Quartetto n. 21 (Mozart)

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Quartetto per archi n. 21 in re maggiore, K. 575
Compositore Wolfgang Amadeus Mozart
Tonalità Re maggiore
Tipo di composizione quartetto per archi
Numero d'opera K. 575
Epoca di composizione giugno 1789
Pubblicazione Vienna, Artaria, 1791
Dedica Federico Guglielmo II di Prussia
Durata media circa 23 minuti
Organico

due violini, viola, violoncello

Movimenti

I. Allegretto;
II. Andante;
III. Menuetto: Allegretto - Trio;
IV. Allegretto

Il Quartetto n. 21 in re maggiore K. 575 è il primo dei tre quartetti d'archi (K 575, K 589, K 590) che Wolfgang Amadeus Mozart scrisse fra il giugno 1789 e il giugno 1790 su commissione da parte dell'allora re di Prussia, Federico Guglielmo II[1]. L'ordinazione pervenne a Mozart durante il viaggio che egli fece a Berlino nell'aprile 1789; il re Federico Guglielmo II, che era un buon suonatore di violoncello, commissionò a Mozart sei quartetti per archi, ma il musicista ne portò a compimento soltanto tre, che a causa della loro origine sono comunemente soprannominati "Quartetti prussiani"; le tre partiture sono caratterizzate dal ruolo importante che in esse è attribuito alla parte del violoncello[2]. È stato ipotizzato che, ad un certo punto, Mozart si sia stancato di dover ottemperare alla condizione, postagli dal sovrano, di privilegiare la parte del violoncello, e che tale insofferenza sia stata un motivo per il quale l'ordinazione rimase parzialmente inevasa[3].

Il quartetto K 575 si distingue, secondo Massimo Mila, per "severità di stile e stretta omogeneità tematica"[4].

Il primo movimento, Allegretto, in forma-sonata, è basato su due temi, caratterizzati entrambi da una prima parte più melodica e una seconda parte più ritmica. Alcune nuove figurazioni sono introdotte poco prima dello sviluppo, il quale prende avvio da esse; poi però lo sviluppo rielabora soprattutto le seconde parti (quelle ritmiche) dei due temi principali[5].

Il secondo movimento è un Andante, in la maggiore, in forma tripartita secondo lo schema A-B-A, più una breve coda[6].

Il terzo movimento è un Minuetto in Re maggiore modulante verso La maggiore; nel Trio, in Sol maggiore, spicca una melodia affidata al registro alto del violoncello[6].

Il quarto e ultimo movimento, Allegretto, è in forma di rondò, ma è caratterizzato da una forte omogeneità tematica, in quanto i vari episodi sono tutti basati su un unico tema principale, costituito da una melodia in Re maggiore esposta dal violoncello e variamente rielaborata con ampio ricorso al contrappunto[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Note di copertina di Maria Grazia Sità all'edizione discografica, Mozart - i dieci grandi quartetti per archi, Alban Berg Quartett, CD n. 4, allegato al n. 66 di "Classic Voice", novembre 2004.
  2. ^ Mila, op. cit., pp. 69-70.
  3. ^ Mila, op. cit., pp. 80.
  4. ^ Mila, op. cit., pp. 70.
  5. ^ Mila, op. cit., pp. 71.
  6. ^ a b Mila, op. cit., pp. 71.
  7. ^ Mila, op. cit., pp. 71-2.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimo Mila, I quartetti di Mozart, Torino, Einaudi, 2009.
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