Zanobi (vescovo)

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San Zanobi
Andrea della robbia, san zanobi tra due angeli, 1496.JPG
San Zanobi, di Andrea della Robbia
 

Vescovo

 
NascitaIV secolo
MorteV secolo
Venerato daTutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza25 maggio
Attributiabito vescovile, mitria, bastone pastorale, albero fiorito
Patrono diarcidiocesi di Firenze, Scandicci
Zanobi
vescovo della Chiesa cattolica
Monte di giovanni detto del fora, mosaico di san zanobi benedicente, 1505-05 (cropped).JPG
Incarichi ricopertiVescovo di Firenze (V secolo)
 
Nato26 gennaio di un anno intorno alla metà del IV secolo
Deceduto417-429
 

San Zanobi (26 gennaio IV secolo417/429) è stato vescovo di Firenze ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica: è il patrono principale dell'arcidiocesi fiorentina, assieme a sant'Antonino. Ritenuto tradizionalmente fiorentino, l'unica fonte storica sicura che lo riguarda è quella riferita da Paolino da Milano, biografo di Sant'Ambrogio, che scrivendo verso il 422 riportò che a Firenze: «…è ora vescovo il sant'uomo Zenobio».

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Miracolo di san Zanobi, Domenico Veneziano, dalla predella della pala di Santa Lucia de' Magnoli, Fitzwilliam Museum, Cambridge

«O beato popolo fiorentino, al quale lo omnipotente Idio degnò di concedere tanto preside, tanto antistite, per lo quale dovesse ricevere tanti miracoli et tanta unione et pace quanta già ricrebbe!»

(Maestro Luca da San Gimignano, XV secolo[1])

Secondo una biografia molto più tarda, scritta dall'arcivescovo di Amalfi, Lorenzo (vissuto a Firenze in esilio e morto nel 1049), Zanobi sarebbe nato a Firenze verso la metà del IV secolo, fu battezzato, ebbe un'educazione cristiana impartitagli dall'allora vescovo Teodoro ed intraprese la carriera ecclesiastica. Conobbe Ambrogio di passaggio a Firenze nel 394 e si sarebbe con lui trasferito a Roma, dove Ambrogio lo avrebbe presentato a papa Damaso I, il quale lo avrebbe nominato suo diacono e gli avrebbe affidato una missione presso la corte imperiale di Costantinopoli.

Tornato a Firenze divenne Vescovo per volontà dei suoi stessi concittadini (come riporta il biografo di Ambrogio), ed iniziò un'instancabile opera di promozione e difesa del Cristianesimo nella città, sicuramente ispirato dall'operato simile di Sant'Ambrogio, tanto che alcuni lo chiamano L'apostolo di Firenze.

Sostenne e incoraggiò i fiorentini nella lotta contro Radagaiso, sostenitore dell'arianesimo, tra la fine del 405 e l'inizio del 406.

Fondò chiese (come la basilica di San Lorenzo), promosse l'evangelizzazione e la vita liturgica, organizzò una vera e propria diocesi per Firenze e dintorni. Non mancano episodi ritenuti miracoli dalla Chiesa cattolica, a lui attribuiti durante il suo vescovado (per esempio quello della risurrezione del figlio di una pellegrina francese, ricordato da una targa ancora presente sulla facciata di Palazzo Valori-Altoviti).

La data di morte è incerta e viene collocata tra il 417 e il 429.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Fu sepolto nella basilica di San Lorenzo, che da allora rivestì il ruolo di cattedrale. Nel IX secolo i suoi resti vennero traslati (con vari dubbi di datazione dell'evento) in Santa Reparata, che assurse così al titolo di cattedrale.

Secondo una leggenda agiografica, durante il passaggio del corpo del santo, un albero in Piazza San Giovanni sarebbe miracolosamente rifiorito, un evento ancora segnalato dalla colonna di San Zanobi accanto al Battistero.

Oggi le reliquie sono custodite in Santa Maria del Fiore, in un'urna capolavoro di oreficeria di Lorenzo Ghiberti.

La sua commemorazione liturgica è fissata dal Martirologio Romano al 25 maggio; nell'arcidiocesi di Firenze, di cui Zanobi è compatrono assieme a sant'Antonino Pierozzi, viene celebrato assieme a quest'ultimo il 10 maggio. Dal 1983 è diventato anche il patrono di Scandicci.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

San Zanobi, facciata di Santa Maria del Fiore, Firenze

Spesso raffigurato dagli artisti fiorentini (per esempio sul pilastro destro del portale centrale del Duomo accanto a Santa Reparata, o in opere del Ghirlandaio o di Sandro Botticelli), nell'iconografia porta la barba e gli attributi vescovili (mitra e bastone pastorale).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manoscritto BML, Plut. LXXXIXsup, 27 (Gaddiano 949), opera citata in Per san Zanobi - Testi inediti del XIV e XV secolo, a cura di Alessandro Ciandella, Firenze, Phasar Edizioni, 2012, p. 110, ISBN 978-88-6358-159-1.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa fiorentina, Curia arcivescovile, Firenze 1970.
  • Ciandella Alessandro, San Zanobi. Vita, reliquie, culto, iconografia, Phasar Ed., Firenze 2005.
  • Claudio Raspollini, "San Zanobi, Una storia di Strada" vita e opere di San Zanobi, Centrolibro Ed. ,Firenze 1998.

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