Papilla ottica

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Papilla ottica
Gray879.png
Occhio posteriore visto dall'interno; le vene risultano più scure delle arterie.
Gray880.png
Porzione terminale del nervo ottico e suo ingresso nel bulbo oculare
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1015
Identificatori
MeSHOptic+Disk
A08.800.800.120.680.660
TAA15.2.04.019
FMA58634

La papilla ottica è l'emergenza del nervo ottico all'interno del bulbo oculare e raccoglie tutti gli assoni che originano dai fotorecettori della retina. Tali fibre nervose, inizialmente amieliniche, acquistano la guaina mielinica al loro passaggio attraverso la lamina cribrosa.

È definito come il punto cieco della retina.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La forma della papilla ottica è ovale con maggiore diametro verticale, con una depressione centrale fisiologica grande circa un quarto dell'intera area papillare, che non raggiunge mai i bordi della stessa. Ha un colore giallo-rosa, più pallido nella metà laterale. Sempre nella metà laterale è possibile, specialmente nei soggetti miopi, osservare del tessuto sclerale a forma di falce denominato "cono temporale". Il margine, tipicamente netto, può mostrare un'iperpigmentazione falciforme denominata "cono pigmentato".

Rapporti[modifica | modifica wikitesto]

La papilla ottica è in stretto rapporto con l'arteria centrale della retina e la vena omonima, che fuoriescono nel bulbo oculare a livello dell'emergenza del nervo ottico, per poi dividersi in quattro rami diretti ai quattro quadranti retinici (temporale superiore e inferiore, nasale superiore e inferiore). I rami arteriori non sono tra loro anastomizzati e la vascolarizzazione è pertanto di tipo terminale.

All'esame del fondo oculare le arterie risultano di color rosso vivo e di diametro inferiore rispetto alle vene.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Nover, Il fondo dell'occhio, Leonardo edizioni scientifiche, 1978.
  • Anastasi et al., Trattato di anatomia umana, Napoli, Edi. Ermes, 2006, ISBN 88-705-1285-1.
  • Wheater, Istologia e anatomia microscopica, Milano, Ambrosiana, 2001, ISBN 88-408-1171-0.