Tratto da www.jigorokano.it Archiviato il 16 aprile 2009 in Internet Archive.
  3. ^ Tommaso Betti - Berutto, da cintura bianca a cintura nera pag. 197, Centro Judoista Sakura (Roma), 1974.
  4. ^ Rappresentazione grafica della tecnica. Archiviato il 5 dicembre 2010 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Articolo di Alessio Oltremari., su freebudo.com. URL consultato il 20 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2008).
  • Otello Bisi, Capire il Judo, Bizzocchi, 1989.
  • Tommaso Betti - Berutto, Da cintura bianca a cintura nera nelle arti marziali, Nuova Editrice Spada, 1999.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]