Timeo hominem unius libri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Timeo hominem unius libri (letteralmente “Temo l'uomo di un solo libro”) è una locuzione latina attribuita a Tommaso d'Aquino e può significare due distinti messaggi: «Meglio studiare solo un argomento (libro) in modo approfondito, piuttosto che tanti, ma superficialmente»: da qui il temere come riconoscimento di un interlocutore preparato su un dato argomento.
Più spesso il motto è invece visto come una critica a chi si limita ad una sola fonte di conoscenza od ha una erudizione limitata, nella traduzione: «Diffida di chi ha letto un solo libro!». La vastità di conoscenze e la pluralità delle fonti di Tommaso d'Aquino fa propendere per questa seconda interpretazione come più vicina al senso originale della frase.

Volendo considerare il primo significato, numerosi scrittori concordano con esso:

« Poich'io cultor di pochi libri vivo. »

(Ugo Foscolo, lirica a Vincenzo Monti.)

« Di libri basta uno per volta, quando non è d'avanzo. »

(Alessandro Manzoni, introduzione ai Promessi Sposi.)

« Gino mio, l'ingegno umano
Partorì cose stupende
Quando l'uomo ebbe tra mano
Meno libri e più facende »

(Giuseppe Giusti, epigramma a Gino Capponi.)

Altri autori invece considerano il secondo:

« Guardati da colui che non ha letto che un libro solo. »

(Giacomo Casanova, Memorie[1])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Casanova, Giacomo, Memorie di Giacomo Casanova, v. 2, Firenze, Nerbini, 1920, p. 534.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


Lingua latina Portale Lingua latina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lingua latina