Skyway Monte Bianco

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Skyway Monte Bianco
Cabina Skyway Monte Bianco.jpg
Una delle cabine dell'impianto
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCourmayeur
Dati tecnici
TipoFunivia
Stato attualeIn funzione
Apertura1941
Riapertura2015
Velocità9 m/s m/s
GestoreFunivie Monte Bianco S.p.A.
Percorso
Stazione a valleCourmayeur
Stazione a montePunta Helbronner
Numero di stazioni e fermate3 (Courmayeur, Pavillon, Punta Helbronner)
Tempo di percorrenza4 min primo tronco (da Courmayeur a Pavillon), 7 min secondo tronco (da Pavillon a Punta Helbronner) minuti
Lunghezza4.500 m
Dislivello2.166 m
DintorniDente del Gigante
Grandes Jorasses
Chamonix
Val Veny
Percorso Skyway Monte Bianco vista frontale.jpg
Percorso e luoghi di interesse della funivia Skyway Monte Bianco
Trasporto a fune

La Skyway Monte Bianco è un impianto di risalita funiviario italiano situato nella regione Valle d’Aosta che permette di raggiungere il punto più vicino alla vetta del Monte Bianco, partendo dai 1.300 metri di Courmayeur per arrivare ai 3.466 metri di Punta Helbronner.

L'impianto[modifica | modifica wikitesto]

L’impianto nasce da una visione diversa e avveniristica rispetto alla tradizionale concezione di opere di questo genere. La sua vera innovazione, al di là dell’aspetto architettonico, è stata quella di riuscire a portare in altissima quota tutti coloro che amano la montagna, attraverso un mezzo di trasporto comodo e accessibile a tutti.

Le attuali funivie italiane sono state inaugurate il 30 maggio 2015 e oggi comprendono 3 stazioni:

  • Courmayeur ("The Valley"): è la stazione di valle e punto d’accoglienza, situata a ovest dell’abitato di Entrèves. Comprende un grande parcheggio interrato per l’accoglienza dei visitatori, gli spazi amministrativi della società esercente, la sala macchine, l’officina di stazione, i depositi e i magazzini.
  • Pavillon ("The Mountain"): è il punto di interscambio fra il primo e il secondo tronco della funivia, dove i passeggeri possono trovare ampi spazi di sosta, intrattenimento e ristoro, prima di affrontare la seconda parte della salita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il sogno del Conte Dino Lora Totino[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre appassionato di montagna, l’ingegnere Dino Lora Totino, futuro Conte di Cervinia, nel 1934 cominciò a studiare e progettare un collegamento tra il versante italiano del Cervino e il centro turistico di Zermatt. Vistosi negare il progetto dalle autorità svizzere, il Conte trovò nuove speranze con l’apertura della linea Chamonix-Auguille du Midi.

È proprio in quegli anni che nacque l’idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose, Courmayeur e Chamonix. La convenzione per la costruzione della funivia tra il Demanio militare e la società di Lora Totino venne firmata il 21 settembre del 1940. A causa dell’entrata in guerra dell’Italia, però, i tempi di realizzazione dell’opera subirono bruschi rallentamenti.

Nel 1941 venne realizzato il primo tratto della funivia che portava dalla frazione La Palud di Courmayeur (a quota 1.370 metri) al Pavillon du Mont Fréty (a quota 2.173 metri). Solo successivamente, nel 1946, venne completato il secondo tratto fino al Rifugio Torino (a quota 3.329 metri), con una lunghezza complessiva di quattro chilometri.

Inaugurazione[modifica | modifica wikitesto]

La funivia venne collaudata per l’apertura al pubblico nel 1947. Da quel momento in avanti, a guerra ormai finita, il Conte Lora Totino decise di aprire un’altra strada sul Monte Bianco, questa volta sul versante francese. Il suo obiettivo era realizzare la più alta funivia del mondo che da Chamonix portasse fino all’Aiguille du Midi (a quota 3.842 metri). Arrivò addirittura a confidare al consigliere generale dell’Alta Savoia, Philippe-Edmond Désailloud, il suo grande sogno:

Vedrà: faremo il giro del Monte Bianco attraversandolo da sotto e tornando indietro da sopra: sarà il più grande “carrousel” del mondo! - Conte Dino Lora Totino

La costruzione degli impianti funiviari del versante francese da Chamonix a Plan de l’Aiguille venne completata e aperta al pubblico nel 1956.

Panoramic Mont Blanc[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 si aprì il cantiere dell’ultimo tratto di funivia sul versante italiano, che avrebbe collegato il Rifugio Torino all’Aiguille du Midi, passando per Punta Helbronner e il Gros Rognon. Un’impresa tutt’altro che semplice, che prendeva in considerazione un tratto lungo 5.093 metri, con un dislivello di 311 metri.

Per realizzarlo furono necessarie soluzioni all’avanguardia, che tanto si devono alla capacità ingegneristica di Vittorio Zignoli:

Esaminando tutte le possibilità abbiamo visto che appendendo delle scarpe aeree a un sistema di tre funi assicurate a delle rocce che si trovavano lateralmente alla nostra linea, e quindi con un percorso semitrasversale rispetto ad essa, avremmo potuto avere il sostegno necessario ad evitare che le funi si adagiassero sulle nevi del Col del Flambeaux. […] Questa applicazione nuova ci ha consentito di dare una grande garanzia di sicurezza all’appoggio della fune, perché anche nel caso della tormenta più violenta non può scarrucolare dalla scarpa. - Vittorio Zignoli

Nel 1957 venne finalmente inaugurata la “Liaison”. Quello stesso anno, il Conte Lora Totino vendette le azioni della società al Conte Titta Gilberti.

L’attuale funivia[modifica | modifica wikitesto]

Per oltre 60 anni l’impianto contribuì in maniera determinante all’immagine e allo sviluppo turistico ed economico di questa porzione di Alpi. Per questo motivo, alle soglie del nuovo millennio, cominciò a farsi strada il progetto per la costruzione di un nuovo impianto, che sostituisse quello creato negli anni ’40, rendendolo ancora più sicuro e grandioso.

I lavori di costruzione dell’attuale funivia iniziarono nel marzo del 2011 e si conclusero quattro anni dopo con l’apertura al pubblico avvenuta il 30 maggio 2015.

Tecnologia all’avanguardia e un occhio attento alla sostenibilità[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione dell’impianto funiviario ha richiesto materiali come acciaio, vetro, legno, calcestruzzo, alluminio, titanio e pietra. Tutti sapientemente lavorati da una buona dose di talento e soluzioni geniali e innovative.

Il progetto implicava l’inserimento di un sistema complesso con una forte componente tecnologica, in uno scenario montano tra i più alti ed estremi d’Europa. Per questo tutte e tre le stazioni Skyway presentano una forma diversa e adatta alla propria posizione e funzione.

Courmayeur The Valley presenta una forma a onda architettonica che la rende estremamente sicura, ma al tempo stesso leggera. Ideale per affrontare raffiche di vento e valanghe.

Diverso il progetto della seconda stazione per la quale è stata scelta una forma a occhio, puntato sulle bellezze della Val Veny. L’imponente struttura è, infatti, ricca di spazi vetrati e panoramici, mentre tutte le aree di servizio sono sotterranee. L’ultima stazione è disposta invece su quattro livelli visitabili, realizzati su una superficie di 2.250 metri quadrati.

Infine, un capitolo a parte meritano le quattro cabine Carvatech, veri capolavori dell’impianto funiviario. Si tratta di cabine rotanti, in grado di compiere un giro su se stesse durante la salita. I vetri che le ricoprono scendono fino al pavimento, offrendo una visione totale, e sono dotati di sistema antiappannante. Fondamentali anche i pannelli radianti sotto il pavimento, che eliminano la formazione del ghiaccio e possibili pericoli per i passeggeri sprovvisti di tenuta da montagna.

Ma la vera innovazione di Skyway Monte Bianco sta nel suo DNA rispettoso dell’ambiente. Da anni infatti è previsto il recupero dell’energia elettrica prodotta dalle funivie e del calore all’interno delle cabine, attraverso le ampie vetrate che ne evitano la dispersione. Le tre stazioni sono riscaldate con pannelli a pavimento e a parete di tipo radiante.

È stata la prima funivia made in Italy a dotarsi di un bilancio di sostenibilità che ripercorre i primi 3 anni di attività e delinea le strategie di sviluppo sostenibile da qui al 2022.

Vivere Skyway Monte Bianco[modifica | modifica wikitesto]

L’impianto a fune è accessibile tutto l’anno, ad eccezione del mese di novembre in cui Funivie Monte Bianco effettua tutti i controlli e le manutenzioni periodiche, ospita centinaia di eventi e offre una serie di esperienze e attività dedicate a tutti i visitatori.

Hangar 2173[modifica | modifica wikitesto]

All’interno di questo spazio è possibile rivivere la storia della funivia e salire a bordo di una vecchia cabina per ripercorrere sulla propria pelle le emozioni del passato. L’esploratore che entra nell’Hangar si prepara a compiere un suggestivo viaggio della memoria a ritroso nel tempo: una timeline accompagnerà il pubblico narrando gli avvenimenti a partire dall’inaugurazione di Skyway Monte Bianco nel 2015 fino ad arrivare al 1941, anno di inizio del cantiere per tendere la prima fune sul Monte Bianco.

Sala conferenze La Verticale[modifica | modifica wikitesto]

Uno spazio esclusivo, con vista spettacolare sulla valle e sulle Alpi, che può ospitare 80 posti a sedere, oltre 6 posti riservati a relatori. La sala è dotata di schermo, strumenti audio e video ad alta risoluzione. Inoltre, comprende un’area coffee break dedicata per le pause dei presenti.

Cinema alpino[modifica | modifica wikitesto]

È dotato di 148 posti a sedere, uno schermo di 10m x 5.4m microforato fonotrasparente, un paco di 10m x 2,3 m, un sistema multicanale Dolby Labs, diffusori, amplificazione, proiettore cinema e proiettore conferenza.

Food Experience[modifica | modifica wikitesto]

Ogni stazione ospita zone di ristoro dedicate ai visitatori. Lo Skyway Cafè, posizionato nella prima stazione a Courmayeur, è uno spazio modernamente arredato dov’è possibile fermarsi prima di cominciare la salita o, al rientro, per godere di una pausa prima di rimettersi in viaggio.

Nella seconda stazione è possibile scegliere tra il menu del Ristorante Alpino firmato dallo Chef Gourmet Agostino Buillas e il Mountain Bar. Infine, il Bistrot Panoramic, all’interno della terza stazione a Punta Helbronner, offre ristoro a più di 3.000 metri di altitudine. Ospita un angolo interamente allestito da Kartell ed è disponibile dalla prima edizione di Courmayeur Design Week-end.

Cave Mont Blanc[modifica | modifica wikitesto]

Da 30 anni, la Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle soc. coop. è impegnata nella produzione di vino spumante a Metodo Classico. Negli ultimi 10 anni si è concentrata nella sperimentazione e produzione di spumante ad alta quota.

Skyway Boutique[modifica | modifica wikitesto]

Uno spazio dove trovare prodotti tipici, oggetti di artigianato e Gift Box da regalare o portare con sé per ricordare l’esperienza vissuta.

Mostra dei cristalli[modifica | modifica wikitesto]

Un’area dedicata alla mostra di pezzi unici che raccontano i tesori nascosti del Monte Bianco: cristalli ialini, quarzi fumè, morioni e molto altro, raccolti per secoli da cercatori e appassionati.

Giardino botanico Saussurea[modifica | modifica wikitesto]

Un luogo incontaminato, a oltre 2.000 metri di altitudine, dov’è possibile ammirare più di 900 specie di piante alpine su una superficie di 6.500 metri quadrati. Il giardino Saussurea prende il nome dal fiore Saussurea alpina, chiamato così in onore dell'alpinista e naturalista svizzero Horace Benedict de Saussure che fu anche il promotore della prima ascesa al Monte Bianco nel 1786.

Galleria fotografica Il Risveglio del Sublime[modifica | modifica wikitesto]

Una mostra dedicata a grafiche e fotografie del Monte Bianco, curata da Glorianda Cipolla e Walter Guadagnini, per descrivere un paesaggio ricco di sfumature e significati attraverso l’arte.

Mostra Paul Helbronner e il Monte Bianco[modifica | modifica wikitesto]

Una mostra dedicata a Paul Helbronner, alpinista, ingegnere e fautore dell’opera Description Géométrique Détaillée des Alpes Françaises, in cui realizzò una prospezione topografica delle Alpi francesi e del Monte Bianco.

La mostra, aperta al pubblico dal 13 giugno 2020, è curata da Gioachino Gobbi e raccoglie antichi sistemi di misurazione alpini, attrezzature alpinistiche, documenti, fotografie e stampe che celebrano la vita e il lavoro di questo arduo geodeta.

LaFeltrinelli 3466[modifica | modifica wikitesto]

È la libreria Feltrinelli più alta d’Europa, con 1.726 libri suddivisi in percorsi tematici che spaziano dai best seller d’alta quota ai libri illustrati di montagna, fino a volumi narrativi, enogastronomici e letture per i ragazzi.

Numeri chiave[modifica | modifica wikitesto]

I dati qui riportati sono tratti integralmente dal libro Il respiro del cielo.

Panoramica

  • Lunghezza percorso tratto italiano: 4.500 m. (dislivello: 2.137 m.)
  • Quota stazione di arrivo: 3.449,24 m s.l.m. / a.s.l.
  • Quota stazione di partenza: 1.308,20 m s.l.m. / a.s.l.
  • Media giornaliera di accessi alla struttura: 3.000 visitatori
  • Tempi ascesa: il percorso in salita richiede 4 minuti per il primo tronco e 7 per il secondo. Aggiungendo 2 minuti teorici per il passaggio da una cabina all’altra, in soli 15 minuti si può compiere l’intero percorso.
  • Velocità: la velocità di marcia è di 9 metri al secondo.

Piloni di sostegno: il secondo tronco è caratterizzato da 2 piloni, uno dei quali alto 100 metri e poggiato su un’area di 700 metri quadrati.

Realizzazione e amministrazione nuovo impianto[modifica | modifica wikitesto]

Anno di costruzione: 2011

Anno di inaugurazione: 2015

Architetto: Carlo Cillara Rossi

Ingegnere: Marco Petrella

Costruttore: Flavio Bertino

Amministratore Delegato: Roberto Francesconi

Presidente del Consiglio di Amministrazione: Federica Bieller

Consiglieri: Mauro Joyeusaz, Ferruccio Gilberti, Paola Lavinia Maganzini, Albert Tamietto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Corradino e Valeria De Vecchi, Il respiro del cielo. Skyway Monte Bianco dalla storia al futuro, La Stampa, 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]