Restituzione

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Con restituzione o risarcimento in forma specifica si intende una tutela fornita da un ordinamento giuridico con la quale si ristabilisce uno status quo ante modificato illegittimamente o sine causa. Affondando le radici dal diritto romano, è una delle forme di tutela più antiche del diritto civile europeo ed è prevista anche dall'ordinamento italiano.

Si distingue nettamente dal risarcimento in quanto quest'ultimo non ripristina uno status precedente bensì neutralizza economicamente un danno. La restituzione, invece, riguarda una situazione di fatto alterata.

Fondamenti[modifica | modifica wikitesto]

La tutela restitutoria può avere due tipi di fondamento a seconda di ciò che si restituisce. Di fronte a un diritto soggettivo, quale la proprietà, sarà molto facile attuare tale tutela in quanto troverà fondamento direttamente nel diritto, il quale è previsto direttamente dalla legge. È ovviamente palese ritenere un proprietario legittimato a chiedere la restituzione di un proprio bene di cui è stato spossessato.

Ma la restituzione è importante anche per un'altra fattispecie molto differente, quella dell'ingiustificato arricchimento: in questo caso non c'è un diritto violato ma uno spostamento patrimoniale che non ha alcuna giustificazione economica, non derivante cioè da alcuna obbligazione o da alcun negozio. Il fondamento in questo caso poggia le sue basi sul regime della circolazione dei beni.

A causa della diversità delle due situazioni fronteggiate dal rimedio, si discute in dottrina sulla possibilità che non esiste un'unitaria rimedio restitutorio. In effetti a ben vedere nel caso di diritto violato la tutela avrà carattere reale, mentre nell'altro caso necessariamente personale; inoltre nel primo caso avrà ad oggetto la restituzione di uno specifico bene, nel secondo non necessariamente, potendo anche essere uno spostamento di meri valori. Tuttavia per dottrina autorevole[1] si tratta di un unico rimedio, in quanto agisce sempre e comunque contro una situazione di fatto che contrasta con quella di diritto, a prescindere poi dalla diversità intrinseca della fattispecie concretamente da tutelare, al quale la restituzione andrà poi adattata.

Più difficile è collegare questa forma di tutela, sorta storicamente a ridosso dell'illecito e con forti connotazioni sanzionatorie, all'arricchimento ingiustificato che invece non richiede né un illecito, né una causa ingiusta, bensì la mancanza stessa della causa. È con una clausola generale l'art 2041 c.c. a fornire un divieto di arricchirsi senza causa, ma viene immediatamente ridimensionato dall'articolo successivo che lo relega ad azione sussidiaria, qualora possa essere utilizzata una tutela differente.

Obbligazione restitutoria[modifica | modifica wikitesto]

Come specificato sopra, i rimedi di tutela apprestati dall'ordinamento sono eterogenei a seconda della situazione concreta. Per una violazione della proprietà è prevista semplicemente un'azione esperibile dal proprietario, solitamente di rivendica o inibitoria.

Molto più articolata è la questione relativa all'arricchimento ingiustificato. Il dato principale è che sorge un'obbligazione restitutoria in campo all'arricchito nei confronti dell'impoverito, ma modalità e forme possono divergere significativamente. La restituzione può essere infatti reale qualora si tenda a restituire la stessa cosa o il suo valore, oppure patrimoniale se si restituisce il solo arricchimento conseguito. Nel nostro codice non c'è una preferenza verso l'uno o l'altro metodo: se da varie disposizioni sembra essere quello patrimoniale (ad esempio dove si dispone che la misura dell'arricchimento deve essere valutata dal momento della domanda giudiziale), dottrina e giurisprudenza sembrano preferire la concezione reale temendo che quella patrimoniale renda troppo debole una tutela già di per sé residuale, specialmente in ambito probatorio.

In realtà nel codice civile sembra sia in vigore un sistema misto tra reale e patrimoniale, da attuare a seconda dello stato soggettivo dell'accipiens: si avrà concezione reale in caso di malafede e patrimoniale viceversa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adolfo Di Majo, La Tutela dei Diritti Civili, 4ª edizione, Giuffrè

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