Coordinate: 15°25′22″N 51°40′53″E

Qishn

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Qishn
città
قشن
Qishn – Veduta
Qishn – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dello Yemen Yemen
Governatoratoal-Mahra
Territorio
Coordinate15°25′22″N 51°40′53″E
Altitudinem s.l.m.
Abitanti10 439[1] (2012)
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+3
Cartografia
Mappa di localizzazione: Yemen
Qishn
Qishn
Francobollo di Mahra emesso nel 1967, l'ultimo anno di esistenza dello stato con capitale Qishn; raffigura Flora della Primavera di Sandro Botticelli, c. 1480

Qishn (in arabo قشن?, Qišn), è una città costiera del sud dello Yemen nel governatorato di al-Mahra, situata a circa 130 km a ovest della principale città provinciale di Al-Ghaida. È stata la capitale nella terraferma del Sultanato Mahra di Qishn e Socotra.

Il sultano di Qishn e Socotra al-Mahri assieme all'esploratore ed amminstratore coloniale britannico W. H. Ingrams, anni '30.

Qishn è una città situata sulla costa del Mar Arabico nel sud della Penisola Arabica, nell'attuale Yemen orientale. Storicamente, Qishn era la capitale del Sultanato di Mahra, uno stato semi-indipendente che comprendeva anche l'isola di Socotra nell'Oceano Indiano. Nonostante ciò, i sultani preferivano risiedere a Tamrida (oggi Hadību) su Socotra[2].

Verso il 1295, i Mahra persero al-Shihr contro i Rasulidi dello Yemen e, pressati dai Quaiti, si stabilirono più a est nel XIV secolo, nei centri di Hasik e Qishn. Fondato nel 1287, il palazzo del Sultano bin Afrar a Qishn divenne la nuova sede del governo.

Nell'aprile del 1506, una flotta di dieci navi sotto il comando di Tristão da Cunha e quattro navi sotto Afonso de Albuquerque partì da Lisbona, incaricata dal re Manuele, tra le altre cose, di catturare Socotra, da cui una flotta poteva essere basata per bloccare il Mar Rosso. Questa missione era una risposta all'alleanza anti-portoghese tra Venezia ed Egitto, che sarebbe stata sconfitta nella Battaglia di Diu nel 1509[3].

I portoghesi trovarono a Suq un forte musulmano ben fortificato, costruito dai Mahra di Qishn nello Yemen sulla terraferma araba, usato per raccogliere tributi dagli abitanti circostanti. Il forte aveva una barbacana e una torre di guardia. Cunha inviò al comandante del forte un ultimatum, offrendogli la possibilità di arrendersi pacificamente, altrimenti avrebbe attaccato il forte e non avrebbe lasciato nessuno in vita, ma il comandante rifiutò. I portoghesi sbarcarono divisi in due squadroni, uno guidato da Cunha e l'altro da Albuquerque, che sconfissero i Mahra dopo una dura battaglia. Cunha procedette poi verso l'India con le sue navi, mentre Albuquerque rimase sull'isola con 400 uomini e 6 navi.

Nonostante la conquista nel 1507 da parte di Tristão da Cunha, nel 1512 i portoghesi abbandonarono l'isola di Socotra e i Mahra vi si trasferirono nuovamente da Qishn, fondando una fortezza e iniziando a emigrare sull'isola. Tra il 1522 e il 1548 Qishn subì alcuni attacchi portoghesi. Nel 1538/1539 il sultano dei Banu Kathir (Kathiri), Badr Bu Tuwayrik, occupò Hadramaut (incluso Tarim) e nel 1545/1546 occupò Qishn, dove la maggior parte dei membri della famiglia reale dei Banu Afrar (mashaykhs dei Mahra) fu massacrata. Nel 1548 il sultano Said ibn Abd Allah dei Banu Afrar tornò da Socotra, dove si era rifugiato, e riconquistò Qishn (aprile 1548). Poiché i Banu Kathir erano alleati degli ottomani, i Banu Afrar erano ora alleati dei portoghesi.

Nel marzo del 1561, una grande nave acehnese con 50 cannoni, equipaggiata da 500 uomini acehnesi e di altre nazioni, tra cui turchi, arabi e abissini, fu intercettata da una flotta portoghese composta da due galeoni e alcune fuste vicino a Qishn. Ne seguì una feroce battaglia fino a notte, durante la quale sia i galeoni portoghesi sia le navi acehnesi presero fuoco, due delle navi portoghesi bruciarono e affondarono, e entrambe le parti subirono pesanti perdite. Il giorno successivo, fu avvistata la nave consorte, e i portoghesi riuscirono a costringerla a combattere; tuttavia, durante la notte, la nave riuscì a fuggire. Stanchi di inseguire la loro preda, i portoghesi si disimpegnarono e navigarono nel Mar Rosso per un certo periodo. Gli equipaggi rimanenti della nave acehnese arrivarono successivamente ad Aden.[4]

Nei decenni successivi la situazione divenne più stabile. Il sultano della famiglia dei Banu Afrar dei Mahra, che era eletto dal ramo primogenito della famiglia, risiedeva tradizionalmente sull'isola di Socotra, e il capo del ramo cadetto era il suo delegato a Qishn, che fu la capitale continentale (la regione di Mahra) del sultanato Mahra di Qishn e Socotra, conosciuto anche come sultanato dei Banu Afrar.

Nel 1834, la Compagnia delle Indie Orientali stazionò una guarnigione a Socotra nella speranza che il sultano Mahra di Qishn e Socotra, che risiedeva sulla terraferma, accettasse l'offerta di vendere l'isola. La mancanza di buoni ancoraggi si rivelò un problema tanto per i britannici quanto lo era stato per i portoghesi, e non c'era nessun luogo adatto per una stazione di rifornimento di carbone da utilizzare per la nuova linea di piroscafi sulla rotta Suez-Bombay. Di fronte all'inaspettato e fermo rifiuto del sultano di vendere, i britannici se ne andarono nel 1835, perdendo grazie alla conquista di Aden nel 1839 tutto l'interesse ad acquisire Socotra.

Nell'aprile del 1886 tuttavia, il sultano firmò trattati accettando la protezione britannica (anche se riguardava solo Socotra), situazione che si estese a Qishn nel maggio del 1888 e che da allora fece parte del Protettorato Orientale di Aden. Durante questo periodo, il potere era nelle mani della famiglia Bin Afrar del clan del sultano regnante. Vivevano a Qishn, ma la loro autorità non si estendeva oltre la città, che nel 1947 contava solo 1.000 abitanti nonostante fosse la capitale del sultanato, né avevano alcuna influenza sulle comunità tribali sparse circostanti sui loro insediamenti.

Il sultano Issa bin Ali Al Afrar, l'ultimo di Al-Mahra, assunse il governo nel 1952 e stabilì il suo quartier generale sia Qishn che sull'isola di Socotra. Il suo regno fu testimone di un periodo di pace che il sultanato non aveva mai sperimentato, nel quale non si registrarono scioperi o disobbedienze[5]. Il sultano compì inoltre diverse visite all'estero, inclusa l'Arabia Saudita. Incontrò il re Saud bin Abdulaziz Al Saud e compì l'Hajj nel 1956. Nel 1960 il Sultano inviò una delegazione studentesca in Kuwait, mentre nel 1966 inviò una seconda delegazione di studenti a Hadhramaut. Nel 1964 fondò anche la prima scuola elementare e missioni scientifiche straniere, soprattutto britanniche, arrivarono sull'isola per svolgere varie ricerche scientifiche nel campo della biodiversità.[6]

Durante l'Emegenza di Aden, il 30 novembre del 1967 Qishn passò nelle mani dei rivoluzionari che proclamarono la Repubblica Popolare dello Yemen del Sud, deponendo l'ultimo sultano e decretando la fuga dei britannici. Da allora confluì nel sesto governatorato, il più orientale. Questo cambiamento avvenne a spese della città, che pagò un prezzo elevato diventando una città secondaria in un governatorato nel quale era stata la sua prima città. Allontanata dall'attenzione di molti cadde in uno stato di incuria, nel quale in particolare il Palazzo del Sultano fu demolito.

Delimitata dalla catena montuosa di Raʾs Darja ad est e da Raʾs Sharwīn a ovest, queste due ripide creste protessero Qishn dalle incursioni ostili durante l'era premoderna (con l'eccezione dell'occupazione di Kathīrī nel XVI secolo d.C.), mentre la mancanza di strade asfaltate fino al 2005 la mantennero isolata dallo sviluppo economico durante i primi tre decenni dell'epoca repubblicana. Per questo motivo, Qishn è stata una delle ultime ridotte del Partito socialista yemenita dopo la riunificazione dello Yemen.[7]

Nonostante i suoi svantaggi geografici ed economici, Qishn gode di un’efficace amministrazione locale e di un forte impegno a favore dell’istruzione sia per i suoi giovani ragazzi che per le ragazze.

Lista dei sultani di Qishn e Socotra

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I regnanti portavano il titolo di Sultan al-Dawla al-Mahriyya (Sultan Qishn wa Suqutra)[8]. I loro discendenti sono oggi politici attivi. Il Sultanato di Al-Mahra fu costantemente governato dalla dinastia Al-Mahri dal 1750 al 1967 e nonostante fosse la capitale del sultanato, Qishn rimase solo un villaggio remoto.

  • `Afrar al-Mahri (c. 1750 - 1780)
  • Taw`ari ibn `Afrar al-Mahri (c. 1780 - 1800)
  • Sa`d ibn Taw`ari Ibn `Afrar al-Mahri (c. 1800 - 1820)
  • Sultan ibn `Amr (a Socotra) (c. 1834)
  • Ahmad ibn Sultan (a Qishn) (c. 1834)
  • `Amr ibn Sa`d ibn Taw`ari Afrar al-Mahri (1835 - 1845)
  • Taw`ari ibn `Ali Afrar al-Mahri (1845 - 18..)
  • Ahmad ibn Sa`d Afrar al-Mahri (18.. - 18..)
  • `Abd Allah ibn Sa`d Afrar al-Mahri (18.. - 18..)
  • `Abd Allah ibn Salim Afrar al-Mahri (18.. - 18..)
  • `Ali ibn `Abd Allah Afrar al-Mahri (1875 ? - 1907)
  • Veduta di Qishn dallo spazio, 1973
    `Abd Allah ibn `Isa Afrar al-Mahri (1907 - 1928 ?)
  • Ahmad ibn `Abd Allah Afrar al-Mahri (1946 ? - febbraio 1952)
  • `Isa ibn `Ali ibn Salim Afrar al-Mahri (febbraio 1952 - 1967)

Sotto il dominio britannico la città era un centro di pescatori, dedito anche all'allevamento del bestiame e al commercio. Le principali esportazioni sono state tradizionalmente l'incenso, il pesce essiccato e il sale. Nel 1936, la viaggiatrice ed esploratrice Freya Stark annotò che, “...da Qishn, da 200 a 250 tonnellate [di incenso, all'anno]. Il migliore viene da Saudah, Hadhbarm e Mirbat, ed il peggiore da Qishn”[9].

Sotto il regime comunista dello Yemen del Sud furono compiuti importanti progressi sociali, la tribalizzazione scomparve e la discriminazione di genere fu attenuata. Dopo l'unione con lo Yemen del Nord, le prospezioni petrolifere hanno dato buoni risultati e la popolazione è raddoppiata negli ultimi venticinque anni. Accanto a Qishn, sui monti Masila, nel 2003 iniziarono i lavori di esplorazione su larga scala alla ricerca di petrolio. La società Calvalley Petroleum Inc. annunciò che i primi risultati presso il pozzo Al Roidhat-1 stavano dando segni incoraggianti[10]. Le formazioni Qishn, che sono serbatoi altamente porosi e permeabili, sono l'obiettivo principale dei pozzi nello Yemen centrale e orientale e secondo l'interpretazione sismica di Calvalley, il campo di Al-Roidhat si estende su un'area di 8 kmq.

Nel 2023, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno tentato di prendere il controllo del porto di Qishn, tramite accordi con mercenari locali, con l'intento di trasformarlo in un porto militare chiuso per le forze degli Emiratine per un periodo di cinquant'anni. Azione condannata dall Fronte Nazionale del Sud per la Resistenza all'Invasione, in seguito alla resistenza di Sana'a e della popolazione del sud dello Yemen, questi piani sono stati contrastati.[11]

Oggi, l'economia della città si basa principalmente sulla pesca, dalla vendita di olio di pesce agli squali essiccati, sull'allevamento del bestiame, principalmente cammelli e capre, e pochissimo sull'agricoltura, per via dell'ambiente arido. Sorge inoltre un piccolo aeroporto fuori d'uso, l'aeroporto di Qishn, codice aeroportuale IATA IHN, codice ICAO ODAQ[12].

Qishn si trova sulle pendici dei monti Masila, un pò lontano dalla costa dell'Oceano Indiano, è situata tra due gole dove il Uadi Hadramaut sfonda il massiccio del Masila nel suo cammino verso il mare. Qishna non ha alcun porto per ospitare navi più grandi, la costa è una lunga pianura sabbiosa ricoperta di dune. L'autostrada costiera che collega Mukkale - Qishn-Al-Ghaida - con l'Oman attraversa Qishn.

Il clima è secco. La temperatura media è di 26 °C. Il mese più caldo è maggio, con 30 °C, e il più freddo è luglio, con 22 °C. La piovosità media è di 49 millimetri all'anno. Il mese più piovoso è agosto, con 11 millimetri di pioggia, mentre il mese più secco è aprile, con 1 millimetro medio di precipitazioni[13].

Lo squalo Carcharhinus leiodon, rinvenuto unicamente al largo delle coste di Qishn

Accanto a Qishn c'è una grande spiaggia sabbiosa lunga circa 6 km. Alla fine della spiaggia ci sono campi coltivabili con palmeti lungo i pendii, zona che è un habitat molto importante per gli uccelli. Al largo delle coste di Qishn è stato rinvenuto lo squalo dalle punte nere e dai denti lisci (Carcharhinus leiodon Garrick, 1985)[14], una specie di squalo del genere Carcharhinus e della famiglia Carcharhinidae. Il tipo nomenclaturale è stato probabilmente catturato vicino alla terraferma.

Al-Mahra è inoltre la patria del cammello Mehri, che ha svolto un ruolo fondamentale nei successi militari dell'esercito di Al-Mahra durante le conquiste islamiche dell'Egitto e del Nord Africa contro l'Impero Bizantino. Durante queste conquiste, l'unità di cavalleria di Al-Mahra introdusse il cammello Mehri nel Nord Africa, dove ora si trova diffusamente. Sono rinomati per la loro velocità, agilità e resistenza. Hanno un fisico grande ma snello e, grazie alla loro piccola gobba, sono perfettamente adatti per essere cavalcati.

Secondo gli ultimi calcoli del 2012, a Qishn vivono 10.942 persone.

Qishn era il centro economico e politico di al-Mahra e ospitava una regolare assemblea tribale. Ancora oggi, mostra tracce della sua antica ricchezza e prestigio nelle sue case e moschee grandi e ben arredate (anche se leggermente decadute) e nei contorni dei suoi ampi appezzamenti agricoli e palmeti da datteri lavorati da ex schiavi. Qishn era anche il principale punto di trasferimento per le merci in movimento da e verso Socotra.

Facendo eco al suo passato politicamente significativo, una generazione più anziana di Qishniti può ricordare una quantità significativa di poesia araba e Mahri relativa alle funzioni politiche e diplomatiche dello stato di ʿAfrārī. La lingua Mehri era una delle lingue parlate nel Sultanato di Afrar. Fu responsabile dell'incoraggiamento della produzione di poesia sia in arabo che in mehri, e ha contribuito a far sopravvivere fino ad oggi le tradizioni poetiche della città. A Qishn esistono in gran numero compositori e trasmettitori di poemi politici e tribali tradizionali che sono stati dimenticati altrove. Per questo motivo, gli abitanti nativi di Qishn sono comunemente considerati in tutta al-Mahra particolarmente eloquenti[15].

I principali lignaggi tribali di Qishn sono Āl ʿAfrār, Ǧeydeḥ (Ar. Jidḥī), Ḥrēzī, Ḳamṣeyt e il mšōyekh, che fornì i suoi giudici al sultanato di ʿAfrārī.

Il 15 dicembre 2021, l'Università Hadhramout ha annunciato l'apertura di una nuova filiale di istruzione aperta nella cittadina di Qishn. Si sono registrati 86 studenti e studentesse dei distretti di Qishn e Hat, distribuiti nella maggior parte delle specializzazioni del centro (economia aziendale - contabilità - lingua inglese - lingua araba - scienze coraniche - studi islamici - studi sociali).[16]

Nonostante il governatorato di Al-Mahra sia stato risparmiato dalla guerra civile Iemenita, nel 2022 il Consiglio dei Volontari Giovanili di Qishn ha lanciato un progetto per distribuire abbigliamento per gli orfani, i poveri e gli sfollati, al fine di ridurre gli oneri per i bisognosi e le vedove, in coincidenza con l'avvicinarsi dell'ʻĪd al-fiṭr. Il progetto si è rivolto a 600 bambini, ai quali sono stati distribuiti loro vestiti già pronti, per maschi e femmine, finanziati e sostenuti da filantropi.[17]

Il 3 gennaio 2024, un'esplosione di un'autocisterna di carburante in una stazione della Yemen Petroleum Company nel distretto di Qishn, Al-Mahra, ha causato la morte di tre dipendenti: Arafat Abdullah Al-Muallem, Saeed Omar bin Orwa e Khalil Ali Taha. L'amministratore delegato Tariq Abdullah Mansour ha espresso cordoglio e ha avviato un'indagine per determinare le cause dell'incidente.[18]

  1. ^ Qishniti
  2. ^ (EN) Mahra Sultanate | Arabian Peninsula, Yemeni Coast, Maritime Trade | Britannica, su www.britannica.com. URL consultato il 21 maggio 2024.
  3. ^ Volume IV, British India, H. H. Dodwell, Cambridge University Press, pp. 8-9., su books.google.it.
  4. ^ R. B. Serjeant: The Portuguese Off the South Arabian Coast. Hadrami Chronicles, 1974, Oxford University Press, p. 110.
  5. ^ السلاطين الخبراء [Sultani esperti], su sltntalmahrh.mam9.com. URL consultato il 27 giugno 2024 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2019).
  6. ^ Storia di Mahra e Socotra, su almahra-socotra.com. URL consultato il 26 maggio 2024 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2020).
  7. ^ Qishn district, su whenmelodiesgather.supdigital.org.
  8. ^ (en) « Drapeau [archive] », Flags of the World, su worldstatesmen.org.
  9. ^ Stark, Freya, The Southern Gates of Arabia, J. Murray, London, 1936, Chapter 1.
  10. ^ Calvalley Petroleum compie una significante scoperta per il petrolio di Qishn in Yemen, kolovoz 2003., encyclopedia.com, su encyclopedia.com.
  11. ^ الجبهة الوطنية الجنوبية لمقاومة الغزو والاحتلال تعلن رفضها, su althawrah.ye.
  12. ^ Qishn Airport, Qishn, Yemen [ IHN / ODAQ ], su prokerala.com.
  13. ^ Meteo, su ilmeteo.it.
  14. ^ Garrick, J.A.F. (November 1985). NOAA Technical Report NMFS-34: 1–26. (PDF), su spo.nmfs.noaa.gov.
  15. ^ I Mahra, i Kathiri ed i Portoghesi (1497 - 1548), su whenmelodiesgather.supdigital.org.
  16. ^ المهرة..جامعة حضرموت تعلن افتتاح فرع جديد للتعليم المفتوح بمديرية قشن, su qishnpress.com.
  17. ^ مجلس شباب قشن في المهرة يدشن مشروع كسوة العيد للأيتام والفقراء, su qishnpress.com.
  18. ^ Qishn Press المهرة…سقوط ضحايا جراء انفجار صهريج وقود في قشن, su qishnpress.com.

Collegamenti esterni

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