Sopraffusione

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Fenomeno della sopraffusione rappresentato in un grafico; l'asse delle ascisse corrisponde al tempo, quello delle ordinate alla temperatura.

La sopraffusione[1], soprafusione[2][3][4] o sottoraffreddamento è il processo di raffreddamento di un liquido al di sotto della sua temperatura di solidificazione, senza che avvenga effettivamente la solidificazione stessa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo fenomeno si osserva principalmente nei polimeri, materiali formati da macromolecole impedite nella cristallizzazione da fenomeni sterici, oppure, nel caso di materiali composti da piccole molecole, nei liquidi puri e perfettamente in quiete.

Nel secondo caso, se si perturba lo stato di quiete (agitando il liquido introducendovi un corpo estraneo) si provoca l'immediata solidificazione del materiale e l'aumento della sua temperatura fino al punto di solidificazione. Ciò che si viene a creare è una situazione instabile da un punto di vista termodinamico, cioè il liquido è in condizione metastabile. Questo comportamento è dovuto al fatto che anche i movimenti su scala molecolare, cioè traslazionali, rotazionali e vibrazionali subiscono un brusco rallentamento. Le molecole non hanno dunque il tempo (cinetica) per cambiare posizione, ed ordinarsi in un reticolo cristallino stabile da un punto di vista termodinamico (che può essere individuato sul diagramma di stato).

Nel caso particolare dei metalli liquidi e dei polimeri in corso di solidificazione, si definisce grado di sottoraffreddamento, o semplicemente sottoraffreddamento (o grado di sopraffusione), la differenza fra la temperatura alla quale è stata sottoraffreddata una data sostanza e quella a cui inizia effettivamente la solidificazione del liquido (temperatura di equilibrio). Tale grandezza dipende dal grado di purezza del metallo e dalla velocità di asportazione del calore dal bagno liquido.

Acqua sopraffusa[modifica | modifica wikitesto]

Con acqua sopraffusa o soprafusa (supercooled water) si intende il fenomeno per il quale l'acqua rimane liquida a temperature inferiori a 0 °C.

Approfondimento[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno dell'acqua sopraffusa si verifica a causa delle dimensioni delle gocce d'acqua: una goccia che sia molto piccola ha la proprietà di avere una tensione superficiale tale da non farla ghiacciare. Altre condizioni da rispettare perché il fenomeno avvenga sono la purezza dell'acqua, che deve quindi essere priva di sali e il raffreddamento, che deve avvenire in uno stato di quiete.

L'acqua sopraffusa è una condizione estremamente instabile e ha la proprietà di solidificare a contatto con altri oggetti[5]. Anche le vibrazioni possono portare alla solidificazione immediata della goccia. Il cristallo di ghiaccio ha una struttura cristallina differente rispetto ai cristalli di ghiaccio classici. Il cristallo di ghiaccio muta forma a seconda della temperatura dell'acqua sopraffusa da cui deriva[6]:

  • intorno ai −6 °C si ha una piastrina che cresce nel senso dello spessore, formando sottilissimi aghi di sezione esagonale
  • intorno ai −10 °C l'aumento della dimensione dei cristalli avviene nel senso delle dimensioni maggiori dell'esagono iniziale, formando piastrine esagonali più ampie (il calore latente di fusione alla pressione di 1 atm e alla temperatura di -10 °C è 79.8 cal/g)
  • intorno ai −15 °C la crescita avviene sui vertici del perimetro del cristallo, con la formazione di dendriti che danno alla piastrina iniziale la forma di stella a sei punte
  • oltre i −20 °C la crescita del cristallo avviene in altezza, creando esagoni cavi internamente

Il fenomeno per il quale l'acqua sopraffusa congela istantaneamente al contatto con un solido prende il nome di gelicidio[7].

Nelle nubi fredde (con temperatura inferiore a 0 °C) le goccioline d'acqua sono relativamente comuni a temperature fra gli 0 °C e i −12 °C. È più difficile trovare tale fenomeno tra i −12 °C e i −20 °C. È molto raro che il fenomeno si presenti tra i −20 °C e i −40 °C, mentre è molto difficile trovare goccioline sopraffuse sotto −40 °C, dato che gli esperimenti hanno evidenziato come una gocciolina del diametro di 5 µm congeli spontaneamente a quella temperatura[8].

Problemi pratici[modifica | modifica wikitesto]

Le nubi contenenti acqua sopraffusa possono essere pericolose per gli aerei che le attraversano. La tendenza quasi istantanea a formare una pellicola di ghiaccio dell'acqua sopraffusa a contatto con un solido può provocare il blocco dei comandi o appesantire sensibilmente il mezzo[9].

La presenza di acqua sopraffusa è spesso sintomo di grandine[10], in quanto l'acqua sopraffusa è tipica delle nubi cumuliformi.

Il fenomeno della sopraffusione dell'acqua inoltre interviene nella formazione del ghiaccio ancorato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini e Pietro Fiorelli, Il DOP. Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2ª ed., Roma, ERI, 1981.
  2. ^ La nuova enciclopedia delle scienze, Milano, Garzanti, 1988, p. 1339.
  3. ^ Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli, Dizionario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 1971, p. 2270.
  4. ^ Italo Sordi (a cura di), Dizionario enciclopedico dei termini scientifici della Oxford University Press, traduzione di Paolo Schiannini, Milano, Rizzoli, 1990, p. 717, ISBN 88-17-14522-X. 1ª ed. originale: (EN) Alan Isaacs, John Daintith e Elizabeth Martin (a cura di), Concise Science Dictionary, Aylesbury, Market House Books Ltd., 1990.
  5. ^ Acqua, MSN Encarta. URL consultato il 31 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2009).
  6. ^ Conoscere la neve, snobord.it. URL consultato il 31 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2009).
  7. ^ Una delle cose più bizzarre della chimica, IlMeteo.it, 20 settembre 2007. URL consultato il 31 dicembre 2008.
  8. ^ Mario Giuliacci (a cura di), Manuale di meteorologia, Milano, Alpha Test, 2005, p. 483.
  9. ^ Meteoservice Staff, Un fenomeno che mi ha sempre affascinato: acqua sopraffusa[collegamento interrotto], Meteoservice.it, 19 maggio 2007. URL consultato il 31 dicembre 2008.
  10. ^ Come si forma – MeteoGrandine, su meteograndine.com, 31 dicembre 2008. URL consultato il 14 ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]