S&P 500

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S&P 500 1789-2012

Standard & Poor 500, noto come S&P 500 o semplicemente S&P,[1][2] è un indice azionario statunitense. È stato realizzato da Standard & Poor's nel 1957 e segue l'andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fanno parte di questo paniere le azioni di grandi aziende contrattate al New York Stock Exchange (NYSE), all'American Stock Exchange (AMEX) e al Nasdaq.

Il peso attribuito a ciascuna azienda è direttamente proporzionale al valore di mercato.

Si tratta dell'indice più significativo dell'intero mercato americano ed ha ormai superato per importanza lo stesso Dow Jones, paniere dei 30 principali titoli americani.

L'indice è stato costituito e continua ad essere gestito da S&P Dow Jones Indices, una joint venture controllata da McGraw Hill Financial. S&P Dow Jones Indices pubblica molti indici del mercato azionario, come il Dow Jones Industrial Average, S&P MidCap 400, S&P SmallCap 600, e il S&P Composite 1500.

L'S&P 500 ha raggiunto, per la cinquantatreesima volta nel 2014, nuovi valori massimi, spinto al rialzo dalla politica 'accomodante' della Fed sui tassi di interesse e dalla forte espansione dell'economia Usa, cresciuta di oltre 5 punti percentuali nel terzo trimestre. L'indice ha così archiviato l'anno con un rialzo record dell'11,5 %, completando uno straordinario recupero dai minimi registrati in occasione della crisi finanziaria nel 2008 e proseguendo un andamento rialzista ormai sostenuta dal 2012. Nel 2015, l'indice si è mantenuto in un intervallo piuttosto contenuto, tra i 1850 e i 2100 punti, toccando un massimo a 2134 punti, con volatilità piuttosto bassa. Tuttavia l'inizio del 2016 è stato disastroso: il paniere ha riportato perdite superiori al 10%, spinto al ribasso dal crollo del petrolio, sceso ai minimi da oltre un decennio, e dai timori sulla crescita cinese, inferiore al 7%, e globale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Future sull'S&P 500 introdotto nel 1982 è lo strumento principe usato dai gestori per seguire l'indice o per effettuare coperture sul mercato USA. Viene contrattato al CME (Chicago Mercantile Exchange).

Criteri di selezione[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2005, l’indice prende in considerazione il numero di azioni in libera circolazione.[3] In realtà, molte delle 500 aziende quotate hanno solo un effetto limitato alla dinamica dell’indice. Con riferimento alla fine del giugno del 2021, il peso totale dei dieci fondi delle azioni più importanti dello S&P 500 nel relativo indice era circa 26,6%.[4]

I criteri dell’inserimento nello S&P 500[5][6][7]:

  • L’azienda deve provenire dagli Stati Uniti.
  • La capitalizzazione di mercato dell’azienda deve essere superiore a 11,2 miliardi di dollari.
  • La quota delle azioni in libera circolazione deve essere almeno il 50%.
  • L’azienda deve essere quotata presso la Borsa di New York o iscritta presso il NASDAQ.
  • Il rapporto tra il volume di affari annuale e la capitalizzazione di mercato deve essere almeno 0,3.
  • Il controvalore scambiato mensile deve essere superiore a 250 000 azioni per ognuno dei sei mesi antecedenti la data della valutazione.
  • Trasparenza del bilancio.
  • Non sono soggetti all’ammissione all’indice: società in accomandita semplici (LP), società in accomandita semplici principali e società d’investimenti (MLP, PTP), il Bollettino Over-The-Counter (OTCBB), fondi chiusi (CEF), fondi d’investimento quotati in borsa (ETF), note quotate in borsa (ETN), trust di royalty; stock di monitoraggio (Tracking Stock); azioni privilegiate, fondi aperti, mandati azionari, obbligazioni convertibili, fondi d’investimento, ADR e ADS. Possono essere inseriti i fondi immobiliari.

Anche se l’azienda cessa di rispondere ai criteri sopraelencati, ciò non comporta l’esclusione immediata. La causa principale dell’esclusione dall’indice è la vendita o la fusione.[8]

S&P 500 EWI[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall’inizio del 2003, esiste l’indice S&P 500 EWI nel quale tutti i 500 partecipanti hanno il peso uguale pari al 0,2%. L’indice viene corretto trimestralmente.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Victor Reklaitis, The S&P is up 9% this month, but these 10 stocks jumped more than 22%, in MarketWatch. URL consultato il 7 gennaio 2018.
  2. ^ (EN) The S&P is Flat for the Year, and that Usually Leads to Huge Moves, su dailyfx.com. URL consultato il 7 gennaio 2018.
  3. ^ (EN) Key dates and milestones in the S&P 500's history, su reuters.com. URL consultato il 19 luglio 2021.
  4. ^ (EN) Top 10 S&P 500 Stocks by Index Weight, su investopedia.com. URL consultato il 19 luglio 2021.
  5. ^ (EN) The S&P 500: The Index You Need To Know, su investopedia.com. URL consultato il 19 luglio 2021.
  6. ^ (EN) How to invest S&P 500 Guide 2021, su comparebrokers.co. URL consultato il 19 luglio 2021.
  7. ^ (EN) Towards the Declassification of S&P 500 Boards, su papers.ssrn.com. URL consultato il 19 luglio 2021.
  8. ^ (EN) S&P 500 Changes, su sandp500changes.whw1.com. URL consultato il 19 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2018).
  9. ^ (EN) S&P; 500 Equal Weight Index, su us.spindices.com. URL consultato il 19 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2015).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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