Perossido di bario

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Perossido di bario
Peroxid barnatý.JPG
Nome IUPAC
diossido di bario
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareBaO2
Massa molecolare (u)169,34 g/mol
Aspettosolido da bianco a giallo chiaro
Numero CAS1304-29-6
Numero EINECS215-128-4
PubChem14773
SMILES
[O-][O-].[Ba+2]
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua~ 0,5 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione450 °C (723 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante comburente
pericolo
Frasi H272 - 332 - 302
Consigli P220 [1]

Il perossido di bario (o biossido di bario) è un composto chimico inorganico con formula BaO2.

A temperatura ambiente si presenta come un solido da bianco a giallo chiaro inodore. È un composto nocivo e un ossidante: come molti componenti del bario, il suo innesco dà una fiamma verde brillante, motivo per cui veniva usato nei fuochi artificiali.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

In laboratorio il perossido di bario si prepara riempiendo un tubo per combustioni con ossido di bario, riscaldandolo fino a circa 650 °C e si facendovi passare una corrente di ossigeno finché questo non viene più assorbito. Oltre gli 800 °C il perossido di bario si decompone nuovamente rilasciando ossigeno e ossido di bario.[2]:

Questa reazione è alla base dell'ormai obsoleto processo Brin per separare l'ossigeno dall'atmosfera. Altri ossidi, come l'ossido di sodio (Na2O) e l'ossido di stronzio (SrO) hanno un comportamento analogo.[3]

Un altro utilizzo caduto in disuso, il perossido di bario serviva per produrre perossido di idrogeno tramite la seguente reazione con l'acido solforico, dove il solfato di bario veniva successivamente separato tramite filtrazione:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ scheda del perossido di bario su IFA-GESTIS Archiviato il 16 ottobre 2019 in Internet Archive.
  2. ^ Accommodation of Excess Oxygen in Group II Monoxides - S.C. Middleburgh, R.W. Grimes and K.P.D. Lagerlof Journal of the American Ceramic Society 2013, Volume 96, pages 308–311. DOI10.1111/j.1551-2916.2012.05452.x
  3. ^ (EN) Arnold F. Holleman e Egon Wiberg, Inorganic Chemistry, San Diego, Academic Press, 2001, ISBN 978-01-23-52651-9.

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