Si comprehendis non est Deus

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Si comprehendis non est Deus è una locuzione latina usata da Agostino di Ippona nel Sermone 52[1] che significa "Se dichiari di poter comprendere Dio, allora ciò che dichiari di aver compreso non è Dio" (letteralmente: "se comprendi, non è Dio").

Il passaggio completo del sermone, in cui Agostino introduce questo concetto, recita:

(LA)

«Quid ergo dicamus, fratres, de Deo? Si enim quod vis dicere, si cepisti, non est Deus: si comprehendere potuisti, aliud pro Deo comprehendisti. Si quasi comprehendere potuisti, cogitatione tua te decepisti. Hoc ergo non est, si comprehendisti: si autem hoc est, non comprehendisti. Quid ergo vis loqui, quod comprehendere non potuisti?»

(IT)

«Cosa potremo dunque dire di Dio? Poiché se tu dichiari di poterne dare una definizione, quella non sarebbe la definizione di Dio. Se tu dichiari di aver compreso cosa Dio sia, ciò significa che tu hai compreso qualcosa di diverso e che non è Dio. Se tu dichiari di averlo compreso con il pensiero, ciò significa che con tale pensiero hai voluto ingannarti. Ciò, quindi, non è Dio, se dichiari di averlo compreso. E se lo è, allora non puoi averlo davvero compreso. Perché dunque vuoi parlare di ciò che non hai potuto comprendere?»

(Agostino di Ippona, Sermo 52, 16: PL 38, 360)

Il passaggio rappresenta il fondamento concettuale della Teologia negativa cristiana. Nel Noncognitivismo teologico, l'intero passaggio è considerato privo di significato razionale, alla stessa stregua di un paradosso, un gioco linguistico o un'espressione poetica[2][3].

Papa Benedetto XVI, nella sua Lettera Enciclica "Deus caritas est"[4][5][6], in un passo in cui commenta il tema dell'apparente incomprensibilità della sofferenza nel libro di Giobbe, fa uso dell'espressione di Agostino per indicare come la razionalità sia insufficiente per spiegare le concezioni di fede della religione cattolica.

Nel suo intervento alla Summer School 2008 della Fondazione Magna Carta, "Religioni, verità, libertà", il cardinal Angelo Scola, Patriarca di Venezia, paragona il "si comprehendis, non est Deus" agostiniano ad un'espressione di Abū Bakr, primo califfo dell'Islam nel settimo secolo:[7]

«Sia lode a Colui che non ha dato alle sue creature altre vie per conoscerlo se non la loro incapacità di conoscerlo»

In La via della verità[8], Rino Fisichella sostiene che «l'insegnamento di Gesù non potrebbe mai esser espresso in maniera coerente dallo scritto» e riconduce l'espressione agostiniana alle parole del dottore della Chiesa Gregorio Nazianzeno secondo cui

«È impossibile esprimere Dio, ma è ancora più impossibile comprenderlo»

(Discorso 28,4; PG 36,29ss)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Agostino di Ippona, Sermo 52, 16: PL 38, 360.
  2. ^ The Argument From Non-Cognitivism, di James Lazarus, relativamente al noncognitivismo teologico secondo George H. Smith.
  3. ^ Atheism, Agnosticism, Noncognitivism (1998) di Theodore M. Drange, spiegazione esauriente e sistematica delle differenze tra noncognitivismo teologico, ateismo, agnosticismo, teismo e non-teismo.
  4. ^ Lettera Enciclica "Deus caritas est"
  5. ^ Conferenza stampa di presentazione[collegamento interrotto] dell'enciclica Deus caritas est di papa Benedetto XVI
  6. ^ Le citazioni di Agostino[collegamento interrotto] riportate nell'enciclica Deus caritas est di papa Benedetto XVI
  7. ^ Cit. in G. Scattolin, Esplorando l'interiorità umana, in Oasis IV (2008) n. 7, 104
  8. ^ La via della verità, di Rino Fisichella

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