The Getaway (Red Hot Chili Peppers)

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The Getaway
ArtistaRed Hot Chili Peppers
Tipo albumStudio
Pubblicazione17 giugno 2016
Durata53:41
Dischi1
Tracce13
GenereRock alternativo
Funk rock
EtichettaWarner Bros.
ProduttoreDanger Mouse
FormatiCD, 2 LP, download digitale
Certificazioni
Dischi d'oroAustria Austria[1]
(vendite: 7 500+)
Canada Canada[2]
(vendite: 40 000+)
Francia Francia[3]
(vendite: 50 000+)
Germania Germania[4]
(vendite: 100 000+)
Italia Italia[5]
(vendite: 25 000+)
Regno Unito Regno Unito[6]
(vendite: 100 000+)
Svizzera Svizzera[7]
(vendite: 10 000+)
Dischi di platinoPolonia Polonia[8]
(vendite: 20 000+)
Ungheria Ungheria[9]
(vendite: 6 000+)
Red Hot Chili Peppers - cronologia
Album precedente
(2015)
Album successivo
Singoli
  1. Dark Necessities
    Pubblicato: 5 maggio 2016
  2. Go Robot
    Pubblicato: 13 settembre 2016
  3. Sick Love
    Pubblicato: 4 dicembre 2016
  4. Goodbye Angels
    Pubblicato: 4 aprile 2017

The Getaway è l'undicesimo album in studio del gruppo musicale statunitense Red Hot Chili Peppers, pubblicato il 17 giugno 2016 dalla Warner Bros. Records.[10]

Uscito a cinque anni di distanza dal precedente I'm with You, l'album è stato prodotto per la prima volta dopo 20 anni di collaborazione (iniziata con Blood Sugar Sex Magik nel 1991) non da Rick Rubin ma da Danger Mouse e missato da Nigel Godrich.[10] Si tratta inoltre del secondo album in studio inciso con il chitarrista Josh Klinghoffer, sostituto dello storico John Frusciante.[11] Il disco è stato anticipato dall'uscita del brano Dark Necessities, il primo singolo estratto il 5 maggio 2016.[12] Il brano è riuscito a entrare all'interno della Top 10 della Alternative Songs, stilata dalla rivista Billboard, rendendo i Red Hot Chili Peppers la band musicale con il più alto numero di singoli arrivati in tale classifica (25), seguiti dagli U2 con 23 singoli.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Genesi e contesto[modifica | modifica wikitesto]

I Red Hot Chili Peppers in concerto nel 2016 mentre eseguono Dark Necessities.

L'idea di poter registrare e pubblicare un nuovo album si fece strada tra i membri della band agli inizi del 2014. Il progetto venne tuttavia posticipato di otto mesi dal bassista Flea, a causa di una rottura del braccio in seguito a una caduta dallo snowboard. Il frontman della band Anthony Kiedis dichiarò in un'intervista per BBC Radio 2 il 9 maggio 2014 che il loro nuovo album sarebbe stato influenzato da generi e sonorità mai sperimentate prima dalla band, in risposta ai tanti musicisti e produttori con cui la band ebbe a che fare. Anche Chad Smith non si limitò a qualche premessa riguardante The Getaway, annunciando Danger Mouse come produttore esecutivo e negando qualsiasi collaborazione con il produttore Rick Rubin, aggiungendo che il gruppo avrebbe voluto optare per altri generi musicali. L'8 maggio 2016 il chitarrista dei Pearl Jam Mike McCready dichiarò che l'album sarebbe stato caratterizzato da sonorità funk, R&B e heavy metal, con un leggero accenno al brano Controversy di Prince.

Il 26 maggio 2016 è stata annunciata la data ufficiale della pubblicazione dell'album, intitolato The Getaway e previsto per il 17 giugno dello stesso anno. I vari membri della band hanno poi confermato che nel nuovo disco vi sarebbero state apparizioni di Elton John, Paul McCartney e di Anna Waronker, leader del gruppo rock That Dog. Il 26 aprile viene reso disponibile per l'ascolto il brano Dark Necessities, primo singolo estratto dall'album e pubblicato il 5 maggio 2016.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo singolo estratto dall'album è stato il brano Dark Necessities,[12] pubblicato il 5 maggio 2016; a esso hanno fatto seguito le anteprime dei brani The Getaway e We Turn Red, rispettivamente uscite il 27 maggio e il 10 giugno 2016. Il secondo singolo estratto dall'album è stato Go Robot,[13] come annunciato dal batterista Chad Smith,[14] mentre il terzo estratto è stato Sick Love. Il 4 aprile 2017 è stato pubblicato il quarto singolo, Goodbye Angels.[15]

Tour[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: The Getaway World Tour.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

The Getaway è stato ben accolto sia dalla critica specializzata che dai fan. Su Metacritic, l'album detiene un punteggio di 66 su 100, punteggio che indica recensioni generalmente favorevoli. Tra le recensioni positive c'è quella di Nate Chinen del The New York Times, che ha recensito il disco dicendo che pur non essendo un album che suona come un album del periodo d'oro dei Red Hot Chili Peppers, è il sound perfetto per ricordare com'erano. Andy Gill del quotidiano The Indipendent ha recensito il disco dando ad esso un punteggio di 4 stelle su 5, mentre un'altra recensione molto positiva l'ha data Simon Harper della rivista Clash dando al disco un punteggio di 8 stelle su 10 e parlandone come "un disco intimo ed espressivo". Harper ha anche premiato la band per aver spaziato in sonorità melodiche ma dinamiche. David Stubbs di Classic Rock ha premiato la band e il produttore dell'album Danger Mouse per la qualità della produzione e dell'album e per l'esperienza e le grandi doti della band e ha definito l'album «variegato e sognante». Glenn Gamboa del Newsday ha premiato con un A- il disco definendolo "energico e avventuroso", "un mix tra la selvaggità di Mother's Milk e le ambizioni di Stadium Arcadium che vengono fusi per creare uno degli album più consistenti dei Red Hot" e ha anche premiato il chitarrista Josh Klinghoffer. Anche Darryl Sterdan del Toronto Sun ha recensito l'album favorevolmente definendolo «un esercizio di finezza e sfumatura». Will Hermes della celebre rivista Rolling Stone ha recensito l'album in maniera favorevole e ha dato all'album un punteggio di 3 1/2/5 dicendo «l'undicesimo album dei Red Hot Chili Peppers è un tentativo coraggioso di distruggere il loro passato sfrenato con le loro ambizioni musicali di oggi, non sempre in maniera perfetta ma convincente». Matt Collar di AllMusic ha dato all'album un punteggio di 4/5 definendolo «un lavoro sofisticato, sfumato, molto maturo ma anche triste capace di mostrare la creatività del gruppo». Patrick Ryan di USA Today ha recensito l'album favorevolmente definendolo «la loro semi-reinvenzione». Chris Childers di Loudwire ha premiato la sperimentazione sonora dell'album e ha recensito favorevolmente il disco. Steve Keros dell'Entertainment Weekly ha recensito l'album favorevolmente dando esso una B.

Non sono mancate le recensioni miste o medie come quella di Alex Flood della rivista britannica New Musical Express che ha dato all'album un punteggio di 3/5, elogiando i singoli Dark Necessities e Go Robot ma criticando il gruppo per non aver esternato fuori il loro meglio. Harriet Gibsone del The Guardian ha scritto una recensione mista riguardo l'album e ha dato ad esso 3/5 definendolo «troppo malinconico e spaziante». Dan Caffrey di Consequence Of Sound e Dan Bogosian di A.V. Club hanno dato all'album un voto di C+ e hanno scritto delle recensioni medie. Zoe Camp di Pitchfork ha scritto una recensione media sull'album dandogli un punteggio di 5,4/10 e criticando la psichedelia e la spazialità dell'album ed anche la band per aver fatto un album lussureggiante ma non consistente.

Una recensione negativa l'ha data Lauren Murphy dell'Irish Times dando all'album un punteggio di 2/5 e dicendo che nonostante la canzone Feasting On The Flowers fosse convincente, il resto dava un'aria vaga e ridicola.

In Italia le recensioni sono state favorevoli come quella data dal sito Ondarock che ha dato all'album un punteggio di 6,5 definendolo «un album dignitoso, il più bello dai tempi di Californication». Il giornale torinese La Stampa lo definisce favorevolmente «la fuga rock dei Red Hot Chili Peppers» mentre il sito web Rockol lo definisce «un disco dalle grandi tessiture artistiche». Rolling Stone Italia lo recensisce favorevolmente mentre la rivista Panorama ha premiato il disco definendolo «convincente».

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer e Chad Smith, eccetto dove indicato.

  1. The Getaway – 4:10 (Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, Brian Burton)
  2. Dark Necessities – 5:02 (Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, Brian Burton)
  3. We Turn Red – 3:20 (Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, Brian Burton)
  4. The Longest Wave – 3:31
  5. Goodbye Angels – 4:28
  6. Sick Love – 3:41 (Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, Brian Burton, Elton John, Bernie Taupin)
  7. Go Robot – 4:23
  8. Feasting on the Flowers – 3:22 (Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, Brian Burton)
  9. Detroit – 3:46
  10. This Ticonderoga – 3:35
  11. Encore – 4:14
  12. The Hunter – 4:00 (Anthony Kiedis, Flea, Josh Klinghoffer, Chad Smith, Brian Burton)
  13. Dreams of a Samurai – 6:09

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Altri musicisti

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2016) Posizione
Australia[24] 34
Austria[25] 45
Belgio (Fiandre)[26] 28
Belgio (Vallonia)[27] 36
Germania[28] 30
Giappone[29] 50
Italia[30] 36
Nuova Zelanda[31] 27
Paesi Bassi[32] 21
Polonia[33] 62
Regno Unito[34] 54
Stati Uniti[35] 77
Stati Uniti (rock)[36] 10
Svizzera[37] 13
Ungheria[38] 10

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Gold & Platin, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 23 dicembre 2016. Inserire "The Getaway" in "Titel", dunque premere "Suchen".
  2. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  3. ^ (FR) Les Certifications, Syndicat national de l'édition phonographique. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  4. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  5. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 19 agosto 2016.
  6. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 23 dicembre 2016. Digitare "The Getaway" in "Search BPI Awards" e premere Invio.
  7. ^ (DE) Edelmetall[collegamento interrotto], Schweizer Hitparade. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  8. ^ (PL) Przyznane w 2017 roku, Związek Producentów Audio-Video. URL consultato il 12 aprile 2017.
  9. ^ (HU) Adatbázis – Arany- és platinalemezek – 2016, Hivatalos magyar slágerlisták. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  10. ^ a b La "fuga" rock dei Red Hot Chili Peppers, su LaStampa.it. URL consultato il 17 giugno 2016.
  11. ^ Red Hot Chili Peppers: il prossimo album sarà super-funky - Rock News, su www.virginradio.it. URL consultato il 17 giugno 2016.
  12. ^ a b Red Hot Chili Peppers, dopo 5 anni ecco il nuovo singolo "Dark Necessities". E la band sarà in tour in Italia a ottobre, su Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2016. URL consultato il 17 giugno 2016.
  13. ^ (EN) Future Releases, AllAccess.com. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2016).
  14. ^ Sir Psycho Sexy, Go Robot": Chad Smith rivela il secondo singolo da The Getaway, su venicequeen.it. URL consultato il 15 giugno 2016.
  15. ^ (EN) Future Releases, AllAccess.com. URL consultato il 25 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2017).
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (NL) Red Hot Chili Peppers - The Getaway, Ultratop. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  17. ^ a b c d e f (EN) Red Hot Chili Peppers - Chart history, Billboard. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  18. ^ (JA) Japanese Album Charts: Week 2, June 2016, Oricon. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  19. ^ (EN) Top 100 Artist Album, Week Ending 23 June 2016, GFK Chart-Track. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  20. ^ (EN) OLiS - Sales for the period: 17.06.2016 - 23.06.2016, OLiS. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  21. ^ (EN) Official Albums Chart Top 100: 24 June 2016 - 30 June 2016, Official Charts Company. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  22. ^ (CS) Hitparáda – Týden – 25. 2016., International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  23. ^ (HU) Top 40 album-, DVD- és válogatáslemez-lista, Magyar Hanglemezkiadók Szövetsége, 26 giugno 2016. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  24. ^ (EN) ARIA Charts - End Of Year Charts - Top 100 Albums 2016, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  25. ^ (DE) Jahreshitparade 2016, su austriancharts.at. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  26. ^ (NL) Jaaroverzichten 2016 (Vl), Ultratop. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  27. ^ (FR) Jaaroverzichten 2016 (Wa), Ultratop. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  28. ^ (DE) Jahrescharts 2016, Die Offizielle Charts. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  29. ^ (JA) 2016年のCDアルバム年間ランキング, Oricon. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  30. ^ "TOP OF THE MUSIC" FIMI-GfK 2016: LE UNICHE CLASSIFICHE ANNUALI COMPLETE, Federazione Industria Musicale Italiana, 9 gennaio 2017. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  31. ^ (EN) Top Selling Albums of 2016, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 3 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2017).
  32. ^ (NL) Jaaroverzichten 2016, su dutchcharts.nl. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  33. ^ (PL) Podsumowanie 2016 roku, Związek Producentów Audio-Video. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  34. ^ (EN) End of Year Album Chart Top 100 - 2016, Official Charts Company. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  35. ^ (EN) Billboard 200 Albums: 2016 Year-End Charts, Billboard. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  36. ^ (EN) 2016 Year End Charts - Top Rock Albums, Billboard. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  37. ^ (DE) Jahreshitparade 2016, Schweizer Hitparade. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  38. ^ (HU) Összesített album- és válogatáslemez-lista - eladási darabszám alapján - 2016, Hivatalos magyar slágerlisták. URL consultato il 9 gennaio 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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