Traforo del Menouve

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Coordinate: 45°52′10.02″N 7°12′54.09″E / 45.869449°N 7.215024°E45.869449; 7.215024

Il traforo del Menouve è un traforo mai completato tra Italia e Svizzera, sotto al Monte Menouve (3047 m), voluto a metà Ottocento dalla Confederazione elvetica e dal Regno di Sardegna per promuovere il trasporto e il commercio internazionale. È uno dei primi trafori progettati e iniziati sulle Alpi e precede di circa un secolo il traforo del Gran San Bernardo.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Georges Carrel, canonico e uomo di scienza poliedrico, con l'appoggio del deputato Laurent Martinet predispose un progetto di massima per il tunnel del Col de Menouve[3], nella Valle del Gran San Bernardo. Il tunnel avrebbe dovuto collegare il vallone del Menouve, oggi nel territorio comunale di Etroubles, in Italia, alla val d'Entremont, nel Vallese, in Svizzera.

I lavori, iniziati nel 1856, durarono per nove mesi, sottoponendo a condizioni estreme i 20 operai, che si trovarono a lavorare durante i mesi più rigidi dell'anno. I lavori si interruppero già l'anno seguente per i costi eccessivi dell'opera, all'incirca 10 franchi al metro cubo[4]. Sul versante valdostano del traforo vennero scavati 70 metri di galleria e circa la metà su quello svizzero.[3] A ricordo del tunnel, sul lato valdostano, restano la morena artificiale generatasi dai materiali di scavo e un edificio di servizio nei pressi dell'imboccatura a volta del traforo, che si apre ancora sul fianco del colle seppure la galleria sia pericolante.

Il progetto del tunnel italo-svizzero del Menouve venne definitivamente accantonato, e nel 1877 era già un ricordo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Martinet, Il traforo fantasma tra l’Italia e la Svizzera rinasce come teatro, La Stampa, 30 luglio 2016, consultato il 1º maggio 2020.
  2. ^ Ronni Bessi, Il traforo fantasma, www.vdamonamour.it, agosto 2013, consultato il 1º maggio 2020.
  3. ^ a b Gian Mario Navillod, Non tutti sanno che... Il traforo italo-svizzero del Menouve, in Tapazovaldoten, consultato il 1º maggio 2020. Testo e foto rilasciate in Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0).
  4. ^ Curiosità storiche sulla strada del Gran San Bernardo, www.golfeturismo.com, 19 settembre 2005.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]