Pantoo

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Pantoo
Sagaciclo troiano
Nome orig.
1ª app. inIliade di Omero
Professionesacerdote

Nella mitologia greca, Pantoo o Panto, figlio di Otriade, era il nome di uno dei personaggi presenti nella guerra di Troia, nata per colpa del rapimento di Elena effettuato da Paride (figlio del re troiano Priamo) ai danni di Menelao, il marito e sovrano acheo. Si fa riferimento a Pantoo quando di parla di Euforbo, probabilmente suo figlio. La guerra fra i due regni viene raccontata da Omero nell'Iliade.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Iliade[modifica | modifica wikitesto]

Pantoo era il sacerdote troiano di Apollo ai tempi di re Priamo. Servio racconta che quando Priamo era da poco divenuto re della città dopo la sua distruzione da parte di Eracle, credendo che la conquista della città fosse dovuta alla sua infausta ubicazione e non alla collera degli dèi, mandò uno dei suoi nipoti, figlio di Antenore, a Delfi per chiedere alla Pizia se avrebbe dovuto costruire la cittadella sulle fondamenta della città distrutta. Si dice però che Pantoo, che era sacerdote di Apollo a Delfi, fosse di una tale avvenenza che il nipote di Priamo, scordatosi della sua missione, si innamorò di lui e lo portò con sé a Troia. Per rimediare all'offesa fatta all'oracolo di Delfi, elesse allora Pantoo sacerdote del tempio di Apollo a Troia.

Secondo Omero, egli non prese parte alla guerra di Troia, essendo già avanti negli anni, ma vi combatterono diversi suoi figli fra cui Polidamante (il primogenito), Iperenore, Euforbo. Si presuppone che sua moglie fosse Frontide. Il suo nome viene pronunciato più volte nel discorso fra Euforbo e Menelao prima del loro combattimento nel libro XVII dell'Iliade. Per discendenza spesso ai nomi dei figli viene affiancato il patronimico “Pantoide". Stando ad alcune fonti postomeriche, Pantoo sarebbe stato tra i fautori della restituzione di Elena a Menelao.

Nell'Eneide[modifica | modifica wikitesto]

Pantoo compare in carne e ossa nell'Eneide di Virgilio. Nella notte della caduta di Troia è tra i concittadini che Enea cerca di mettere in salvo. Imbattutisi in un gruppo di soldati achei, molti di loro soccombono, Pantoo compreso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Traduzione delle fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Omero, Iliade, quinta edizione, Bergamo, BUR, 2005, ISBN 88-17-17273-1. Traduzione di Giovanni Cerri

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]