Shōbōgenzō

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La Custodia della Visione del Vero Dharma
Titolo originale 正法限蔵, Shōbōgenzō
Autore Eihei Dōgen
1ª ed. originale 1253
Genere Trattato
Sottogenere religioso
Lingua originale giapponese

Shōbōgenzō (正法限蔵), La Custodia della Visione del Vero Dharma (o Il Tesoro dell’Occhio del Vero Dharma, secondo un'altra possibile traduzione) è il titolo dell'opera maggiore di Eihei Dōgen (1200-1253) monaco buddista giapponese, una delle figure spirituali più significative dell'Estremo Oriente cui si rifà idealmente il Sōtō Zen, una delle scuole del buddismo zen giapponese.

Esistono diverse redazioni dell'opera che, secondo le intenzioni dell'autore, avrebbe dovuto essere composta di cento sezioni o libri: ne restano oggi numerose edizioni più o meno inclusive, che vanno dalle dodici sezioni (le ultime in ordine di tempo redatte dall'autore) alla più ampia, composta da novantacinque libri.

Il titolo scelto da Dōgen non è originale ma è ripreso da altre opere della Cina del periodo Song (960-1279) e richiama l'Occhio del Vero Dharma, ovvero la visione di Buddha, il risvegliato, colui che apre gli occhi alla realtà autentica (dharma).

Il contenuto dell'opera[modifica | modifica sorgente]

È evidente dunque l'intenzione di chi utilizza questo titolo, e dunque anche di Dōgen, di scrivere una summa del vero insegnamento buddista. Ogni sezione parte da un particolare punto di osservazione della realtà, solitamente usando come traccia espressioni di antichi sūtra indiani e cinesi o espressioni caratteristiche di famosi monaci e maestri del passato.

Gli argomenti trattati vanno dal tempo alla vita e morte, dalla pratica religiosa al funzionamento intrinseco della realtà, dalla natura alla legge di causa effetto, ognuno analizzato, scrutato ed esposto con un rigore logico che è insieme caratteristico e peculiare dell'Autore e fonte di ispirazione non solo per chi segue esplicitamente la Via buddista ma anche per pensatori e filosofi delle più varie formazioni.

Approfondimenti[modifica | modifica sorgente]

Gli studi sullo Shōbōgenzō conoscono una particolare fioritura a partire dal XVIII secolo e soprattutto dopo l'apertura del Giappone all'influenza occidentale anche sul piano filologico e metodologico. Oggi molti sono gli studi e gli approfondimenti dello Shōbōgenzō in Giappone, negli Stati Uniti d'America e in Europa, sia a livello accademico filosofico sia a livello della riflessione religiosa.

Il maestro zen Gudo Nishijima roshi, avendone iniziato lo studio con Sawaki Kōdō, ha sviluppato una esegesi quadropartita nella quale osserva il Dogen esporre l'aspetto ideologico, poi materiale, in terza posizione nel modo dell'azione ed infine poetico, per poter rappresentare l'ineffabilità della realtà. La sua versione dell'opera è oramai disponibile in giapponese moderno, in inglese, in tedesco ed in spagnolo, queste ultime ad opera dei suoi allievi occidentali.

Struttura dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Lo Shobogenzo esiste in parecchie versioni, le tre principali sono l'edizione in 12 capitoli, l'edizione in 75 capitoli e l'edizione in 95 capitoli. Le prime due sono edizioni antichissime che non furono mai stampate, ma furono tramandate attraverso copie manuali. L'edizione in 95 capitoli include tutti i capitoli delle altre due edizioni con una eccezione: il capitolo intitolato Ippyaku Hachi Homyo Mon. Questa edizione, essendo la più completa, fu pubblicata nell'era di Genroku (1688- 1704) e fu stampata su tavole di legno nel 1816. Ciò ebbe per effetto di fissarne i contenuti a quello stadio, e fu questa edizione che divenne la versione studiata in Giappone a partire da questo momento sino alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, certi giovani studiosi dell'epoca stabilirono che l'edizione in 75 capitoli fosse quella più genuina, poiché stesa dallo stesso Maestro Dogen. Scoprirono una vecchia copia che constava di 75 capitoli, che stabilirono fossero stati scritti dalla stessa mano di Dogen Zenji. Una successiva analisi sulla scrittura del testo fece nascere dubbi su questa pretesa, che ancora oggi attende di venir confermata.

Titoli dei capitoli

  1. GENJOKOAN: La legge realizzata dell'Universo.
  2. MAKA HANNYA HARAMITSU: La realizzazione della Grande Saggezza del Buddha.
  3. BUSSHO: La Natura-di-buddha.
  4. SHINJIN GAKUDO: Studiare con corpo e mente.
  5. SOKUSHIN ZE BUTSU: La mente qui ed adesso è Buddha.
  6. GYOBUTSU IGI: Il corretto contegno del Buddha che agisce.
  7. IKKAMYOJU: Una perla splendente.
  8. SHINFUKATOKU: La mente non può essere afferrata.
  9. KOBUSSHIN: La Mente dell'immutabile Buddha.
  10. DAIGO: La grande Illuminazione.
  11. ZAZENGI: La pratica dello Zazen.
  12. ZAZENSHIN: Indicazioni per lo Zazen
  13. KAI-IN ZANMAI: Sagara Mudra Samadhi,(Samadhi impronta di oceano).
  14. KUGE: Fiori nel cielo
  15. KOMYO: Luce infinita
  16. GYOJI: L'azione morale e l'osservanza dei precetti (I)
  17. GYOJI: L'azione morale e l'osservanza dei precetti (II)
  18. INMO: Quiddità.
  19. KAN-NON: Il Bodhisattva Avalokitesvara
  20. KOKYO: Lo specchio eterno.
  21. UJI: Esistenza-tempo.
  22. ZENKI: La totale attività di vita e morte.
  23. TSUKI: Completa Realizzazione.
  24. GABIŌ. Il dipinto di una torta di riso.
  25. KEISEI SANSHOKU: I suoni dei torrenti vallivi, le forme dei monti.
  26. .....................................
  27. .....................................
  28. .....................................

... 91.. SHŌJI: Vita e morte.

N.B: ELENCO DA COMPLETARE

Bibliografia: traduzioni italiane dall'originale[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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