Tanto peggio per i fatti

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Hegel
Cerere
Charles Darwin
Piazzi

«Tanto peggio per i fatti (se non si accordano con la teoria)» è abitualmente considerata la traduzione della frase d'autore tedesca [Wenn die Tatsachen nicht mit der Theorie übereinstimmen,] um so schlimmer für die Tatsachen.

Attribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente la frase è attribuita a Hegel, il quale nel 1801,[1] dopo aver teorizzato nella sua Habilitationsschrift (la dissertazione di abilitazione all'insegnamento) De orbitis planetarum che non poteva esserci un altro pianeta fra Marte e Giove,[1][2] venne informato che invece ne era stato scoperto uno da Giuseppe Piazzi il 1º gennaio 1801, pianeta poi rivelatosi l'asteroide Cerere.[1][3]

Si trattava di una battuta orale che, in quanto tale, non compare negli scritti di Hegel; Fritz Mauthner nel suo Dizionario di filosofia. Nuovo contributo ad una critica del linguaggio (1910)[4] scrive: «Non so se si tratta solo di uno scherzo spesso ripetuto. Qualcuno aveva sostenuto che la natura non è sempre d'accordo con la filosofia hegeliana della natura ed Hegel aveva risposto: "Tanto peggio per la natura"».[5]

György Lukács ha attribuito la frase a Johann Gottlieb Fichte usandola come chiusura della prima versione di Che cos'è il marxismo ortodosso? (titolo originale ungherese: Mi az ortodox marxizmus?, 1919).[6][7][8]

La prima attestazione certa della frase è in lingua inglese (if the facts won't fit in, why so much the worse for the facts) e risale al 23 novembre 1859, in una lettera scritta a Charles Darwin da suo fratello Erasmus.[9]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Essa è diventata una locuzione che secondo il filosofo Dario Antiseri denota il prevalere dell'ideologia rispetto ad un approccio realistico,[10][11] e in psicopatologia lo psicotico prevalere del pensiero sulla realtà[12] e più in generale "il pregiudizio psicoanalitico".[13]

È ampiamente usata da Ernst Bloch (1885-1977).[14][15][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) G.W.F. Hegel, Philosophical Dissertation on the Orbits of the Planets; tr. it. Le orbite dei pianeti, Bari, Laterza 1984, ISBN 978-88-42-02488-0.
  2. ^ (LA) G.W.F. Hegel, Dissertatio philosophica de Orbitis Planetarum.
  3. ^ (EN) Edward Craig e Michael Hoskin, Hegel and the Seven Planets, in Journal for the History of Astronomy, vol. 23, n. 3, Agosto 1992, pp. 208-210, DOI:10.1177/002182869202300307.
  4. ^ titolo originale: Wörterbuch der Philosophie. Neue Beiträge zu einer Kritik der Sprache,
  5. ^ (DE) Fritz Mauthner, Wörterbuch der Philosophie, Altenmünster, Jazzybee Verlag, 2012 [1910], ISBN 978-38-49-61835-3.
    «Ich weiß nicht gleich, ob der Scherz mehr als ein Scherz ist, der oft erzählt wird. Jemand habe behauptet, die Natur stimme nicht ganz mit Hegels Naturphilosolphie zusammen; Hegel habe geantwortet: »Desto schlimmer für die Natur.«».
  6. ^ In György Lukács, Scritti giovanili 1919-1928, Bari, Laterza, 1972 p. 37.
  7. ^ György Lukács, Che cos'è il marxismo ortodosso?, su gyorgylukacs.wordpress.com, 1º febbraio 2018. URL consultato il 28 dicembre 2018.
  8. ^ (EN) Russell Jacoby, What is Conformist Marxism?, in Telos, vol. 1980, n. 45, 21 settembre 1980, pp. 19-43, DOI:10.3817/0980045019.
  9. ^ (EN) Charles Darwin, The Autobiography of Charles Darwin, New York, Barnes & Noble Publishing, 2005 [1887], p. 241, ISBN 978-07-60-76908-9.
  10. ^ Cf. Dario Antiseri, Introduzione alla metodologia della ricerca, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005, pp. 68-9. ISBN 88-498-1002-4; ISBN 978-88-498-1002-8. Anteprima disponibile su Google Libri.
  11. ^ Cf. Dario Antiseri, Massimo Baldini, Il linguaggio della storiografia, cap. V, in Lezioni di filosofia del linguaggio, Firenze, Nardini, 1989, pp. 226-227. ISBN 88-404-2602-7; ISBN 978-88-404-2602-0.
  12. ^ Cf. Paul Watzlawick, Il codino del Barone di Münchhausen. Ovvero: psicoterapia e "realtà". Saggi e relazioni, Milano, Feltrinelli, 3ª ed.: 1991, p. 80. ISBN 88-071-0125-4; ISBN 978-88-071-0125-0.
  13. ^ Tale pregiudizio (...) si concretizza nel giudicare impossibile e inefficace, perché non profonda, qualsiasi altra prassi terapeutica che non sia quella psicoanalitica, e nel tentativo di soggiogare entro questa visione qualsiasi concetto inerente la pratica terapeutica, arriva fino all’assurdo logico di negare una realtà perché non concorda con la teoria. Torna alla mente la frase di Hegel, «quando i fatti non concordano con la teoria, tanto peggio per i fatti»: Ferruccio Osimo, Paolo Migone, Alessandro Bertoletti. Il paradigma dinamico-esperienziale / Achille o la tartaruga? Una critica al concetto di terapia open-ended: la prospettiva della Terapia Breve Strategica / Risposta agli interventi di Osimo e di Bartoletti, Psicoterapia e scienze umane. Fascicolo 4, 2005 p. 535 (Milano: Franco Angeli, 2005)
  14. ^ Ernst Bloch, Il principio speranza, Milano, Garzanti, 2005, p. 1011. ISBN 88-117-4054-1; ISBN 978-88-117-4054-4.
  15. ^ E. Bloch, Ateismo nel cristianesimo. Per la religione dell'Esodo e del Regno. "Chi vede me vede il Padre", Milano, Feltrinelli, 2005, Postfazione di Francesco Coppellotti, p. 350. ISBN 88-078-1850-7; ISBN 978-88-078-1850-9. Anteprima disponibile su Google Libri.
  16. ^ E. Bloch, Experimentum Mundi. La domanda centrale. Le categorie del portar-fuori. La prassi, Brescia, Queriniana, 1980, p. 268. ISBN 88-399-1831-0; ISBN 978-88-399-1831-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]