Pietro Abbati Marescotti

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Pietro Abbati Marescotti (Modena, 1º settembre 1768Modena, 7 maggio 1842) è stato un matematico italiano che ha insegnato a Modena.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Abbati nasce dalla famiglia degli Abbati, nobili dal XVI secolo e alleati alla famiglia modenese dei Marescotti, dei quali aggiunsero il proprio nome ed il titolo di conte trasmissibile ai discendenti maschi in conferimento dei meriti matematici, artistici e di strutture idrauliche, con decreto del Duca Francesco IV d'Austria d'Este del 10 luglio 1818. Per lo stesso duca Francesco IV fu consigliere di Stato per la pubblica Economia e per la Istruzione.

Gli Abbati Marescotti sono una casata modenese iscritti al ceto Conservatorio fin dal sec. XVI la quale ha dato i famosi pittori Niccolò (??? - 1571) ed Ercole (??? - 1613), da un Pietro di Paolo proveniente da Castelnuovo di Sotto nel Reggiano, aromatario ducale, morto il 30 gennaio 1702. Un suo nipote Pietro di Bernardino (1693-1762) fu valente matematico e studioso di idraulica ed anche buon letterato.

Stemma di famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di famiglia

Lo stemma di famiglia è così formato:

  • nel primo troncato
    • d'azzurro al leone d'oro incatenato ad un pioppo nodrito sradicato al naturale in destra sulla pianura
    • tagliato d'oro a tre tortelli di rosso poste 2 e 1.
  • nel secondo troncato:
    • fasciato d'argento e di rosso di sei pezzi alla pantera di oro, rampante ed attraversante sul tutto, col capo d'oro, caricato di un'aquila di nero

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Abbati Marescotti nella città natale ricevette la formazione universitaria con un'ottima base matematica, apprendendo direttamente da Luigi Fantini, Paolo Cassiani e Giovan Battista Venturi. Fu amico di Paolo Ruffini per tutta la vita e con egli, seppur senza alcun riconoscimento ufficiale, si dedicò alle ricerche matematiche, in particolare nei campi delle equazioni algebriche, del calcolo delle probabilità e della teoria dei gruppi, per la quale pare[non chiaro] che abbia posto questa idea in primo piano al Ruffini, che successivamente la elaborò.

Ulteriori studi matematici, e scambi con il Ruffini, ebbero come oggetto problemi diofantei del tipo di Fermat, proprietà dei numeri primi, teoria delle probabilità, l'individuazione del numero delle radici immaginarie e il confronto coi risultati di P. Paoli, le relazioni tra le radici dell'equazione e i coefficienti, la regola di Cartesio per equazioni incomplete, le proprietà delle permutazioni sulle radici di un'equazione di quarto o quinto grado, l'equazione delle differenze, le funzioni razionali delle radici, la risoluzione per approssimazione ed il relativo metodo di Lagrange.

I principali eventi della vita, riportati in ordine cronologico:

  • 1802 "Lettera al socio Paolo Ruffini" (scritta il 30 settembre, in Modena): Ruffini aveva già scritto l'irrisolubilità delle equazioni fino del quinto grado. Con questa lettera l'Abbati Marescotti estende tale dimostrazione d'irrisolubilità per le equazioni di grado superiore al quinto.
  • 1807(?) a seguito della Restaurazione il Duca Francesco IV lo nomina Consultore
  • 1810(?) il Duca Francesco IV lo nomina Consigliere del Ministero di Pubblica Economia ed Istruzione, e responsabile in particolare della direzione di acque e strade
  • 1818: a seguito dei contributi nel mondo scientifico, artistico ed infrastrutturale, gli viene conferito il permesso di unire il proprio cognome a quello del casato Marescotti, assieme al conferimento del titolo di conte.
  • 1824: pubblica Sopra un problema dei signori Daniele Bernoulli, e de la Grance - memoria del Sig. Conte Pietro Abbati Marescotti
  • 1826: viene nominato membro dell'Accademia nazionale delle scienze, detta anche "Accademia dei XL" (quaranta, costituita dai quaranta maggiori uomini di scienza dell'epoca) o "Società Italiana delle Scienze"
  • 1833: inaugura il teatro Abbati Marescotti, chiuso poi nel 1866

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Si conoscono circa trenta lettere inviate dall'Abbati al Ruffini, un epistolario conservato presso la Biblioteca estense e presso l'Archivio Ruffini dell'Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena. Queste lettere sono tutte inedite ad eccezione di quella pubblicata da E. Bortolotti[Enea o Ettore?] nel carteggio di Paolo Ruffini.

Fu autore inoltre di:

  • 5 memorie a stampa (la più nota à la Lettera al socio Paolo Ruffini, riedita nel II tomo delle opere di Ruffini ed in cui egli fornisce un completamento al teorema sull'insolubilità delle equazioni)
  • 5 memorie manoscritte (conservate oggi presso la Biblioteca estense di Modena, ed inedite)

Cariche e affiliazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle citate cariche, fu membro dei seguenti sodalizi:

  • Accademia nazionale delle scienze, detta "Accademia dei XL".
  • Società di Arti Meccaniche
  • Società Agraria del Dipartimento del Panaro
  • Accademia dei Dissonanti (divenuta in seguito Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena)
  • Accademia di Scienze e Belle Lettere di Palermo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • la Biografia di P. Riccardi: "Notizie della vita e delle opere del Conte Pietro Abbati Marescotti", edita nel 1879 in Modena, Soc. Tip. Antica Tipografia Soliani, e ristampata in "Atti e Memorie R. Deputazione di Storia Patria delle Provincie Modenesi", 6, 1, 1908, pp. 3-7.
  • Sandrini, G. – Abbati Marescotti “commentatore” di Ruffini, Tesi di laurea, Univ. di Modena (1991-1992)
  • Gliozzi, M. – Abbati Marescotti, Pietro, in: Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1960, Vol. I, 29-30
  • Annuario della Nobiltà Italiana, 2003-2005
  • Abbati, P - Lettera al socio Paolo Ruffini, in: Mem. Mat. Fis. Soc. Ital. Scienze, T.X, p.II (1803),385-409; in: Opere Matematiche di Paolo Ruffini, a cura di E. Bortolotti, T.II, 1953,469-486.
  • Barbensi, G. - Paolo Ruffini, Modena, Accademia di Scienza, Lettere e Arti, 1956
  • Barbieri, F. - Cattelani Degani, F. - I corrispondenti di Paolo Ruffini, in: Atti Mem. Accad. naz. Sci. Lett. Arti Modena (7)13(1995-96),17-26
  • Franci, R. - L'algebra in Italia dal 1799 al 1813, in: Physis, 29, fasc.3, (1992), 745-770
  • Peretti, R. – La risoluzione approssimata di un'equazione secondo Lagrange. Riflessioni ed aggiunte di Pietro Abbati Marescotti, Tesi di laurea, Univ. di Modena (1991-1992)
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