Silani

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I silani sono composti del silicio del tutto analoghi agli alcani, con la differenza che la catena di atomi di carbonio tipica degli alcani è sostituita da una catena di atomi di silicio;[1] tali atomi di silicio sono legati covalentemente ad atomi di idrogeno. La formula generale di un silano è SinH2n+2.[1]

Il più semplice di essi è il silano, SiH4, omologo del metano.

I silani tendono ad essere meno stabili dei loro corrispondenti idrocarburi perché il legame Si-Si è leggermente meno forte del legame di C-C. L'ossigeno decompone facilmente i silani, perché il legame tra silicio e ossigeno è abbastanza stabile.

Nomenclatura[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una nomenclatura normale per i silani: il nome di ogni silano si compone del termine silano preceduto da un prefisso numerico di derivazione greca(di-, tri-, tetra-, ecc.) ad indicare il numero di atomi di silicio nella molecola. Così Si2H6 è il disilano, Si3H8 è il trisilano, e così via. SiH4 si chiama semplicemente silano.

I silani possono anche essere chiamati come qualunque altro residuo inorganico: in tal caso, il silano (SiH4) è chiamato tetraidruro di silicio. Tuttavia, con i silani più lunghi, questo sistema diventa complicato.

Un ciclosilano è un silano chiuso ad anello, esattamente come un cicloalcano è un alcano chiuso ad un anello.

I silani ramificati sono anch'essi possibili. In nomenclatura questo introduce i radicali detti silili: SiH3- (radicale di SiH4) è denominato silile, Si2H6- disilile ecc. Pertanto un trisilano con un radicale silile fissato all'atomo di silicio centrale sarà nominato 2-sililtrisilano, analogamente a quanto avviene con gli alcani.

I silani possono anche prendere gli stessi gruppi funzionali degli alcani (ad esempio: -OH per fare un silanolo). C'è (almeno in linea di principio) un silano analogo per tutti gli alcani del carbonio.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Esistono numerose applicazioni industriali e mediche per i silani. Per esempio, i silani sono usati come agenti di accoppiamento per far aderire le fibre di vetro alla matrice di un polimero, stabilizzando il composito. Possono anche essere usati per accoppiare uno strato biologicamente inerte su una protesi di titanio.

Altre applicazioni includono repellenti dell'acqua, protezione delle superfici degli edifici (ad esempio nel controllo dei graffiti) e come sigillante.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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