Strategio Musoniano

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Strategio Musoniano (latino: Strategius Musonianus; floruit 337-358; Antiochia, ... – ...) fu un funzionario dell'Impero romano sotto l'imperatore Costantino I e Prefetto del pretorio d'Oriente sotto suo figlio Costanzo II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nativo di Antiochia, il suo nome originale era semplicemente Strategio o Stratego (Strategus). Oratore eloquente sia in greco che in latino, probabilmente conosceva anche l'aramaico; intelligente, mite e buon amministratore, era accusato di avarizia e di amare gli adulatori.

Ottenne il favore dell'imperatore Costantino I studiando le dottrine dei Manichei con una tale diligenza che Costantino gli diede il nome di Musonianus[1][2] e gli fece fare carriera, inviandolo come comes (ma ancora con il rango di vir perfectissimus) ad Antiochia ad indagare per l'imperatore sulle divisioni all'interno della Chiesa di quella città.[3] In qualità di proconsole di Acaia fece pressioni affinché la città di Atene offrisse una cattedra di retorica a Libanio, suo conterraneo, corrispondente e amico personale,[4] che però l'oratore rifiutò.[5]

Sostenitore della causa ariana, sotto l'imperatore ariano Costanzo II continuò la sua carriera. Nel 343 era comes e, assieme all'eunuco Esichio e a Filagrio, scortò da Filippopoli i vescovi orientali che si recavano il concilio di Serdica.[6] Raggiunse poi il prestigioso rango di Prefetto del pretorio d'Oriente, che tenne dal 354 al 358. Nel 354 fu incaricato di punire un'insurrezione avvenuta Antiochia in cui era stato ucciso il consolare di Siria Teofilo;[7] secondo Libanio agì con moderazione, secondo gli ordini imperiali; secondo Ammiano Marcellino, invece, assolse i colpevoli, che erano ricchi e ai quali tolse tutto il denaro, e trattò crudelmente i poveri, facendo condannare alcuni innocenti.[7] Nel 355 non fu in grado di difendere le proprie province dai Sasanidi; grazie ad alcune spie, riuscì a sapere che l'imperatore sasanide Sapore II era impegnato in guerra lontano dalla frontiera romana, e tentò invano di concludere una pace con il generale sasanide Tamsapore.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ammiano Marcellino xv.13.1.
  2. ^ James Noel Adams, Bilingualism and the Latin language, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0521817714, p. 10.
  3. ^ Jan Willem Drijvers, Edward David Hunt, The late Roman world and its historian: interpreting Ammianus Marcellinus, Routledge, 1999, ISBN 041520271X, p. 175.
  4. ^ Nell'epistola 430 Libanio racconta come una volta fece visita a Strategio e questi lo accolse mentre faceva il bagno recitandogli Omero.
  5. ^ Timothy David Barnes, "Structure and Chronology in Ammianus, Book 14", Harvard studies in classical philology, Volume 92, Harvard University Press, 1989, ISBN 0674379403, pp. 416-7.
  6. ^ Timothy David Barnes, Athanasius and Constantius: theology and politics in the Constantinian empire, Harvard University Press, 2001, ISBN 067400549X, p. 72; Sara Parvis, Marcellus of Ancyra and the lost years of the Arian controversy, 325-345, Oxford University Press, 2006, ISBN 0199280134, p. 210.
  7. ^ a b Ammiano Marcellino xv.13.2.
  8. ^ Ammiano Marcellino, xvi.9.2-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • Smith, William, "Musonianus", Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, volume 2, p. 1127.
  • Jan Willem Drijvers, "Ammianus Marcellinus 15.13.1-2: Some Observations on the Career and Bilingualism of Strategius Musonianus", The Classical Quarterly, New Series, Vol. 46, N. 2 (1996), pp. 532-537.
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