Suore adoratrici del Santissimo Sacramento

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Le suore adoratrici del Santissimo Sacramento sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La congregazione trae origine da quella fondata a Bergamo nel 1882 da Francesco Spinelli (1853-1913) con l'aiuto di Geltrude Comensoli (1847-1903).[2] Rimasto coinvolto nel 1889 in un fallimento e vistosi sequestrare tutti i beni, Spinelli si rifugiò con alcune suore a lui fedeli in una casa di Rivolta d'Adda intestata a suo fratello e nel 1892 la congregazione si ritrovò così divisa in due rami: quello di Bergamo diretto dalla Comensoli e quello di Rivolta guidato da Spinelli. Il ramo di Rivolta venne approvato come congregazione autonoma dal vescovo di Cremona nel 1897.[2]

L'istituto ricevette il pontificio decreto di lode l'11 dicembre 1926 e venne approvato definitivamente dalla Santa Sede il 27 febbraio 1932.[2]

Il fondatore è stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 1992[3], e santificato da Papa Francesco nel 2018.

Attività e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Le adoratrici si dedicano all'istruzione, alle opere parrocchiali e ad altre attività a favore di carcerati, tossicodipendenti, malati terminali e vittime della prostituzione.[4]

Oltre che in Italia, sono presenti in Africa (Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Senegal)[5] e America del Sud (Argentina, Colombia):[6] la sede generalizia è a Rivolta d'Adda.[1]

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 436 religiose in 59 case.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1527.
  2. ^ a b c DIP, vol. I (1974), coll. 118-120, voce a cura di P. Calliari.
  3. ^ Tabella riassuntiva delle beatificazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II, su vatican.va. URL consultato il 7-7-2009.
  4. ^ Il disagio ha un volto, su suoreadoratrici.it. URL consultato il 7-7-2009 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2012).
  5. ^ Comunità in Africa, su suoreadoratrici.it. URL consultato il 7-7-2009 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2012).
  6. ^ Comunità in America Latina, su suoreadoratrici.it. URL consultato il 7-7-2009 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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