Bromeliaceae

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Bromeliacee
Bromeliaceae01.jpg
Alcune bromeliacee coltivate
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Monocotiledoni
(clade) Commelinidi
Ordine Poales
Famiglia Bromeliaceae
Juss., 1789
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Sottodivisione Magnoliophytina
Classe Liliopsida
Sottoclasse Zingiberidae
Ordine Bromeliales
Famiglia Bromeliaceae
Sottofamiglie

Le Bromeliacee (Bromeliaceae Juss., 1789[1]) sono una famiglia di piante angiosperme monocotiledoni appartenente all'ordine Poales.[2]

Comprende 75 generi e circa 3 590 specie[3], originarie principalmente delle Americhe tropicali, con diverse specie che si trovano nelle zone subtropicali americane e una, Pitcairnia feliciana, nell'Africa occidentale tropicale. La principale specie di rilevanza agraria è l'ananas, altre sono coltivate a scopo ornamentale. La più grande bromelia è Puya raimondii, che raggiunge 3–4 metri di altezza del fusto con una infiorescenza alta 9–10 metri[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

All'interno delle Poales è l'unica famiglia che ha nettari che derivano dai sepali e ovario infero.

La famiglia comprende sia specie epifite (la maggior parte), come ad esempio Tillandsia usneoides, sia specie terrestri, come l'ananas (Ananas comosus).

Molte bromelie sono in grado di immagazzinare acqua in una struttura formata dalle loro basi fogliari strettamente sovrapposte (aspetto rosulato).

Tutte hanno foglie dure sottili, a volte spinose ai margini, e lunghe.

Usi e coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

L'uomo usa le bromelie da migliaia di anni. Gli Incas, gli Aztechi, i Maya e altri li usavano per cibo, protezione, fibre e cerimonie, proprio come sono usate ancora oggi. L'interesse europeo iniziò quando i conquistadores spagnoli tornarono con l'ananas, che divenne così popolare come alimento esotico che l'immagine dell'ananas fu ritratta nell'arte e nella scultura europea. Nel 1776, la specie Guzmania lingulata fu introdotta in Europa, suscitando scalpore tra i giardinieri che non avevano familiarità con una pianta di quell'aspetto. Nel 1828, Aechmea fasciata fu portata in Europa, seguita da Vriesea splendens nel 1840. La coltivazione di queste specie ebbe un tale successo che oggi queste sono ancora tra le varietà di bromelie più coltivate.

Sia in natura sia qualora vengano coltivate all'interno delle abitazioni come piante da appartamento,[5] le Bromeliaceae muoiono dopo la fioritura.[6] Al termine della formazione dell'infiorescenza, infatti, le foglie di queste piante cominciano a seccare. Poche settimane dopo anche l'infiorescenza secca. L'intero processo di sfioritura e disseccamento della pianta può durare anche alcuni mesi, durante i quali la pianta emette dalla base uno o più polloni che daranno vita a nuove piante che, quando saranno adulte, fioriranno a loro volta.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le Bromeliaceae si trovano in prevalenza nelle foreste tropicali e subtropicali del Nuovo mondo (ecozona neotropicale).[2]

Il centro di maggiore biodiversità di questa famiglia è rappresentato dalla foresta atlantica brasiliana, che ospita oltre 600 specie endemiche.[7]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente la famiglia delle Bromeliaceae è inclusa nell'ordine delle Poales.[8]

Fino al 2007, la famiglia Bromeliaceae era organizzata in tre sottofamiglie: Bromelioideae, Pitcairnioideae e Tillandsioideae.

Dal 2007, a seguito di studi genetici,[9] è risultato che, mentre le sottofamiglie Bromelioideae e Tillandsioideae sono monofiletiche, la famiglia Pitcairnioideae si è rivelata polifiletica; ciò ha comportato la segregazione di alcuni generi in 5 nuove sottofamiglie.

Attualmente (2022) la famiglia Bromeliaceae comprende oltre 3 400 specie, raggruppate in 8 sottofamiglie e 72 generi:[10][2]

Brocchinia micrantha
Pitcairnia brittoniana
Puya raimondii
Aechmea fasciata
Greigia sphacelata

Sono inoltre noti i seguenti ibridi intergenerici:[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jussieu, Gen. Pl.: 49. 4 Aug 1789.
  2. ^ a b c d (EN) Bromeliaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 15 aprile 2022.
  3. ^ Names Bromeliaceae, su bromeliad.nl. URL consultato il 23 maggio 2022.
  4. ^ Puya raimondii - World's Largest Bromeliad, su www.strangewonderfulthings.com. URL consultato il 23 maggio 2022.
  5. ^ Mariano Cheli, Bromeliaceae, la grande famiglia delle Bromelie: Consigli, Coltivazione e Cura, su L'eden di Fiori e Piante, 14 settembre 2017. URL consultato il 23 settembre 2020.
  6. ^ Bromelia: pianta da appartamento fiorita che muore e rinasce [collegamento interrotto], in My Personal Jungle, 24 dicembre 2017. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  7. ^ (ES) Martinelli G. et al., Bromeliaceae da Mata Atlântica brasileira. Lista de espécies, distribuição e conservação (PDF), in Rodriguésia, vol. 59, n. 1, 2008, pp. 209-258. URL consultato il 30 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  8. ^ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  9. ^ (EN) Givnish T.J., K.C.Millam, P.E. Berry, K.J. Sytsma, Philogeny, Adaptive Radiation, and Historical Biogeography of Bromeliaceae inferred from ndhF Sequence Data, in Aliso, vol. 23, n. 1, 2007, pp. 3–26, DOI:10.5642/aliso.20072301.04.
  10. ^ (EN) Bromeliad Info - Taxonomy, su Bromeliad Society International. URL consultato il 15 aprile 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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