Timesiteo

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Cursus honorum di Timesiteo (CIL XIII, 1807, Lione, Musée gallo-romain de Fourvière).

Gaio Furio Sabinio Aquila Timesiteo (latino: Gaius Furius Sabinius Aquila Timesitheus; 190 circa – 243) è stato un politico romano, prefetto del pretorio sotto l'imperatore Gordiano III.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Gordiano III, che sposò la figlia di Timesiteo e lo nominò prefetto del pretorio

Timesiteo,[1] forse di origine anatolica, era dell'ordine equestre e ne seguì il cursus honorum, diventando alquanto influente sotto gli imperatori della dinastia dei Severi Eliogabalo e Alessandro Severo.[2] La sua ascesa conobbe una interruzione durante il regno di Massimino il Trace, che lo mandò in oriente, e contro il quale congiurò nel 238.

Nel 240 o 241 raggiunse il culmine della sua carriera, diventando prefetto del pretorio del nuovo imperatore, il giovanissimo Gordiano III: la sua posizione diventò anzi quasi quella di un reggente, in quanto aumentò la propria influenza su Gordiano dandogli in sposa la propria figlia Furia Sabina Tranquillina.

La politica di Timesiteo e dei suoi due collaboratori, i fratelli Gaio Giulio Prisco e Marco Giulio Filippo (meglio noto come Filippo l'Arabo), fu quella di restaurare il predominio dell'imperatore sul senato, come era già stato durante il periodo severiano. All'interno di questa ottica di restaurazione della politica severiana va collocata la campagna di Persia del 243, volta a colpire i nemici di sempre, i Sasanidi, e recuperare le città perdute.

La campagna fu preparata da Timesiteo (Gordiano aveva meno di diciotto anni) selezionando con cura i comandanti militari, evitando di scegliere i senatori in favore di persone con più esperienza militare; riorganizzò le truppe che presidiavano l'Africa; si occupò anche del confine danubiano, attaccando e sconfiggendo le problematiche tribù dei Carpi, dei Sarmati e dei Goti. L'esercito romano, con a capo l'imperatore ma sotto il comando effettivo di Timesiteo, si mosse da Antiochia attraversò l'Eufrate vicino a Zeugma (primavera 243), riconquistando le città di frontiera di Carre ed Edessa, e si scontrò con l'esercito di Sapore I nella battaglia di Resena, sconfiggendolo. In seguito, i Romani mossero su Nisibis e Singara, riprendendole, per poi tornare indietro e puntare sulla capitale sasanide di Ctesifonte. Il corso della guerra cambiò in questo momento: Timesiteo, vero vincitore della battaglia di Resena, morì, forse di malattia, venendo sostituito da Filippo.

Furia Sabina Tranquillina, figlia di Timesiteo e moglie di Gordiano III

L'impresa di Timesiteo, la vittoria di Resena e la riconquista di Carre, trova forse una eco nell'Apocalisse di Elia, che profetizza l'arrivo di un esercito romano di 100.000 fanti, 100.000 cavalieri e 30.000 marinai, comandato da Timesiteo e Filippo.[3]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Albero genealogico degli Imperatori adottivi.

Antinoo, nella sua qualità di amasio e favorito dell'imperatore in carica, viene a trovarsi esattamente al centro di quella che è la prima parte della cronologia riguardante la cosiddetta dinastia dei nerva-antonini o degli imperatori adottivi, che inizia con Nerva nel 96 per concludersi con Commodo nel 192; mentre in linea diretta la discendenza arriva, dopo la dinastia dei Severi, fino a Gordiano III nel 244.

  • (1) = 1° coniuge
  • (2) = 2° coniuge (non mostrato)
  • (3) = 3° coniuge
  • Il colore viola indica l'imperatore romano della dinastia dei nerva-antonini; il rosa scuro indica l'erede imperiale designato, ma che non arrivò mai al trono.
  • Le linee tratteggiate larghe indicano l'adozione; le linee tratteggiate strette indicano relazioni amorose fuori dal matrimonio.
Quinto Marcio Barea Sorano
Quinto Marcio Barea Sura
Antonia Furnilla
Marco Cocceio Nerva (giurista)
Sergia Plautilla
P. Aelius Hadrianus
Tito (imperatore romano)
(r. 79-81)
Marcia Furnilla
Marcia (madre di Traiano)
Marco Ulpio Traiano (padre)
Marco Cocceio Nerva
(r. 96–98)
Ulpia (nonna di Adriano)
Elio Adriano Marullino
Giulia (figlia di Tito)
Ulpia Marciana
Gaio Salonio Matidio Patruino
Traiano
(r. 98–117)
Plotina
Publio Acilio Attiano
Publio Elio Adriano Afro
Domizia Paolina
Lucio Giulio Urso Serviano
Lucio Mindio
(2)
Libo Rupilio Frugi
(3)
Salonina Matidia
Lucio Vibio Sabino
(1)
Antinoo
Publio Elio Traiano Adriano (r. 117–138)
Elia Domizia Paulina
Vibia Matidia
Gaio Svetonio Tranquillo
Vibia Sabina
Marco Annio Vero (console 97)
C. Fuscus Salinator I
Giulia Serviana Paulina
Rupilia Faustina
Boionia Procilla
Gneo Arrio Antonino
L. Caesennius Paetus
L. Ceionius Commodus
Appia Severa
C. Fuscus Salinator II
Arria Antonia
Arria Fadilla
Tito Aurelio Fulvo
Lucio Cesennio Antonino
Lucio Commodo
Fundania Plautia
Ignota Plautia
Gaio Avidio Nigrino
Antonino Pio
(r. 138–161)
Marco Annio Vero (pretore)
Domizia Lucilla
Fundania
Marco Annio Libone
Faustina maggiore
Lucio Elio Cesare
Avidia Plauzia
Cornificia
Marco Aurelio
(r. 161–180)
Faustina minore
Gaio Cassio Avidio
Aurelia Fadilla
Lucio Vero
(r. 161–169)
(1)
Ceionia Fabia
Plauzio Quintillo
Quinto Servilio Pudente
Ceionia Plauzia
Annia Cornificia Faustina minore
Marco Petronio Sura Mamertino
Commodo
(r. 177–192)
Fadilla
Marco Annio Vero Cesare
Tiberio Claudio Pompeiano (2)
Annia Aurelia Galeria Lucilla
Marco Peduceo Plauzio Quintillo
Giunio Licinio Balbo padre
Servilia Ceionia
Petronio Antonino
L. Aurelius Agaclytus
(2)
Vibia Sabina Aurelia
Lucio Antistio Burro
(1)
Plauzio Quintillo
Plauzia Servilla
Timesiteo
Antonia Gordiana
Giunio Licinio Balbo figlio
Furia Sabina Tranquillina
Gordiano III
(r. 238-244)


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nome Misitheus, riportato dalla Historia Augusta - Tre Gordiani è un errore.
  2. ^ CIL XIII, 1807
  3. ^ Michael H. Dodgeon, Samuel N. C. Lieu, The Roman Eastern Frontier and the Persian Wars AD 226-363, Routledge, 1991, ISBN 0-415-10317-7, p. 357.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]