Strage della caserma di Anghiari

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Strage della caserma di Anghiari
TipoEsplosione
Data18 agosto 1944
10:30
LuogoAnghiari
StatoItalia Italia
ObiettivoCaserma dei Carabinieri
ResponsabiliTruppe naziste
Conseguenze
Morti15 + 1
Feriti2

La strage della caserma di Anghiari fu un eccidio causato dall'esplosione di una bomba piazzata nei pressi della Caserma dei Carabinieri di Anghiari da truppe naziste in ritirata[1]. La detonazione avvenne il 18 agosto 1944, causando l'uccisione di tre Carabinieri e dodici civili e il ferimento grave di altri due militari[2].

La caserma fu minata entro il 29 luglio 1944, data della liberazione di Anghiari dall'occupazione nazifascista. Alcuni ipotizzano[3] che i Tedeschi avessero piazzato il tritolo pensando che l'edificio sarebbe stato utilizzato dal comando inglese. Invece, al momento dello scoppio (alle 10,30 della mattina del 18 agosto), nella caserma si trovavano cinque Carabinieri, la donna delle pulizie e quattro fermati[4]. Di essi si salvarono, pur riportando serie lesioni, solo due militari. Altre sette persone morirono nel crollo di un edificio attiguo alla caserma[5].

Le vittime[modifica | modifica wikitesto]

I quindici deceduti furono il maresciallo Adamo Capulzini (n. 1899), il vice brigadiere Saverio Faraone (1909), il carabiniere Girolamo Fiorini (1907), Teresa Pieracci (1886), il partigiano Pasquale Meoni (1912), Probo Palombini (1886) con i figli Roberto (1927) e Arnaldo (1930), Mafalda Iolanda Leucalitti (1935), Elena Bartolomei (1894), Dante Giuseppe Meoni (1905), Ida Salleolini (1868), Maria Giuseppa Locci (1874), Teresa Socali (1904) e Marietta Inci (1885)[5]. In un breve rapporto, datato 30 agosto 1944, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Taddeo Orlando parla di 16 morti. Ci sarebbe stato anche un soldato italiano non identificato, del quale però nessuno ha mai trovato traccia[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Brizzi, La villa sul poggio, Città di Castello, I.T.E.A., 2003.
  2. ^ Gino Dente, 18 agosto 1944. Il sacrificio di sangue dei Carabinieri e Civili ad Anghiari, 2009.
  3. ^ Carlo Brizzi, cit.
  4. ^ Giuseppe Bartolomei, I sentieri della guerra, Città di Castello, I.T.E.A., 1994. Carlo Brizzi, op.cit., spiega che nella caserma «erano racchiusi alcuni fascisti, sorvegliati da due partigiani e dai carabinieri».
  5. ^ a b Gino Dente, op.cit.
  6. ^ Daniele Finzi, Una strage dimenticata. Anghiari, 18 agosto 1944, Grafiche Borgo, Sansepolcro, 2010, pag. 101

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Loris Babbini, Alberto Benedetti, La Misericordia di Anghiari, Anghiari, Cassa Rurale ed Artigiana di Anghiari, 1987.
  • Giuseppe Bartolomei, I sentieri della guerra, Città di Castello, I.T.E.A., 1994.
  • Carlo Brizzi, La villa sul poggio, Città di Castello, I.T.E.A., 2003.
  • Gino Dente, 18 agosto 1944. Il sacrificio di sangue dei Carabinieri e Civili ad Anghiari, 2009.
  • Daniele Finzi, Una strage dimenticata. Anghiari, 18 agosto 1944, Grafiche Borgo, Sansepolcro, 2010.