Quartetto n. 15 (Mozart)

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Quartetto per archi n. 15 in re minore, K 421
CompositoreWolfgang Amadeus Mozart
TonalitàRe minore
Tipo di composizioneQuartetto per archi
Numero d'operaop. 10 n. 2, K 421
Epoca di composizioneVienna, giugno 1783
Prima esecuzioneVienna, 1785
PubblicazioneVienna, Artaria, 1785
AutografoLondra, British Museum
DedicaFranz Joseph Haydn
Durata media24 minuti
Organicodue violini; viola; violoncello
Movimenti

I. Allegro
II. Andante
III. Menuetto: Allegretto - Trio
IV. Allegretto ma non troppo

Il quartetto n. 15 in Re minore K 421 è il secondo dei sei quartetti d'archi (K 387, K 421, K 428, K 458, K 464, K 465) dedicati da Wolfgang Amadeus Mozart a Franz Joseph Haydn e terminato nel giugno del 1783. Secondo Henri de Curzon, il quartetto fu scritto nella notte durante cui la moglie di Mozart, Constanze, diede alla luce il loro primo figlio, Raimund Leopold.[1]

La dedica ad Haydn è il tributo che Mozart desiderava riconoscere ad Haydn a cui doveva il particolare modo compositivo inventato con i quartetti russi. Modo che Mozart aveva faticosamente fatto suo e reinterpretato secondo la sua sensibilità artistica.

Il padre Leopold considerava questo quartetto insieme al K 387 tra i più impegnativi sotto l'aspetto compositivo e interpretativo. Il quartetto K 421 è certamente il lavoro più drammatico e cupo dei sei quartetti in esame. Il carattere intimistico e la totale mancanza di esteriorità sembrano anticipare le composizioni di Schubert.

Il primo movimento (allegro moderato) inizia con un suggestivo tema che viene elaborato in modo virtuosistico e contrappuntistico dai violini e raggiunge momenti di grande drammaticità. L'andante presenta armonie e suoni aspri che ne attenuano l'andamento pieno di grazie della melodia. La struttura è quella della forma-sonata.

Il minuetto è il movimento dove ci si allontana di più dal convenzionale, dalla danza, dal suono energico per presentare toni drammatici e di racchiusa sofferenza. L'allegretto ma non troppo che chiude la composizione è quasi un omaggio attribuito ad Haydn; Mozart infatti scrive, sul tema alla siciliana, una serie di variazioni così come aveva inaugurato il più anziano compositore nel finale del quartetto n. 5 per archi op. 33.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ghéon, p. 167.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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