Strage di Treschè Conca

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Strage di Treschè Conca
Data27 aprile 1945
LuogoTreschè Conca
StatoItalia Italia
Obiettivopartigiani e civili italiani
Responsabilitruppe tedesche
Motivazioneseconda guerra mondiale
Conseguenze
Morti19

La strage di Treschè Conca fu una strage compiuta da reparti tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale il 27 aprile 1945 in località Fondi di Treschè Conca, frazione del comune di Roana, in provincia di Vicenza, in seguito ad un attacco partigiano. La strage provocò 19 vittime, tra cui 8 partigiani e 11 civili.[1][2][3]

Se si escludono le feroci rappresaglie ai danni dei partigiani dell'Altopiano dei Sette Comuni, come ad esempio l'Eccidio di Granezza, si tratta della peggior strage compiuta dalle truppe tedesche nei confronti dei civili dell'Altopiano.[1]

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

I fatti ebbero inizio, quando un gruppo di partigiani, schierati per difendere la popolazione di Fondi di Treschè Conca assaltò una colonna motorizzata tedesca.[2], causando il momentaneo sbandamento della colonna stessa[2].

La colonna di tedeschi era però composta anche da mezzi pesanti[2], schierati per supportare i veterani paracadutisti[2]. Così i tedeschi ebbero la meglio sul gruppo di partigiani[2], otto dei quali vennero uccisi sul posto[2].

In seguito, i tedeschi, per rappresaglia, rastrellarono una decina di case di Treschè Conca[1][2], uccidendo sul posto Giovanni Pellarin e la figlia diciannovenne Irma[1].

Questo il racconto dei fatti fornito da Rosi Pellarin, la figlia di Giovanni Pellarin sopravvissuta alla rappresaglia tedesca[2]:

(VEC)

«xe vignesti su da Cogollo, ‘sti bociasse, co le palotole in scarsela, sti tosati;
sete, oto partigiani, i se gavea postà là sulla strada de Laste
[…] Dopo un'ora no ghe jera pì ne me sorella e gnanca luri!
Mi son qua par miracolo»

(IT)

«Sono venuti su da Cogollo, questi ragazzi, con le pallottole in tasca, questi ragazzi;
sette, otto partigiani, si erano appostati là sulla strada di Laste
Dopo un'ora, non c'erano più né mia sorella, né loro
Io sono qua per miracolo»

Dalle case vennero poi prelevati nove ostaggi, che furono in seguito fucilati in località Cavrari di Treschè Conca.[1]

Le persone che furono fucilate erano in parte persone del luogo, in parte persone giunte sull'Altopiano di Asiago dopo aver abbandonato le terre dell'Istria e della Dalmazia.[1][3]

Le vittime[modifica | modifica wikitesto]

Vittime civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Biekar, 59 anni, originario di Trieste[3]
  • Rocco Cossovich Pellegrini, 48 anni, originario di Lussingrande (Pola)[3]
  • Rocco Dadich, 35 anni, originario di Zara[3]
  • Mario Frigo, 27 anni[3]
  • Mario Mattioli, originario di Sacile[3]
  • Giovanni Pellarin, di Treschè Conca[3]
  • Irma Pellarin, 19 anni, di Treschè Conca[3]
  • Giovanni Giobatta Panozzo, 71 anni, di Treschè Conca[3]
  • Giovanni Lughetto Panozzo, 50 anni, di Treschè Conca[3]
  • Giovanni Usmiani, 44 anni, originario di Zara[3]

La memoria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979, fu eretto sul luogo dell'esecuzione un cippo in memoria delle vittime.[1]

Il cippo non reca i nomi delle vittime.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]