Savuto

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Savuto
Dettagli
StatoItalia Italia
Resa (uva/ettaro)110 q
Resa massima dell'uva70,0%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
11,5%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
12,0%
Estratto secco
netto minimo
20,0‰
Riconoscimento
TipoDOC
Istituito con
decreto del
19/05/1975  
Gazzetta Ufficiale del03/11/1975,
n 291
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Il Savuto è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Catanzaro e Cosenza.

Secondo il disciplinare, i vitigni previsti per il rosso e il rosato sono: Gaglioppo fino al 45%, Aglianico fino al 45%, Greco nero e Nerello cappuccio, da soli o congiuntamente, fino al 10%; possono essere utilizzati altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Calabria fino ad un massimo del 45%. Per il bianco, i vitigni utilizzabili sono: Mantonico fino al 40%, Chardonnay fino al 30%, Greco bianco fino al 20% e Malvasia bianca fino al 10%; possono essere utilizzare altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella Regione Calabria, fino al 45%.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • colore: rosso rubino più o meno carico o rosato.
  • odore: profumo caratteristico.
  • sapore: pieno, asciutto.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Ha grande tradizione di vino pregiato sin dall'antichità. Decantato da Plinio e Strabone, amato dai patrizi romani ai cui banchetti non poteva mai mancare, il Savuto (“Sanutum” per i Latini) si distingue dagli altri vini calabresi perché, invece di essere il prodotto di vigneti digradanti verso il mare, deriva da viti che sono piantate sulle pendici dei monti che sovrastano il fiume Savuto, da cui questo vino prende il nome. Ancora oggi, peraltro, la vite da cui si trae questo vino di ottima levatura è allevata ad alberello, con il sistema praticato dall'antica popolazione dei Bruzi nel III secolo a.C. Nei secoli, sconvolgimenti del territorio causati da guerre, fattori politici, eventi patologici hanno decimato le produzioni e i vigneti del Savuto, la cui produzione si è dunque stabilizzata solo a partire dal XV secolo, grazie all'evoluzione dei trasporti marittimi e alla conseguente instaurazione di regolari rapporti commerciali con mercati lontani. Dopo la discesa dei Romani al sud della penisola italica, il vino “Sanutum“ ora Savuto, veniva ampiamente apprezzato alla pari dei grandi vini dell'epoca. A quei tempi la Calabria,già sottomessa al dominio di Roma, pagava a questa tributi sotto forma di legnami e vino. Nel 1807, il diarista Duret de Tavel, ufficiale francese, di transito nella valle del Savuto,in “ Lettere dalla Calabria” indirizzate al padre, scriveva tra l'altro: “ Rogliano 18 dicembre 1807…questo borgo abitato da duemila anime… ha diverse belle case ed è rinomato per l'aria salubre e per il suo buon vino Successivamente alla seconda guerra mondiale la Calabria si è posta su un piano di rinnovamento generale, ed anche nella nostra zona i produttori hanno badato più alla qualità che alla quantità considerando il Savuto un vino tipico di classe elevata; i suoi attestati vanno ricercati nelle attività promozionali intraprese. La plaga di questo vino, come è noto, comprende i centri situati a sud della provincia di Cosenza. Caldo e robusto questo nettare ha un uvaggio che è un atto di amore della terra che lo produce. Il suo vitigno più importante è il Gaglioppo, detto anche Magliocco o Arvino, di antica origine, introdotto nel periodo magno greco.

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

grigliata di carne

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Provincia, stagione, volume in ettolitri

  • Catanzaro (1990/91) 453,84
  • Catanzaro (1991/92) 183,04
  • Catanzaro (1992/93) 103,06
  • Catanzaro (1993/94) 99,04
  • Catanzaro (1994/95) 91,0
  • Cosenza (1991/92) 10,5
  • Cosenza (1992/93) 74,55
  • Cosenza (1993/94) 77,0
  • Cosenza (1994/95) 57,0
  • Cosenza (1995/96) 43,04
  • Cosenza (1996/97) 1051,04

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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