Palazzo Massimo alle Colonne

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Palazzo Massimo alle Colonne, facciata su corso Vittorio
Piazza dei Massimi

Il Palazzo Massimo alle Colonne è un palazzo di Roma che sorge in corso Vittorio Emanuele II. Prende il nome dal portico e dalle colonne che erano presenti in quel luogo fin da prima della costruzione dell'edificio e delle quali, sul retro di esso, sopravvivono alcuni resti.

Storia

Il Palazzo Massimo fu costruito nel Quattrocento e sorge sui resti dell'Odeon di Domiziano; infatti, in piazza dei Massimi è ancora visibile una colonna dell'antica struttura. Nel 1532, per celebrare le nozze di Angelo Massimo con Antonietta Planca Incoronati, la facciata del Palazzo Massimo venne decorata con pitture monocrome.

Nel 1532, dopo l'incendio provocato durante il Sacco di Roma, il complesso fu ricostruito su progetto di Baldassarre Peruzzi.

Descrizione

Il palazzo è costituito dall'unione di tre corpi di fabbrica. La facciata è porticata e curvilinea, adattandosi a quella del teatro del I secolo, ed è più larga di quanto non sia in realtà il palazzo, contribuendo a renderlo più maestoso e imponente. Infatti, la struttura si inserisce in un lotto di dimensioni irregolari, così da presentarsi con una pianta ad L, articolata intorno ad un cortile. Inedita è pure la conformazione dei portici del cortile, costituiti da due logge architravate sovrapposte, chiuse alla sommità da un terzo piano aperto da finestre rettangolari larghe quanto il sottostante colonnato. Tutte queste soluzioni fanno del Palazzo Massimo una delle più interessanti fabbriche della cultura manierista. [1]

L'interno, non visitabile, è costituito da sontuose stanze e ambienti. Notevole è il soffitto affrescato da Daniele da Volterra e raffigurante la vita di Fabio Massimo, il condottiero romano presunto antenato della famiglia nobile che vi abita. L'adiacente Palazzo di Pirro è al giorno d'oggi annesso al Palazzo Massimo.

Nel 2002 è stata restaurata la facciata, visibile in occasione dell'apertura annuale del palazzo.

Il miracolo di san Filippo Neri

Il palazzo è aperto ai visitatori ogni 16 marzo, in occasione della commemorazione, nella cappella di famiglia al secondo piano, della miracolosa, breve, resurrezione di Paolo Massimo, riportato in vita nel 1583 ad opera di san Filippo Neri. Il ragazzo, figlio del principe Fabrizio Massimo, era malato da più di due mesi e versava in grave pericolo di vita. Padre Filippo Neri, di cui il principe padre era devoto, lo visitava ogni giorno; al momento del trapasso del giovane, però, stava celebrando messa ed arrivò al capezzale dell'infermo quando Paolo era ormai spirato. Filippo allora, abbracciò il ragazzo ed invocò Dio, pregando intensamente per qualche minuto; quindi asperse il corpo senza vita con l'acqua benedetta e chiamò per nome il giovane. A quel punto Paolo riaprì gli occhi e, dopo aver parlato per alcuni minuti con Padre Filippo ed essersi confessato, rispose con voce forte alla domanda del santo che gli chiedeva se desiderasse andare in cielo a rivedere la mamma e le sorelle e si riaddormentò per sempre.

Note

  1. ^ R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999, p. 267.

Bibliografia

  • Valeria Cafà, Palazzo Massimo alle Colonne di Baldassarre Peruzzi, Padova, 2006.
  • Renato De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999.

Voci correlate