Pitcairnioideae

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Pitcairnioideae
Pitcairnia grafii (TS) 1-00128.jpg
infiorescenza di Pitcairnia grafii
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Bromeliales
Famiglia Bromeliaceae
Sottofamiglia Pitcairnioideae
Harms ex Engl. & Prantl, 1930
Classificazione APG
Ordine Poales
Famiglia Bromeliaceae

Le Pitcairnioideae Harms ex Engl. & Prantl, 1930[1] sono una sottofamiglia terrestre di piante della famiglia Bromeliaceae.

A differenza di molte piante epifite e litofite, che comprendono il resto della famiglia, salvo poche eccezioni, tutti i membri di questa sottofamiglia sono piante terricole o sassicole. Comune nelle regioni aride e di elevata altitudine, questa sottofamiglia è considerata la più antica, presentando maggiori somiglianze nei confronti degli antenati erbacei rispetto alle novità esotiche rappresentate nelle altre due sottofamiglie. Tra i generi comunemente coltivati di questo gruppo vi sono Dyckia e Pitcairnia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle foglie delle Pitcairnioideae sono carnose con spine pesanti sui margini, che ricordano l'agave. I loro fiori contengono capsule secche con semi piccoli e senza ali. Come la maggior parte delle piante e differentemente da altre bromeliaceae, questo gruppo presenta un sistema radicale sviluppato per la raccolta di acqua e nutrienti. Parimenti, non tutte le foglie delle Pitcairnioideae crescono a formare una coppa efficace per trattenere l'acqua, come accade per i membri delle altre sottofamiglie. I tricomi della foglia sono presenti nelle Pitcairnioideae, ma non sono efficaci nella raccolta dei nutrienti; i tricomi, comunque, possono essere sufficientemente spessi da fornire un'adeguata barriera al gelo, essenziale per la sopravvivenza.

Generi[modifica | modifica wikitesto]

Recenti analisi filogenetiche hanno fortemente ristretto i limiti della sottofamiglia. Dei 16 generi inizialmente inclusi, attualmente si considerano appartenenti alla sottofamiglia solo i seguenti[2] (gli altri generi precedentemente inclusi sono stati assegnati a nuove sottofamiglia - si veda in proposito la voce Bromeliaceae):

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ H.A.T. Harms, in: H.G.A. Engler, K.A.E. Prantl, Nat. Pflanzenfam., ed. 2, 15a: 99 (1930).
  2. ^ Thomas J. Givnish, Kendra C.Millam, Paul E. Berry, Kenneth J. Sytsma, Phylogeny, adaptive radiation, and historical biogeography of Bromeliaceae inferred from ndhF sequence data Archiviato il 28 settembre 2013 in Internet Archive., Aliso 23: 3–26 (2007).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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