Ragazzo negro

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Ragazzo negro
Titolo originaleBlack Boy
AutoreRichard Wright
1ª ed. originale1945
1ª ed. italiana1947
Genereromanzo
Sottogenereautobiografico
Lingua originaleinglese

Ragazzo negro è un celebre romanzo autobiografico del grande scrittore statunitense Richard Wright che narra dettagliatamente la sua gioventù nel Sud degli USA: Mississipi, Arkansas e Tennesee, e il suo successivo trasferimento a Chicago, dove crea la sua carriera letteraria e si associa al Partito Comunista Americano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Richard Wright narra la propria vita dai sei ai ventuno anni (1914-1927). Richard vive coi genitori e il fratellino in una cittadina del sud degli Stati Uniti d'America quando involontariamente dà fuoco alla casa, fatto che dà origine a una lunga serie di trasferimenti. In seguito il padre abbandona la famiglia e la madre si ammala gravemente; la famiglia è costretta così a dividersi.

Richard lotta contro la miseria faticando ogni tipo di mestiere. Incontra sempre l'ostilità e la violenza dei bianchi, contro cui dimostra la propria fierezza. La speranza gli viene dalla cultura: anche se i libri sono proibiti ai neri, si appassiona alla letteratura e grazie ad essa prende coscienza della propria dignità e riesce a trasformare la propria rabbia nella determinazione di diventare un uomo maturo.

Ragazzo negro è un romanzo fortemente autobiografico: e, parlando di sé, Wright descrive la condizione di un'intera generazione di ragazzi neri in un sistema incredibilmente ingiusto.

Per Cesare Pavese è <uno di quei libri che temprano le coscienze>. Forse si potrebbe aggiungere "uno di quei libri che non tradiscono la ragione principale per cui vanno scritti (e letti)"

È un importante testo esistenzialista - uno dei più vivi del suo genere in tutto il Novecento - che dimostra che i bianchi hanno creato 1) il contesto per credere in una propria superiorità sui neri e 2) le condizioni per spingere quest'ultimi a guardarsi come volevano loro, con gli occhi dei bianchi appunto, per invogliarli a non ribellarsi di fronte ad una situazione di incredibile miseria, degrado e ingiustizia.

Il libro permette di capire meglio cosa sono stati gli Usa nella storia, ossia un paese dalle mille sfaccettature dove un popolo, quello bianco, ne ha tenuto sotto un altro, quello nero. Ciò a spiegare la reazione di molti neri più consapevoli di una ingiustizia a cui non si sono mai voluti abituare, compresa quella di auspicare la creazione di uno stato a parte dei neri, o un ritorno delle persone di colore in Africa (la Liberia fu la conseguenza parziale di una simile decisione).

Il libro mostra tutta la propria attualità anche rispetto alla cronaca, come i casi di violenze sui neri da parte della polizia statunitense mostrano ampiamente.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ragazzo negro, traduzione di Bruno Fonzi, Collana Politecnico Biblioteca n.9, Torino, Giulio Einaudi Editore, 5 marzo 1947.
  • Ragazzo negro, traduzione di Bruno Fonzi, Collana I Coralli n.6, Torino, Einaudi, 1948. - Postfazione di Alessandro Portelli, Collana ET Scrittori, Einaudi, 1994; Introduzione di Cesare Pavese, Einaudi, 2014.

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