Rina Chiarini

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Rina Chiarini (Empoli, 1909Empoli, 1995) è stata una partigiana italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Rina nacque in una famiglia proletaria antifascista[1]: per questo motivo suo padre venne arrestato, così come accadde in seguito a suo fratello Aldo, che venne condannato dal Tribunale Speciale a sei anni di carcere nel 1939. Dopo la cattura del padre, Rina, che era soltanto una bambina, fu costretta ad abbandonare la scuola per aiutare la sua famiglia. Ben presto trovò lavoro in una vetreria come operaia e proprio qui prese a collaborare col "Soccorso Rosso"[2].

Guerra partigiana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1926 Rina si iscrisse al Partito comunista clandestino, dopo aver conosciuto Remo Scappini, col quale da oltre un anno era fidanzata; da lui ebbe i primi insegnamenti politici e incominciò ad essere impegnata nel trasporto della stampa, negli appuntamenti di partito e nei collegamenti. Nell'aprile del 1943 sposò Scappini, che non aveva più visto dal novembre del 1942 perché era stato imprigionato, dal momento che dirigeva la lotta clandestina della regione[3], e col quale era rimasta legata da sentimenti di affetto e di comunione di ideali. Nonostante le molteplici richieste della donna, il Ministero non le concesse mai di vedere il fidanzato durante la prigionia. A causa della sua relazione con un antifascista, Rina venne più volte sottoposta a minacce e arresti. Dopo il matrimonio, Remo e Rina si spostarono da Firenze a Milano, dove continuarono ad agire clandestinamente a favore degli antifascisti. I coniugi , successivamente, si trasferirono a Genova, dove la Scappini divenne valida collaboratrice, con il nome di "Clara"[2], del Comando regionale delle Brigate Garibaldi. A Genova i compagni del Comitato federale e del Triumvirato Insurrezionale del Partito Comunista[4] le affidarono svariati importanti incarichi: ebbe contatti con gli Alleati, con i responsabili del lavoro militare e della stampa (come quelli del giornale "L'Unità").

Il sistema della cospirazione imponeva di mantenere rigorosamente il segreto di partito in ogni momento e circostanza, senza far confidenze a nessuno, anche in caso di arresto e sotto tortura: ognuno doveva imparare tutto a memoria (appuntamenti, indirizzi) e per la Scappini, che non aveva istruzione, non fu facile.

Il 6 luglio 1944 Rina venne arrestata dalla polizia fascista e portata nella "Casa dello Studente" di Genova: qui la donna venne torturata[5], nonostante il suo avanzato stato di gravidanza. A causa delle sevizie subite perse il bambino, ma non si lasciò sfuggire nulla né sulle sue attività, né su quelle del marito. La donna, una notte, venne prelevata dalla sua cella e portata al cimitero di Staglieno[4]; qui fu costretta a scavarsi la fossa,[6] nella quale dovette stendersi; nonostante ciò Rina non si lamentò mai. Questa stessa tenacia fu mostrata davanti al Tribunale militare fascista; anche in questa circostanza la donna si salvò ma, dopo poco, fu nuovamente ricondotta innanzi ai giudici, che la condannarono a ventiquattro anni di reclusione: venne internata, dunque, nel lager di Bolzano.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 1945, assieme ad una compagna di prigionia, Rina riuscì ad evadere dal lager grazie all'aiuto degli antifascisti locali e con la collaborazione della popolazione[2]. Raggiunse fortunosamente prima Milano e poi Genova dove, la sera del 26 aprile, poté ricongiungersi col marito, che aveva appena ottenuto le resa delle truppe tedesche del generale Gunther Meinhold. Fino all'ultimo, Rina Chiarini è stata a fianco di Remo Scappini nell'impegno per la pace e la giustizia sociale. Ha scritto e pubblicato varie testimonianze sul suo impegno nella guerra di liberazione, come "Una donna della resistenza : Rina Chiarini (Clara)", "... hanno ucciso la mia creatura!", "Ricordi della Resistenza".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che della Medaglia d'argento al valor militare[7], "Clara" è stata decorata della Stella d'oro al valore partigiano, conferitale dal Comando generale delle Brigate Garibaldi. A lei e al marito è stata dedicata una stele commemorativa a Empoli: il monumento è una stele in acciaio con i nomi dei due partigiani e un fiore stilizzato; a entrambi è intitolato anche il Centro di documentazione sull'Antifascismo, la Resistenza e la storia contemporanea nell'area empolese.

Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pietro Secchia, Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza ..., La Pietra, 1968. URL consultato il 16 aprile 2020.
  2. ^ a b c Donne e Uomini della Resistenza: Rina Chiarini Scappini, su ANPI. URL consultato il 2 aprile 2020.
  3. ^ Giorgio Gimelli, La Resistenza in Liguria: cronache militari e documenti, Carocci, 2005, ISBN 978-88-430-3373-7. URL consultato il 16 aprile 2020.
  4. ^ a b deportati (PDF), su deportati.it.
  5. ^ (EN) Angelica Salvadori, RINA CHIARINI. URL consultato il 2 aprile 2020.
  6. ^ Mimmo Franzinelli, Tortura, Mondadori, 23 gennaio 2018, ISBN 978-88-520-8473-7. URL consultato il 16 aprile 2020.
  7. ^ L. Guerrini, Il movimento operaio nell'Empolese: 1861-1946, Editori Riuniti, 1970, p. 524. URL consultato il 16 aprile 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rina Chiarini Scappini, La storia di "Clara", Milano, La Pietra, 1984.
  • Rina Chiarini Scappini e Partito comunista italiano, Una donna della resistenza, Rina Chiarini (Clara)., Firenze, 1955.
  • Rina Chiarini Scappini, La storia di "Clara.", Milano, La Pietra, 1984.
  • Paolo Pezzino, Centro di documentazione sull'antifascismo la Resistenza e la storia contemporanea Rina Chiarini e Remo Scarpini e Empoli, La tradizione antifascista a Empoli 1919-1948: atti del Convegno, Empoli, Convento degli Agostiniani, 23 aprile 2004, Ospedaletto, Pisa, Pacini, 2005, ISBN 978-88-7781-679-5.
  • Paolo Pezzino, Gianluca Fulvetti, Federico Ciavattone, Centro di documentazione sull'antifascismo la Resistenza e la storia contemporanea Rina Chiarini e Remo Scarpini e Empoli, Empoli antifascista: i fatti del 1. marzo 1921, la clandestinità e la resistenza, Ospedaletto (Pisa), Pacini, 2007, ISBN 978-88-7781-905-5.
  • Rina Scappini-Chiarini, hanno ucciso la mia creatura!, Bari, Cressati, 1945.
  • Rina Chiarini Scappini e Carlo Farini, Una donna della resistenza: Rina Chiarini (Clara), Firenze, Stamperia F.lli Parenti, 1955.
  • Ricordi della Resistenza, Remo Scappini, Rina Chiarini Scappini (eds.), [s.l, s.n.], 1974.
  • Rina Chiarini Scappini, La storia di Clara, Milano, La pietra, 1982.
  • Rina Chiarini Scappini e Maria Paola Profumo, La storia di Clara, 2. ed, Milano, La pietra, 1983.
  • Rina Chiarini Scappini e Maria Paola Profumo, La storia di "Clara", 3. ed, Milano, La Pietra, 1984.
  • Rina Chiarini Scappini e Maria Paola Profumo, La storia di "Clara", 4. ed, Milano, La Pietra, 1986.
  • Valerio Chiarini, Rina (Clara) e Remo (Giovanni): non solo i generali fanno la storia, Empoli, Edizioni Vicolo stretto, 2005.
  • La tradizione antifascista a Empoli 1919-1948: atti del Convegno, Empoli, Convento degli Agostiniani, 23 aprile 2004, Paolo Pezzino, Centro di documentazione sull'antifascismo la Resistenza e la storia contemporanea Rina Chiarini e Remo Scarpini, Empoli (eds.), Ospedaletto, Pisa, Pacini, 2005, ISBN 978-88-7781-679-5.
  • Paolo Pezzino, Gianluca Fulvetti e Federico Ciavattone, Empoli antifascista: i fatti del 1. marzo 1921, la clandestinità e la Resistenza, Ospedaletto, Pacini, 2007, ISBN 978-88-7781-905-5.
  • Mimmo Franzinelli, Tortura, Edizioni Mondadori, 23 gennaio 2018, ISBN 978-88-520-8473-7.
  • AA VV, Il mondo di Piero. Un ritratto a più voci di Piero Malvezzi: Un ritratto a più voci di Piero Malvezzi, FrancoAngeli, 31 ottobre 2008, ISBN 978-88-464-9457-3.
  • Giorgio Gimelli, La Resistenza in Liguria: cronache militari e documenti, Carocci, 2005, ISBN 978-88-430-3373-7.
  • Pietro Secchia, Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza ..., La Pietra, 1968.
  • Marco Palla, Storia della Resistenza in Toscana, Carocci, 2006, ISBN 978-88-430-3681-3.
  • Contributi per la Storia della Resistenza in Liguria, 1969.
  • Mirella Alloisio e Giuliana Beltrami, Volontarie della libertà: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Mazzota, 1981.
  • Laura Antonelli, Voci dalla storia: le donne della Resistenza in Toscana tra storie di vita e percorsi di emancipazione, Pentalinea, 2006, ISBN 978-88-86855-43-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]