Registrazione binaurale

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La registrazione binaurale (ovvero: a due orecchi) è un metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha il fine di ottimizzare la registrazione per il suo ascolto in cuffia, riproducendo il più fedelmente possibile le percezioni acustiche di un ascoltatore situato nell'ambiente originario di ripresa dell'evento sonoro, mantenendone le caratteristiche direzionali a 360° sferici.

Tecnica di registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Testa artificiale utilizzata per registrazioni binaurali.

La tecnica di registrazione binaurale più semplice prevede l'utilizzo di due microfoni posti su un sostegno in direzione reciprocamente divergente, a circa 18 cm di distanza l'uno dall'altro. Questo metodo, pur simulando la posizione nello spazio delle orecchie umane, non consente una registrazione binaurale vera e propria, in quanto non tiene conto dell'effetto fisico che la testa dell'ascoltatore ha sulla propagazione del suono.

Una tecnica più elaborata prevede l'utilizzo di una testa di manichino, costruita con dimensioni e materiali atti a riprodurre fedelmente l'assorbimento sonoro di una vera testa umana e soprattutto la sua funzione di separatore naturale tra i due canali uditivi (destro e sinistro). La testa riproduce con particolare fedeltà la forma dei padiglioni auricolari e i canali uditivi, all'interno dei quali vengono posti due microfoni ad alta fedeltà. In tal modo i microfoni captano il suono come risulta equalizzato e modificato in fase dalla testa, e quindi nel modo più simile a come l'avrebbe percepito un ascoltatore reale.

Esistono metodi ancora più sofisticati, che usano complessi apparati di equalizzazione, e metodi semplificati, tra cui quello che prevede l'utilizzo di un disco fonoassorbente (disco Jecklin) tra i due microfoni contrapposti, al posto della ben più complessa (e costosa) testa artificiale.

Binauralità e stereofonia[modifica | modifica wikitesto]

La registrazione binaurale viene spesso ritenuta differente da quella stereofonica, ma in realtà si tratta proprio di una tecnica di registrazione stereofonica, in particolare si tratta di una configurazione simile alla ORTF, ovviamente sia il diagramma polare che l'angolazione sono leggermente diversi da tale configurazione.

Quello in cui veramente si differenzia la configurazione binaurale è l'ottimizzazione dell'environment al fine di ottenere un suono più vicino possibile a quello che viene percepito in tempo reale dall'udito; questo avviene installando i microfoni dentro crani artificiali con tanto di orecchie di dimensioni estremamente fedeli a quelle di un uomo reale, questo permette ai due microfoni di rendere i suoni ripresi soggetti a tutte le variazioni di fase provocate dalla direttività delle orecchie (i suoni provenienti da dietro vengono percepiti come riflessi piuttosto che diretti, fisicamente sono invertiti di fase) nonché dal cranio stesso che si interpone tra le due orecchie.

Le registrazioni binaurali sono spesso usate per cercare di stimolare il meridiano sensoriale (assumendo quindi un senso di "installazione" a fini terapeutici o, a detta di alcuni, feticisti), ma nulla impedisce di usare tale tipo di ripresa per scopi artistici: esistono già metodi di sintesi del suono per modelli fisici in grado di simulare in modo fedele la binauralità di un segnale; alternativamente è possibile registrare uno strumento reale con questo tipo di configurazione e successivamente elaborare il suono in vari modi (ad esempio con la granulazione), per poi inserire il risultato all'interno di un mix o eventualmente lasciarlo isolato creando così una composizione solistica.

La ricreazione della binauralità però rimarrà sempre una simulazione e per tale non sarà mai uguale alla reale percezione di oggetti sonori disposti nell'ambiente portando all'udito un esatto bilanciamento di volumi e di pressione sonora che sollecitano in un modo preciso e irripetibile (trattandosi di elementi analogici) la membrana basilare e tutti componenti dell'orecchio interno. L'ascolto in differita di una registrazione binaurale è per principio un'esperienza diversa per le orecchie perché esse vengono sollecitate da due altoparlanti e, indipendentemente che questi vengano disposti nell'ambiente o direttamente sulle orecchie tramite cuffie, non riusciranno mai a ricreare l'esatta pressione acustica e i pattern di oscillazione delle cellule ciliate

È anche vero che è possibile illudere l'orecchio umano molto facilmente (Vedesi: Toni binaurali o la frequente incacacità dell'udito di discriminare lo stesso file audio in versione lossless da quello in versione lossy, differenza invece virtualmente molto facile da scovare tramite uno Spettrogramma o uno spettroscopio) pertanto dinanzi ad un'ottima registrazione binaurale un soggetto potrebbe ritenere l'esperienza già molto soddisfacente e vicina a quella della vera binauralità.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La registrazione binaurale viene riprodotta al meglio mediante l'ascolto in cuffia, in special modo tramite i modelli "in-ear"; l'ascolto tramite casse acustiche tende, infatti, a confondere il senso di spazialità dovuto alla separazione dei canali apportata dalla testa artificiale. Le tecnologie più sofisticate, tuttavia, disponendo di strumenti di equalizzazione psicodinamica e di teste artificiali di particolare precisione anatomica (ad es. il Neumann® KU 100), consentono un eccellente ascolto anche tramite altoparlanti stereo.

Un'ulteriore complicazione è dovuta al fatto che fisiologicamente l'orecchio umano attenua fortemente il suono frontale nelle frequenze attorno a 5 kHz. Per tale motivo molti modelli di cuffie in commercio, sia di gamma medio bassa che elevata, presentano un'attenuazione intorno a tale frequenza. Dato che la registrazione binaurale con l'utilizzo di una testa artificiale attenua naturalmente la frequenza predetta, in quanto si comporta esattamente come un orecchio vero e proprio, l'ascolto di tali registrazioni dovrebbe essere effettuato con una cuffia avente risposta in frequenza lineare (o piatta), da ottenersi tramite apparati elettronici appositamente costruiti, o tramite un'equalizzazione da parte dello stadio di amplificazione.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Binaural, sesto album della band Pearl Jam, deve il titolo proprio a questa tipologia di registrazione, usata per alcune canzoni.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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