Tempio di Tanah Lot

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Pura Tanah Lot
TanahLot 2014.JPG
Il tempio di Tanah Lot
StatoIndonesia Indonesia
ProvinciaReggenza di Tabanan
ReligioneInduismo
TitolareVaruṇa
OrdineŚivaismo
FondatoreDang Hyang Nirartha

Coordinate: 8°37′15.85″N 115°05′13.78″E / 8.62107°N 115.08716°E8.62107; 115.08716

Il tramonto a Tanah Lot

Il Tempio di Tanah Lot (Pura Tanah Lot) è un tempio induista collocato in cima ad un'imponente formaziona rocciosa sulla costa Sud-ovest dell'isola di Bali. Il tempio oltre ad attirare pellegrinaggi e devozione da parte degli hindu è una popolare meta turistica ed uno dei luoghi più fotografati di tutta l'isola[1].

Tanah Lot significa "Terra [sic: nel] mare" in lingua balinese[2]. È situato nella Reggenza di Tabanan, a circa 20 km da Denpasar.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si dice che Tanah Lot sia stato fondato nel XVI secolo dal saggio Dang Hyang Nirartha.

Le leggende riguardo alla fondazione del tempio hanno subito variazioni nel corso del tempo e ora ne esistono alcune versioni. Alcune narrano che il saggio, durante uno dei suoi viaggi, si imbatté in questo magnifico luogo e rimase lì. Alcuni pescatori lo videro e gli portarono dei doni. Nirartha trascorse la notte sull'isola. Il giorno seguente ordinò ai pescatori di costruire un tempio sulla formazione rocciosa, perché aveva percepito nottetempo che quello sarebbe stato un posto perfetto per venerare gli dei del mare[3].

Altre[4] sostengono che Nirartha stesse pregando nel vicino Tempio di Rambut Siwi, quando un raggio di luce proveniente da sud attrasse la sua attenzione. Il saggio si mise alla ricerca e scoprì che il raggio scaturiva da una fonte di acqua sacra. Iniziò a predicare alla gente del posto attirando le antipatie del sacerdote locale che gli chiese di andarsene. Per tutta risposta Nirartha pregò e meditò così intensamente che spinse la formazione rocciosa sulla quale stava pregando nel mare, creando così Tanah Lot. Trasformò poi la propria sciarpa in serpenti velenosi, che avrebbero dovuto proteggere il tempio.

Il tempio[modifica | modifica wikitesto]

La principale divinità del tempio è Varuṇa o Bhatara Segara, nella sua manifestazione del mare e della potenza marina e nell'antichità anche Nirartha stesso veniva qui venerato[5].

Il tempio è parte della mitologia balinese da secoli. È uno dei sette templi balinesi del mare (pura segara), posti sulla costa dell'isola a vista d'occhio in modo da formare una catena immaginaria lungo tutta la costa sud-ovest.

In una grotta davanti al tempio, i monaci tengono imprigionati dei serpenti marini velenosi che si crede proteggano il tempio dagli spiriti maligni e dagli intrusi.

Sotto alla formazione rocciosa, sgorga la sorgente di acqua sacra (air suci) utilizzata per riti di purificazione ai quali chiunque può partecipare facendo una donazione al tempio[4].

L'accesso alla parte interna del tempio è permesso solo agli induisti[4].

Opere di restauro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, alcune parti della formazione rocciosa iniziarono a crollare e l'area divenne pericolosa[6]. Il governo giapponese garantì un prestito al governo indonesiano di 800 miliardi di rupie per la conservazione dei luoghi storici e religiosi dell'isola. Oltre un terzo della roccia di Tanah Lot non è originale ma proviene dall'opera di restauro attuata degli anni 80.

Il tempio di Batu Bolong[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio di Batu Bolong, situato vicino a Tanah Lot
L'entrata del tempio di Batu Bolong

Il tempio di Batu Bolong, a pochissima distanza da Tanah Lot, è collocato anch'esso in una suggestiva formazione rocciosa collegata alla terraferma da sorta di ponte naturale. In balinese il suo nome significa pietra vuota. Si dice che Batu Bolong fu costruito come protezione verso Tanah Lot. Oggi è un importante sito di purificazione, specialmente nelle notti di luna piena, e durante Melasti.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La zona è meta di turisti e la Tanah Lot è una dei luoghi più fotografati di tutta l'isola. Per questo motivo, nella zona circostante sono sorti mercatini che vendono souvenir e cibo. Per accedervi è necessario pagare un biglietto d'ingresso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) South-East Asia on a shoestring. Lonely Planet South-East Asia: On a Shoestring, Lonely Planet Publications, 1992. ISBN 0-86442-125-7, pp. 257
  2. ^ (EN) Philip Hirsch, Carol Warren. The politics of environment in Southeast Asia: resources and resistance. Publisher Routledge, 1998 ISBN 978-0-203-03017-2, pp 242-244
  3. ^ (EN) South-East Asia on a shoestring. Lonel Planet South-East Asia: On a Shoestring, Lonely Planet Publications, 1992. ISBN 0-86442-125-7, pp. 257
  4. ^ a b c Ridout&Reader, p. 276
  5. ^ (EN) Tanah Lot, su balistarislad.com. URL consultato il 16 maggio 2017.
  6. ^ Pringle, p 192-194

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]