Rafia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ràfia naturale

La ràfia è una fibra tenace e grossolana, impiegata nell'industria dei cordami, nella cesteria e negli articoli da intreccio, come stuoie e borse in sostituzione della juta. Si ricava da una varietà di palme dell'Africa tropicale che costituiscono il genere Raphia, con grosso stipite, lunghe fronde pennate, grandi frutti di forma ellittica.

In tempi recenti questa fibra, particolarmente trattata e tinta, ha assunto un aspetto lucido, rigido, leggero e resistente, viene utilizzata, anche a maglia o all'uncinetto, per confezionare borse, cappelli, tappeti, tovagliette all'americana, sottobicchieri e altri accessori d'abbigliamento o oggetti per la casa.

Un filo di rafia ha lunghezza massima di circa 1,5 m e larghezza irregolare. Quando si presenta su rocchetto o in matassa con lunghezza superiore al metro e mezzo e larghezza regolare non è veramente rafia, può essere rafia sintetica, prodotta da un materiale plastico (polipropilene), o artificiale, come appunto è la viscosa (derivata dal legno, quindi di base cellulosica anche se trattata chimicamente). La prima azienda al mondo a progettare e realizzare impianti per la produzione di rafia in polipropilene fu la COVEMA di Milano fondata dai fratelli Dino e Marco Terragni. Covema collaborò con la ditta svizzera Sulzer, produttrice di telai piani per tessitura di fibre naturali, per adattare i telai da loro prodotti per tessere rafia in polipropilene. I tessuti di rafia in polipropilene sono tutt'ora usati per fabbricare carpet backing, teli di protezione, sacchi per riso, patate, agrumi etc. COVEMA sviluppò anche linee accoppiamento per ricoprire il tessuto di rafia con un sottile film di polietilene in modo da rendere il tessuto impermeabile.[1]

La rafia è usata in giardinaggio per la legatura degli innesti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • ^ https://www.polimerica.it/blog-articolo.asp?id=17